Continuiamo ad ingombrare le corsie della pista, ma la usiamo come una strada.
La tabella di Giovanni procede, io mi sono già persa tante volte, ma ogni tanto mi riallineo.
Non in questa settimana però, l'ultima di ferie, una settimana di incontri, di ritorni e di passaggi...
Tradotto vuol dire che con piacere accetto l'invito per correre al mattino per poi replicare prima di cena, se qualcuno mi chiama.
Tutte microcorse, con il fiato per parlare e filosofeggiare.
Il sole è sempre caldo, l'acqua del mare invitante e l'asciugamano steso sulla spiaggia è molto riposante...la birra scorre ad una media di un paio di litri procapite: il Baffo Moretti è diventato d'oro anche grazie a me!!
mercoledì 18 agosto 2010
Pubblicato da Cristina alle 10:29
venerdì 13 agosto 2010
Pubblicato da Cristina alle 15:01
Secondo venerdi di ferie, tutti dicono che pioverà, ma nel frattempo ci pesa addosso solo una giornata umida e pesante.
Ripetute.
Giovanni sui 3000 mt.
Io mi impongo un 2000 mt (in qualche modo devo pur sopravvivere).
Avanti con la prima, dopo 10' di riscaldamento strascicato: 9'45'', nel mezzo giro di recupero cerco di fare due conti ma la materia grigia è a corto di ossigeno, di sicuro sotto i 5'/km, anche se di poco.
Si riparte per la seconda: la canotta è sudata e pesante, la sollevo per staccarla dalla pancia, mantengo, con una botta di reni sull'ultimo giro, lo stesso tempo della precedente.
Terza partenza: arrotolo la canotta sotto il reggiseno e lascio ballonzolare la panzetta per altri 2 km. Giovanni procede con i suoi 3 km, ci aggiorniamo nel breve recupero.
E quattro: pantaloni e reggiseno...ogni occasione è buona per rifinire l'abbronzatura, le goccioline di sudore corrono da tutte le parti e sono inseguita da zanzare affamate e fastidiose.
9'43'' e stop.
Posso andare a pranzo.
giovedì 12 agosto 2010
Ci metto un momento di riposo
Pubblicato da Cristina alle 19:56
Se correndo guardo l'orologio sperando di vedere una combinazione di numeri che mi dica che posso smettere...
Se ogni volta l'orologio mi dice che è passato solo un minuto dall'ultima volta che l'ho guardato...
Se sbuffo e corro solo perchè dicono che pioverà e allora è meglio edel bel tempo...
Allora forse è meglio interrompere questa serie ininterrotta di corse iniziata con le ferie..
Oggi riposo e castelli di sabbia, domani si vedrà...
lunedì 9 agosto 2010
Affettiamo il prosciutto...
Pubblicato da Cristina alle 08:46
Una faccia da funerale, angoli della bocca in ribasso, senso di nausea e malumore generale...proprio un bel modo di iniziare una domenica mattina!
E poi questo posto che non si arriva mai, certi microcontrattempi e persone fastidiose intorno....si si...proprio una giornata schifosa.
Niente mi spiana sotto i piedi, per fortuna compare qualche faccia simpatica e amica per fare riscaldamento.
Parte la corsa, sono in fondo come al solito, non s'è capito chi o cosa abbia deciso che era ora di partire, sta di fatto che davanti vedo solo una lunga fila di gente che mi precede.
Già dopo pochi metri le gambe mi ricordano che questa settimana ho corso tutti i giorni e che loro non ci sono abituate: davanti vedo asfalto e sole, la sagoma di Giovanni si allontana....sarà dura.
Poi la svolta, dopo tre chilometri, una strada di campagna, ombreggiata e tutto si fa più divertente, recupero un po' di posizioni e corro e basta, senza pensare solo al fatto che oggi sono di malumore.
I km non sono molto precisi: è impossibile che corra sotto i 5'/km, anche se il cartello dice 6 km e l'orologio segna 29' scarsi.
Il percorso continua ad essere vario e a divertirmi, a parte un ultimo km di nuovo su un asfalto caldo e soffocante, comincio a vedere che la spia della riserva si sta accendendo, raccolgo le forze per l'ultima rampa di 100 metri in verticale per entrare nelle mura del paese, fermare il tempo a 50'42'', infilare il proprio nome sul chiodo della categoria....e tornare a casa con un bel prosciutto per il piazzamento.
