La piatta monotonia della costa adriatica è bruscamente interrotta all'altezza del gomito di Ancona da uno spettacoloso scenario di dirupi, anfrattuosità, caverne, scogli ciclopici, insenature deserte e silenziose. Non profanato dalla mano dell'uomo, il suggestivo paesaggio è rimasto come al momento della Creazione, miracolosamente intatto. Per una quindicina di chilometri si susseguono angoli selvaggi, maestosi orridi, dove la natura, quasi fosse uscita in quel momento da un cataclisma, sembra essersi apportata dalla società in sdegnosa e austera segregazione. L'assenza dell'uomo o di organizzazioni speculative - che spesso deturpano l'eloquente bellezza naturale - dà a questo tratto di costa un aspetto di rara bellezza turistica, davanti alla quale il visitatore resta sbigottito e scosso da profonde meditazioni. Fra tante bellezze è il Passetto. Il maestoso giardino pensile, sospeso sul mare, è sistemato fra strapiombi paurosamente precipitanti sulla spiaggia. Tutta la nostra penisola è un trionfo di colori, ma qui la tavolozza offre tinte più smaglianti, più pure. Il mare è diverso dagli altri e, non a torto, gli anconetani lo chiamano "de nuialtri". Da questo naturale terrazzo, dove sorge immacolato il Monumento dei Caduti, che visto dal mare sembra per il suo candore, un invito a non far guerre, si scendeva agli scogli solo per due maestose gradinate. Arrivati in basso, dopo pochi passi s'incontrano - forse unica caratteristica di tutta la costa adriatica - le grotte. Sono piccole gallerie cieche, scavate nel tufo dai pescatori, ai piedi delle Rupi di Gallina, altro strapiombo da vertigini, sulla cui vetta l'arditezza dell'uomo ha costruito palazzi e ville, che, guardate dal basso, danno il brivido come la vista dell'acrobata sul trapezio, quando sta per lanciarsi nel vuoto per i doppio salto mortale. L'umile gente di mare ha lavorato nelle Grotte come talpe a scavare e picconare e avrà camminato all'indietro come gamberi per portar fuori il materiale sgretolato. Una fatica da schiavi. Tutto il materiale occorrente - ferro, legname, calce, cemento, mattoni - è stato portato giù a spalla, per un sentiero, dove un piede messo in fallo fa volare dritti al creatore. Queste costruzioni sono un monumento della tenace e taciturna laboriosità dell'anconetano, capace di strappare coi denti un chiodo da una tavola per conservarlo, uomo duro come il guscio di una cozza, ma dentro tenero come la polpa di un tartufo di mare. Qualche grotta è secolare, altre meno vecchie, alcune recenti. Come sia nata la prima è facile immaginare. Un pescatore, colto da improvvisa burrasca, per salvarsi si buttò fra gli scogli della Seggiola del Papa. Infilò la barca dentro una fenditura della roccia e, trovato sicuro il rifugio, lo approfondì col piccone, l'allargò, fece la volta e lo chiuse col lucchetto come fosse casa sua. Nacque così una proprietà privata, secondo la preistorica legge del primo occupante. Accanto a questa altre ne sorsero, l'una vicina all'altra, in fila come le finestre di un gran palazzo. Ma, forse, le grotte hanno origine più remota, servirono all'epoca della pirateria, quale asilo per sfuggire ai rapaci corsari provenienti dal mare. Indubbiamente le grotte offrono sicurezza e al tempo dei bombardamenti alleati la popolazione vi si rifugiava per ripararsi dalle grandinate degli aerei. Tanta era la sicurezza, che un tempo i contrabbandieri, quando l'accesso a piedi era difficile, le avevano trasformate in magazzini per le mercanzie clandestinamente ricevute dal mare e vendute poi sottobanco. e il commercio era fiorente.
giovedì 2 luglio 2009
il Passetto di Ancona
Pubblicato da fabiodelpia' a 21:51
mercoledì 1 luglio 2009
domenica mare o monte?