Mercoledi do una cena: prosciutto e melone!
domenica 8 agosto 2010
venerdì 6 agosto 2010
Abbiamo preso una piega
Pubblicato da Cristina alle 14:12
Abbiamo preso una piega o un verso..
Facciamo solo tre cose: correre, andare al mare (anche se minaccia pioggia), bere birra, non sempre in questo ordine.
Giovanni ha una tabella, non si sa dove l'abbia presa, io mi presento all'appuntamento e guardo cosa fa.
Se corre a 5'30'' lo seguo volentieri, se fa le ripetute a 4'10'' mi invento un'alternativa.
Così facendo ho corso quasi tutti i giorni di questa prima settimana di ferie.
Domenica ce ne andiamo a Sarnano per una 10 km e poi continueremo così: a campare e correre alla giornata...
domenica 25 luglio 2010
Millepiedi a Cingoli
Pubblicato da Cristina alle 20:45
Sono un po' in arretrato con i racconti, ma, se le chiacciere stanno a zero, almeno si corre e ognuno a suo modo arriva al traguardo.
All' Ecotrail del Sasso Simone e Simoncello siamo andati, ci siamo divertiti, abbiamo corso minacciati da un nuvolone nero che per fortuna il vento ha spazzato via. Mi sono goduta il panorama, i pratoni dove lasciar andare le gambe e ho cercato di affrontare dignitosamente le discese piene di sassi.
Poi è cominciata una settimana fitta, con poco tempo per dormire, figurarsi per correre, ma in qualche maniera sono arrivata in fondo e, nonostante un sabato sera finito alle quattro di mattina, oggi ero a Cingoli, dopo aver dormito poco più di due ore.
Per motivi che devo capire, quest'anno la gara femminile era di soli 5 km, fatto sta che ringraziando il dio corridore per la grazia ricevuta, viste le mie condizioni, parto per correre in apnea e terminare il prima possibile questi 5 km che per la verità assomigliavano più ad un 6 km.
Sopravvissuta, con un salame sotto il braccio e una medaglia al collo, ho atteso e fotografato l'arrivo a mani alzate di Giovanni.
martedì 13 luglio 2010
Dal mare al monte
Pubblicato da Cristina alle 13:19
Direttamente dal mare al bosco..
Dal costume alle Mizuno..
Dall’olio protezione zero al sudore della corsa..
Dalla spiaggia al monte…
…
tutto nella stessa giornata…
…non c’è niente da fare: il Monte Conero è unico.
In un tardo sabato pomeriggio assolato ho fatto da guida a Giovanni, l’ho portato sui sentieri che ricordavo di aver percorso alla gara di una settimana fa, nonostante il rischio di perdersi fosse altissimo, così come quello di sbattere con qualche biker in assetto da guerra.
Il monte Conero è sempre lì che aspetta, peccato che qui in settimana si lavora sempre fino a tardi e bisogna accontentarsi della salita artificiale intorno alla pista di atletica.
Per domenica ci aspetta un altro monte: Montecopiolo.
lunedì 5 luglio 2010
Sole, mare e corse..
Pubblicato da Cristina alle 23:55
Anche questo caldo fine settimana se n'è andato, tra una corsa e una nuotata. Un fine settimana pieno di cose e persone, un fine settimana che è volato e la sveglia del lunedi mattina ha suonato troppo presto.
Sabato io ho corso il 2° Trofeo Monte Conero, venendo direttamente dalla spiaggia: mi sono presentata alle iscrizioni con le ciabatte ed il costume, con i capelli ancora zuppi di acqua salata, il viso arrossato dalla lunga giornata passata sotto il sole.
Tolte le infradito, infilati calzini e scarpe, era già ora di partire: il percorso è stato leggermente modificato rispetto a quello studiato l'anno scorso da Fabio, con una salita in più, ma è bastato lo spettacolo che si apriva a metà del percorso, ai Pian di Raggetti, per compensare la fatica ed il sudore. Usciti dal bosco e dalla penombra gli occhi vengono investiti da un panorama che, avrò visto migliaia di volta, ma che ogni volta mi incanta: il profilo verde del monte, il mare e la linea della costa che scende a sud, lontano dai rumori dall'alto del piano, sembra di guardare una cartolina e tutto intorno è silenzio.
Attraversato il prato ci si ributta nel bosco, che invece è vivo, perchè le foglie scricchiolano sotto le scarpe, ogni tanto rotola qualche sasso e gli animali si fanno sentire, ma non vedere...
Chiusa la parentesi bucolica, ecco la dura realtà podistica: 7 km in 51'33'', con i miei soliti problemi a lasciar andare le gambe in discesa, specialmente sui sentieri ed il fondo sconnesso.
Giovanni invece si è buttato (nel senso letterale del termine) nella massa dei partecipanti alla nuotata di Mezzavalle e mi pare che se la sia cavata...
giovedì 1 luglio 2010
martedì 29 giugno 2010
Corse, cose varie e fine settimana...
Pubblicato da Cristina alle 10:23
lunedì 28 giugno 2010
Solo una giornata storta...
Pubblicato da Cristina alle 13:19
Quelle giornate storte…che iniziano storte e non si raddrizzano, da cui non può venire niente di buono, quelle che devono solo passare senza prendersela troppo.
Il bancomat non voleva dare i soldi a Giovanni, la colonnina del casello dell’A14 non voleva darmi il biglietto per il pedaggio, il giudice Fidal non voleva dare i pettorali a tutti quelli che si iscrivevano prima della partenza, ma non ho capito perché (ma almeno questa rogna io e Giovanni l’abbiamo evitata perché avevo mandato un fax per anticipare l’iscrizione), siamo arrivati 10 minuti dopo che avevano chiuso la strada dove volevamo parcheggiare, allo start non so cosa ho combinato con l’orologio e al sesto km mi sono accorta che era partita una specie di conto alla rovescia per cui l’ho fermato, sono partita troppo forte perché ero troppo dietro e l’ho pagata tutta.
Le gambe erano pesanti, la testa era stanca, sentivo le guance in fiamme e il resto del corpo freddo, non trovavo conforto nella discesa, né nell’acqua ai ristori, né nel conoscere il percorso, né tanto meno nei compagni di corsa…
All’arrivo non ho chiesto il tempo a nessuno, ho saltato il ristoro, ho trovato Giovanni per andare in macchina a cambiarmi e per tornare su per godermi le premiazioni degli altri mangiando piadina e bevendo birra..
Perché, anche se ho avuto una serata storta, la Caccia alla rana è comunque una gara bellissima e le serate no prima o poi capitano, ma passano.
Guardiamo oltre, alla prossima…
venerdì 25 giugno 2010
30° Caccia alla rana
Pubblicato da Cristina alle 07:47
Ma dopo trenta edizioni di caccia....quante rane vuoi che siano rimaste a Barchi?
Sabato sera allora, come al solito, ci si vede al cimitero nel tardo pomeriggio, dopo aver riposato e meditato al mare sulla strategia di gara.
Giovanni come al solito arriverà rosso-gamberetto, dopo una mattinata sotto il sole e su una sdraio; io avrò già sgranchito le gambe e sudato sulla salita della spiaggia di Mezzavalle.
Si guida fino a Barchi, si cazzeggia in giro, si saluta un po' di gente, ci si prepara con calma, si guardano le gare dei bambini....ecc...e la serata finisce con una birra e una piadina!
Nel mezzo ovviamente la corsa...ma quella non so come andrà...
martedì 22 giugno 2010
Confesso...non è stato merito mio...ma non ne ho colpa..
Pubblicato da Cristina alle 22:06
Eppure un po’ me ne vergogno, ma con lo stesso spirito e la stessa onestà con cui ho confessato di averci anche messo due ore a portare a casa una mezzamaratona strapiatta, dirò con semplicità come è andata la corsa di domenica.
Sono arrivata quarta…
…ma c’erano solo sette donne..
Il tempo impegato è lo stesso dell’anno scorso (2h 10’)…
…ma quest’anno non pioveva, anche se c’era un gran vento.
Non ho fatto grandi sorpassi…
…anzi ho perso la terza posizione più o meno al sesto km senza far niente per riacciuffarla.
…ma ho difeso la quarta posizione, controllando una tipa che si avvicinava in discesa, allontandola per sempre all’ultimo km che, purtoppo per lei, era in salita.