Pubblicato da fabiodelpia' a 18:50
lunedì 29 giugno 2009
Bellissima Altissima Durissima
Pubblicato da fabiodelpia' a 15:56
..non mi riferisco ad una delle montagne del Messner, ma alla corsa di ieri per arrivare in cima all'Abetone. anche se non trattasi di cime dolomitiche non si riusciva ad arrivare mai in vetta..
veramente.. ma veramente.. dura!!!
sapevo che ci sarebbe stato da soffrire.. ma non così.
l'avventura cominciava con l'incontro, prima della partenza, con le bloggers: la Franca e la Sarah.
qualche foto per il blog ITALIAN BLOGTROTTERS e poi Franca, che è del posto e l'ha già corsa, e che dal vero è ancora più simpatica e carina di come già appare nel suo blog, mi ricorda la durezza del percorso, specie l'ultima salita.
e via si parte! per non farmi coinvolgere da un passo troppo veloce mi metto in coda al gruppone di circa 1400 atleti, di cui la metà fanno i 50km, il resto si fermeranno al traguardo dei 14km a Le Piastre e dei 30km a San Marcello.
primi 10km molto tranquilli in 54' e vado benino.
al 20km sono dopo 1h 52' e vado bene.
al 25km passo con 2h 15' e vado sempre meglio. si è già fatto salite a e discese e, cosa inaspettata, un tratto di sterrato sottobosco, affascinante e rinvigorente.
al 30°km il crono segna 2h 40. guardo i tempi per scrupolo ma più che altro ascolto le mie gambe, e ancora tutto sembra fili liscio. malgrado non sia poi così caldo non salto un ristoro bevendo e integrando come dovuto.
al 38° quando stò già correndo l'ultima lunghissima salita da qualche km, mi fermo ad un ristoro, bevo mangiucchio un pezzetto di banana, e alla ripresa sento che la muscolatura non è più lei..
comincia il calvario 12km inteminabili in cui ho corso, piangendo, ridendo, cantando, bestemmiando (non ai santi ma ai politici, ha proposito ho letto una scritta su un tornante: papi come Chausesco), ma più che altro camminando..
5h 27'
felicissimo di aver partecipato a questa stupenda corsa che offre al podista tutto quello che si deve, luoghi stupendi, sacrificio dell'impresa, ottima organizzazione.
il prossimo anno ci sarò di nuovo e stavolta sarò allenato a dovere per scendere sotto le 5ore.
giuro!
domenica 28 giugno 2009
Fast post
Pubblicato da Cristina a 01:51
E' tardi, dovrei dormire, però prima me lo appunto, perchè sono contenta.
Stasera alla Caccia alla rana, mi sentivo bene, soprattutto nella salita finale: 1h 00' 36'', nessun piazzamento, ma tre minuti meglio degli anni scorsi...sono soddisfazioni!!
Ora buonanotte a tutti, domani mattina si parte per qualche giorno di vacanza...
venerdì 26 giugno 2009
il sapore della sfida
Pubblicato da fabiodelpia' a 15:09
Domani si parte per raggiungere Pistoia, ove domenica mattina alle 7,30 partirà la 34° edizione della Pistoia-Abetone.
Sarà che da buon ciclista amo le salite, sarà che preferisco le corse in linea dove partire da un posto per andare in un altro ha forse più senso che correre un circuito, specie poi se ripetuto più volte, ma era da tanto che puntavo a questa corsa.
Veramente, visto lo stop d'inizio anno, non ci speravo più ma poi quando ho visto che sono riuscito la prima domenica di maggio correre la Collemarathon senza preparazione specifica anzi veramente i due mesi precedenti avevo più che altro pedalato, mi sono fatto coraggio e mi sono iscritto.
Sono riuscito a fare qualche bel lungo collinare nelle domeniche precedenti (25-36-30-20) alternando durante la settima
la corsa alla bici e un pò di nuoto che secondo me è il top, specie per noi "maturandi", e sono pronto per l'ennesima sfida.
Non mi sono mai affacciato oltre la soglia dei 42,195mt perciò nulla è scontato, anzi... pensando a quanta salita e sopratutto discesa cè, me cago sotto (a proposito ho avuto problemi "interiori" tutta la settimana), ma tentar non nuoce..
almeno spero...!!
mercoledì 24 giugno 2009
Sabato sera di corsa..
Pubblicato da Cristina a 11:06
L’avevo detto che per giugno c’erano tante cose da fare!