Ho camminato in discesa…
…ma ho corso quasi tutte le salite (a parte quelle troppo verticali).
Mi sono scansata per far passare quelli dietro che scalpitavano..
..sono affondata nell’erba alta fuori dal sentiero per sorpassare.
Ho aspettato ad ogni ristoro per finire il mio bicchiere d’acqua e buttarlo nel cassonetto.
Sono arrivata contenta e che mi portavo a casa la coppa con un pezzo di guanciale, l’ho saputo mentre cercavo di vedere il fondo del piatto di riso gigante che stentavo a finire…ci voleva un altro bicchiere di vino.
La corsa è meravigliosa: si corre su prati pieni di fiori, su stradoni ciotolosi, lungo stretti sentieri che cingono la montagna in bilico sullo strapiombo sotto cui si apre la piana di Castelluccio (quella delle lenticchie), su tappeti di foglie stesi sotto gallerie di alberi, si passa di fianco a greggi di pecore e arcigni cani pastore.
In mezzo al vento, ai panorami che si aprono appena si guadagna la fine di una salita, nella solitudine del respiro affannato della corsa…ti aspetti che ti compaia la Sibilla che abita da secoli questi posti…
domenica 20 giugno 2010
AH...come lo fa l'alpino..
Pubblicato da Cristina alle 16:30
...il risotto con i fagioli, le salsicce e il vino...
martedì 15 giugno 2010
..e adesso un po' di trail..
Pubblicato da Cristina alle 11:35

Alpini…contate pure me per il pranzo!!
giovedì 10 giugno 2010
Stracassero 2010
Pubblicato da Cristina alle 14:23
Un bel percorso, libero dal traffico, ogni incrocio presidiato da volontari o carabinieri, in mezzo alle colline, con un bel sole a scaldare la faccia…dopo l’umidità della Cortina-Dobbiaco era quello che ci voleva per asciugare per bene le scarpe.
Peccato che io fossi convinta che Castelraimondo, dove appunto si correva la Stracassero, fosse talmente a sud, da fare una trentina di km di autostrada, più altrettanti di tornanti, totalmente inutili.
Ma non contenta di aver sballotato Giovanni per tutto questo tempo in più in macchina, l'ho fatto stare per più di un'ora in piedi sotto il sole, in mezzo alla piazza del paese, con il suo barattolo di miele in mano che lentamente è diventato liquido, a "godersi" tutto il lunghissimo rituale delle premiazioni: prima tutte le classi della scuola dell'obbligo di Castelraimondo, poi tutte le società più numerose, poi le prime cinque donne, poi i primi cinque uomini, con relativa intervista, poi tutte le categorie a partire da quelle maschili....
Tutto questo perchè alla fine avevo rimediato l'ultimo posto disponibile per salire sul palco ed essere premiata nella mia categoria, nonostante che per fare 12 km abbia impiegato 1h 01'53''.
Insomma sono la solita esibizionista...
martedì 1 giugno 2010
Le mie scarpe non saranno più come prima
Pubblicato da Cristina alle 07:40
Pioveva mentre non trovavamo l’albergo, pur avendoci parcheggiato davanti.
venerdì 28 maggio 2010
Allora domani si parte per la montagna
Pubblicato da Cristina alle 17:07
L’unico tentativo di settimana bianca fatto in vita mia si è risolto con quattro giorni (viaggio compreso) di freddo e patimenti: a mio agio come un gatto in un canile.
Ci sono state solo due brevi parentesi felici: a vent’anni in campeggio, d’estate, in dieci in una tenda della protezione civile, rimasta “per caso” in possesso di un ex sfollato del terremoto di Ancona del ’72.
Poi due brevi week end a luglio passati a bere birra e prendere il sole con le chiappe su un triste ghiacciaio perenne un po’ sciolto.
Allora perché tornare alla Cortina-Dobbiaco di nuovo anche quest’anno?
Semplice: la corsa e al birra alla fine della corsa.
L’anno scorso siamo dovuti rimontare veloci in macchina e tornare subito ad Ancona; quest’anno ripartiamo lunedì mattina, potrò pure con calma godermi una bella birra gigante e fredda dopo 30 km?!? O no??
martedì 25 maggio 2010
Fa veramente schifo.
Pubblicato da Cristina alle 22:27
Un retrogusto, neanche troppo celato, di fieno, con un ritorno vagamente dolciastro alla fine della lattina, frizzante come una crema al whysky, scialba come la bottiglia di spumante rimasta aperta e finita di bere il primo di gennaio...
Insomma una scelta affrettata al discount e, a conclusione di una giornata faticosa, mi ritrovo con una pessima birra ANALCOLICA, il cui unico pregio credo sia quello di essere fresca...
La finisco, come tutte le birre che ho iniziato in vita mia...ma mi ci voleva qualcosa di meglio stasera.
Una mezz'ora di corsa stasera, non perchè serva a qualcosa per domenica, ma solo perchè c'è il sole e fa finalmente caldo, ma soprattutto perchè è bene ricordarsi che "Fatti non foste a viver come bruti..."
Peccato per questo schifo di birra...
lunedì 24 maggio 2010
Mezza maratona abbondante
Pubblicato da Cristina alle 09:20
A tutto questo abbiamo attaccato un’appendice personale di altri 6 km, prima di partire, pensando ai trenta della Cortina-Dobbiaco di domenica prossima.
Poi giusto il tempo di cambiarsi la maglia sudata, bere un sorso d’acqua, attaccare il pettorale e alle 9 precise siamo partiti: ci si rivede alla fine.
Fino al 10 km me la sono cavata come al solito: 53’, conosco il percorso, questa è la parte che preferisco, ci sono lunghi tratti in mezzo ai campi, intorno c’è gente che ha ancora fiato per parlare.
Bevo con calma ad ogni ristoro e ogni anno apprezzo che qui puoi anche essere l’ultimo degli ultimi, quello che se la gioca con l’ambulanza, eppure quando arrivi al ristoro ci sono decine e decine di bicchierini pieni di tè e acqua ad aspettarti.
Al 15° km un brutto pensiero: ma io di chilometri ne ho già fatti. A questo segue un momento di sconforto e di mesta previsione di quanto sarà indigesto tutto quell’asfalto che ancora manca.
Infatti, tra il percorso che non aiuta, le macchine, il sole che picchia in testa, inizio a sentirmi veramente stanca, ma la voglia di arrivare non si trasforma in energia per le gambe.
La salita: quest’anno mi è sembrata più lunga del solito.
Poi finalmente arrivo, recupero a pelle di leone in mezzo al campo, sull’erba tagliata e calda e segno un nuovo record negativo sulla mezza maratona: 2 h 06’…
Ma siamo sicuri che quei 6 km non avremmo potuto farli dopo??
….non credo.
giovedì 20 maggio 2010
Stadi di sofferenza.
Pubblicato da Cristina alle 21:03
Dopo quelle sui 1000 m, ecco il secondo stadio di sofferenza: ripetute sui 2000 m, in un mercoledi svogliato, senza riscaldamneto perchè sono in ritardo, senza un degno recupero perchè Giovanni ogni volta arriva un minuto abbondante prima di me e almeno a partire insieme ci proviamo.
Pensavo peggio, anche se all'ultima, mentre Giovanni la tira al massimo, io come sempre collasso.
E il programmino per la Cortina-Dobbiaco??? La prima settimana non ho perso un colpo, alla grande, ogni casella un centro...poi è arrivata l'anarchia.
Quindi, forse per metterci una pezza, domenica altra mezza maratona: Castelfidardo e con questa si affronta un livello di sofferenza ulteriore.
lunedì 17 maggio 2010
Bilancio settimana 19
Pubblicato da Anonimo alle 07:46
Doveva essere una settimana piena di km (che tradotto per me significa arrivare intorno ai 50), invece alla fine sono riuscito a farne appena 28. Per fortuna che non piove anche in piscina, per cui un paio d'ore di nuoto sono riuscito a farle.
Anche ieri, non appena uscito il sole, io e Cristina ci siamo buttati sul tracciato della Conero Running, per fare un lungo oltre i 20km, ma non siamo andati oltre i 21.
Per arrivare al totale di 28 devo metterci anche i km fatti sul tapis-roulant in palestra, dove tentavo di far le ripetute di 2km. All'inizio della terza ripetuta si è "fulminato", davvero! si è spento tutto il display, mentre il nastro procedeva a scatti di pochi centimetri. Un segno chiaro!
lunedì 10 maggio 2010
Quando serve un amico....