Quindi, dopo aver digerito il risotto degli alpini, gambe in spalla, scarpe ben allacciate e sabato sera si torna a Barchi, per la notturna “Caccia alla rana” di 12 km.
Saremo in due (io e Giovanni), perché Fabio va a farsi questa passeggiata di 50 km alla Pistioia-Abetone.
Di rane in quattro anni che andiamo non ne abbiamo vista nemmeno una, però qualche bel fenomeno si.
Nel frattempo spero che torni l’estate….
domenica 21 giugno 2009
da rifugio a...
Pubblicato da fabiodelpia' a 21:53
Per oggi avevo messo in programma, come ultimo allenamento un pò impegnativo, in preparazione della Pistoia-Abetone di domenica prossima, il trail sui monti Sibillini.
Visto il caldo asfissiante degli ultimi giorni quale luogo migliore?
Con il freddo, pioggia, vento, nebbia e problemi intestinali è venuto fuori un allenamento massacrante.
Mentre correvo e cercavo di non pensarci, per resistere al mal di pancia, mi ritrovavo sul percorso frequenti ed enormi cagate di vacca... stimolanti......
Peccato per il risotto al Barbera preparato dagli alpini e che la Tarty si sciroppava sotto il mio naso, ma adesso l'importante è riprendersi al più presto.
La prossima sarà un settimana riposante. Domani piscina.
Poteva anche piovere...
Pubblicato da Cristina a 19:48

Poteva andare peggio.
In che modo?
Poteva piovere!
La sveglia stamattina ha suonato presto, m’ero giusto addormentata quattro ore prima, mi preparo nonostante fuori piova di brutto.
Poco prima delle 6 sono in macchina di Fabio e partiamo per Forca di Presta, che è un posto tanto tanto tanto lontano, ci vogliono due ore per arrivare e le indicazioni stradali sono un po’ scarse..
Quando finalmente siamo in mezzo ai Sibillini, mentre vaghiamo per tornanti e in mezzo alla piana di Castelluccio, le nuvole sono tutte lì, incastrate sulle cime delle montagne; una in particolare ha avvolto per bene il rifugio “Giacomini” da dove si parte, tanto che arriviamo, parcheggiamo, ma il rifugio nemmeno si vede.
Ritiro il pettorale mentre gli alpini montano le loro tende.
Difficile decidere come vestirsi, non piove, ma siamo dentro la nuvola, c’è molto vento, quindi cappello da baseball per riparare la testa e la faccia, maglia a maniche lunghe sotto, maglia da ciclista sopra con le maniche corte perché mi servono le tasche per metterci i guanti e il k-way…casomai ci facesse la grazia di uscire il sole.
Si parte alle 9, non so quanti siamo, perché ci perdiamo subito nella nebbia.
Il percorso è abbastanza impegnativo, ma segnalato benissimo (non ho avuto dubbi nemmeno io), non ci sono salite impossibili, solo saliscendi, ma il sentiero è stretto e spesso coperto dall’erba alta e bagnata, si scivola con molta facilità.
Verso l’ottavo incontro una ragazza di Pescara, Franca, iniziamo a correre e chiacchierare insieme, ci facciamo compagnia, specialmente dal dodicesimo chilometro in poi, dove la situazione si stava facendo veramente buia: raffiche di vento fortissimo, tanto che devo tenere il cappello fermo in testa con la mano, probabilmente siamo in cima, ma non si vede più in là di 10 metri.
Finalmente incontriamo un alpino, in mezzo al niente che ci dice di svoltare a sinistra dove finisce il sentiero, infatti imbocchiamo una strada larga e a testa bassa, contro il vento, per gli ultimi due chilometri andiamo avanti.
Arriviamo insieme: 2h10’ per 19,7 km, zuppe dalla testa ai piedi.
Vado di corsa a cambiarmi e alla macchina trovo Fabio, anche lui abbastanza provato.
Mi procuro un bicchiere di barbera e un risotto con salsiccia e fagioli caldo caldo preparato dall’alpino cuciniere per scaldarmi e, senza pietà, me lo mangio per tutto il viaggio di ritorno, mentre Fabio di fianco è in preda alla nausea ed altro…ma questo magari ve lo racconta lui…