Pubblicato da Cristina alle 18:09
Ecco, con questo amico, ogni tanto si corre anche insieme, non spesso per la verità.
Sabato pomeriggio, davanti ad un tavolo apparecchiato con birre medie, Campari&vino, prosecchi e simili, mentre si parlava tra amici esce fuori che io e Giovanni avremmo corso la ConeroRunning: a due passi da casa, pianeggiante, insomma un buon modo per iniziare una domenica mattina.
Il sopraccitato amico ha anche casualmente comprato proprio quella mattina un paio di scarpe nuove per correre, quale migliore occasione?
Va bene arruoliamo anche lui, la mattina dopo lo carico in macchina e si va.
Per me è una bella giornata: il mare è una tavola, c’è un po’ di brezza ristoratrice, nemmeno una nuvola, il lungomare di Numana è in fermento, non passa una macchina e tutti aspettano di vedere com’è questa ConeroRunning.
L’amico è privo di qualunque tessera e, credo, di qualunque certificato medico, ovviamente nessuno dei volontari lo vuole iscrivere: dopo un po’ di questua raggiunge un compromesso e rimedia un pettorale non-agonistico.
Alla partenza Giovanni fugge perché ha fretta, io e il podista-suicida corriamo insieme. Il primo tratto del lungomare scorre bene, a parte un piccolo contrattempo al rifornimento, poi si imbocca un lungo rettilineo in mezzo alla campagna che porta diritto sotto la cupola del santuario di Loreto; guardando davanti si vede solo lo sciame dei podisti colorati che hanno completamente invaso la strada.
L’amico è una bomba innescata, ma, purtroppo per lui, la miccia non è lunga abbastanza per 21 km, infatti al dodicesimo arriva il blocco totale delle ginocchia e deve camminare, la situazione non è bella, siamo nel punto più lontano dal traguardo, in mezzo al niente….
Io da brava amica…..tiro diritto, senza voltarmi gli dico di bere ai ristori, punto al traguardo e al pastaparty. Non mi volto nemmeno una volta per vedere se ha ripreso a correre.
D’altra parte anche io ho avuto il mio momento nero: al decimo chilometro una fitta insopportabile al fianco destro, non riuscivo a respirare né tanto meno a correre, mi sono dovuta fermare un po’ a camminare fino al ristoro. E’ possibile che al fegato vengano i crampi??…perché la sensazione è quella.
Improvviso come era arrivato, dopo alcuni minuti il dolore se n’è andato e sono tornata a correre più o meno come prima.
Arrivo in 1h56'45'' (stop compreso).
L'amico arriverà molto dopo e parecchio provato: io non l'ho nemmeno aspettato all'arrivo, ero a mangiare un ottimo piatto di ciavattoni al pesce....credo che andrò all'inferno.
giovedì 6 maggio 2010
Toni di grigio....
Pubblicato da Cristina alle 13:47
Un pomeriggio allagato, pare che non ci sia più nessuna speranza. L'idea era, seguendo una frettolosa tabella inventata da Giovanni per lui, di vedersi al campo di atletica per le solite indigeste ripetute.
Ad intervalli di 15 minuti il tempo cambia di continuo: sole cocente, cielo apocalittico, ghiaccio distruttore (macchina salvata per un pelo), di nuovo sole, poi un muro d'acqua....
La borsa attende istruzioni e io guardo dalla finestra dell'ufficio: fino alle 18 il tempo può fare quello che vuole, tanto devo lavorare.
Poi arriva il momento di decidere cosa fare: cielo pesante, con innesti di sole...forse regge...allora si va.
Arriva un sms: "Sono incastrato al lavoro".
Vado da sola ed ovviamente è anarchia assoluta: un po' corro nell'anello esterno cercando di capire quanto è lungo, nel dubbio faccio due giri e mezzo, poi incontro Franco, Atletica Falconara, reduce dalla ColleMarathon, temporeggio correndo con lui.
Poi lui si ferma, io mi invento altre tre ripetute, di cui due negli anelli interni, dove ho qualche riferimento più preciso, poi, con leggerezza me ne vado sotto la doccia, perché ricomincia a piovere.
Per la ConeroRunning di domenica avevo un bel progetto: correre e finirla, cercando di non soffrire troppo e poi relax totale in spiaggia. Addirittura speravo in un tuffo appena passata la linea del traguardo, che tanto il mare è lì a pochi metri...
Temo che i programmi debbano essere un po' rivisti....
lunedì 3 maggio 2010
Chiaravalle...fatta. Ora ConeroRunning
Pubblicato da Cristina alle 14:02
Primo maggio: un sole meraviglioso, un gran caldo, una giornata perfetta per correre 10 km quasi tutti in campagna.
La corsa organizzata dall’Avis di Chiaravalle ha solo due momenti critici: la partenza e il ritiro del salame alla fine; alla partenza perché si inciampa tra gli ottoni della banda che da lo start, tra le signore della passeggiata di quattro chilometri che partono con passo spedito e sbracciando in gruppi compatti di tre-quattro.
Poi le stesse signore te le ritrovi, feroci, in coda, per prendere il salame del premio di partecipazione.
Nel mezzo c’è il piacere di correre tra i campi e su strade bianche che riflettono tutta la luce della giornata.
Io con le mie nuove e scarpe scintillanti siamo partite un po’ veloci, forti di sei misere ripetute fatte qualche giorno prima a 4’40’’/km, poi, poco dopo la metà il fegato ha cominciato a dare segni di insofferenza e abbiamo dovuto rallentare.
All’arrivo rivedo sul crono lo stesso tempo dell’edizione precedente: 52’…a modo mio sono una garanzia!!
Ora attendo la ConeroRunning di domenica ed il secondo tentativo di bagno al mare: sabato sono riuscita a mettere in acqua solo un piede…
giovedì 29 aprile 2010
Se senti che te la senti....
Pubblicato da Cristina alle 13:03
Intanto a queste io e Giovanni siamo già iscritti:
- 1 maggio: camminata ecologica a Chiaravalle (10 km)
- 9 maggio: prima edizione ConeroRunning (21,097 km)
- 30 maggio: Cortina-Dobbiaco (30 km)
Poi se proprio decido di buttarmi via, ho una mezza idea per il 16, ma devo raccogliere un po' di informazionni.
Ieri sera prima seduta di ripetute: 6x1000.....quanto le odio!
lunedì 26 aprile 2010
Corri Lucrezia - W il panino con la porchetta!
Pubblicato da Anonimo alle 15:23
Ieri sono tornato a Lucrezia dopo aver saltato l'edizione 2009, ricordavo una bella gara (una 10km quasi completamente pianeggiante e con pochissimo traffico), una buona organizzazione e persone gentili: è rimasto tutto com'era!
Prima corsa dell'anno con un po' di sole, finalmente! Non so perchè, ma m'è venuta voglia di spingere un po' di più del solito, come se stessi facendo una sorta di test sullo stato di forma.
Tranne il primo km, ho cercato di non andare mai sopra i 4:30, tenendo sott'occhio il mio Polar.
La lunga pausa invernale (unita allo scarso allenamento) ha lasciato i suoi segni: anche spingendo molto, non scendo comunque sotto i 4' al km = bisogna fare le ripetute!!!! (capito Cristina?)
Alla fine me la sono cavata con un 44'13", e devo ringraziare un paio di persone che m'hanno aiutato a tenere gli ultimi km.
Oggi si torna a correre, altrimenti il panino con la porchetta del post-gara chi lo smaltisce?
sabato 24 aprile 2010
Si ricomincia?
Pubblicato da fabiodelpia' alle 11:50
Oggi dopo quasi 8 mesi ho rimesso le scarpette da corsa, anzichè le scarpette da bici com'era successo nel frattempo.. è stato bello infilare i piedi nelle mie care Mizuno che avevo appena comprato e dovuto appendere al chiodo per il problema poi sorto...
giovedì 22 aprile 2010
Cortina - 39gg
Pubblicato da Anonimo alle 08:14
Inizia il cammino di avvicinamento alla Cortina-Dobbiaco 2010. Ieri sera i primi 15km di "medio", che fanno parte di un frettoloso programma buttato giù in un file excel.
Il programma non segue nessun principio scientifico/tecnico, ma tenta solamente di farci correre almeno quel minimo che servirà per concludere degnamente la gara di fine maggio. Vedremo.
Belli riposati, con una serata mite (finalmente!) e assenza di vento, che cosa si può volere di più?
Infatti le cose vanno bene, almeno per i primi 10km, poi le gambe di entrambi sono diventate due colate di cemento, trascinate fino alla fine come due piccoli bobcat.
Saranno i 21km di S.Benedetto del Tronto di domenica? boh! più semplicemente, sarà lo scarso allenamento? forse... anzi, sicuro!
lunedì 19 aprile 2010
F14 Tomcat: caccia intercettarore supersonico a lungo raggio….
Pubblicato da Cristina alle 22:39
No comment sul pettorale che m’è toccato in sorte…
1h54’16’’ (real time), non sarà un tempo supersonico per una mezzamaratona, ma questo ho fatto domenica alla maratonina dei fiori e alla fine non mi dispiace per niente.
Il manuale “Fido dog’s Dick” recita: preparala come puoi e prendila come viene.
Senza pretese e un po’ testardi domenica mattina eravamo in piazza a San Benedetto, una giornata senza sole, senza vento e senza pioggia, forse fa addirittura caldo, tutto identico e perfettamente organizzato come l’anno scorso (per questo siamo tornati).
Tanta gente, venuta dall’Abruzzo, dal Lazio, dall’Umbria e ovviamente da tutte le Marche, un serpentone di più di 1000 partecipanti, in mezzo io e Giovanni: con alle spalle una sola corsa di 13 km fatta a fatica mercoledi e con davanti 21 km da fare sul lungomare.
Già il lungomare….due giri sotto le palme, di fianco al mare e alla spiaggia disadorna, perché questa maledetta primavera ancora non decolla, ma con le cucine degli stabilimenti balneari che già fervono e soffriggono…
Terzo chilometro: la cipolla sfrigola in qualche pentolone e riempie l’aria, forse è la protezione civile che prepara il pasta-party, io sono ancora all’inizio della fatica e zampetto a 5’/km vicino a Giovanni.
Settimo chilometro: delicato odore di embrionale sugo di pesce, direi “nocchie” (=pannocchie) e seppioline, a cui aggiungere dopo i frutti di mare; io sto a 5’10’’/km ed inizio a perdere i contatti con Giovanni.
Dodicesimo chilometro: inizia il secondo giro, Giovanni è sparito da un pezzo, mi sento stanca, odore di mare fermo (poco piacevole), vistoso rallentamento.
Diciottesimo chilometro: un’apoteosi di pesce alla griglia, prevedo spiedini di seppie e calamari, sgombri e sardoni (=alici), mi faccio due conti guardando il cronometro e prevedo anche che arriverò qualche minuto prima delle due ore, giuro che non ci speravo prima di partire.
Dall’appendice del manuale sopracitato: se stavolta t’è andata bene, è stato un caso, muovi il culo perchè la prossima volta non sarà così!
Vino consigliato: passerina di Offida.
martedì 13 aprile 2010
Avanti un'altra
Pubblicato da Cristina alle 21:44
Impreparati ed iscritti…alla 12° maratonina dei fiori di domenica prossima a San Benedetto.
Come al solito due masochisti alla partenza….due stracci all’arrivo.
Ma finché ci divertiamo….
Nel frattempo piove e se non piove resto intrappolata da qualche parte, quindi non si corre molto, per questo mi affiderò al vecchio e collaudato metodo “Fido dog’s Dick”, grazie a cui ho completato l’unica maratona che ho corso.
domenica 11 aprile 2010
Ops...sono sparita per una settimana
Pubblicato da Cristina alle 07:55
Ma ero in vacanza.
Anzi, sono lo sono ancora, questo è l'ultimo giorno, stasera si rientra, con molta calma.
Dopo l'isolamento assoluto, da avere ogni tanto una mezza tacca sul telefono, ma solo se non ci sono le nuvole e se c'è il vento giusto, ho fatto una tappa intermedia per riprendere contatto con la civiltà un po' alla volta, per non trovarmela tutta addosso all'improvviso.
Ho due corse da denunciare, identiche in tutto, nel percorso, nel tempo impiegato (1h 03' 25''), io addirittura vestita nello stesso modo (maglia verde e pantaloni neri), lo stesso sole e la stessa aria che da fredda, appena partita, mi congelava le braccia, poco dopo era diventata calda, tanto da sentire finalmente, dopo mesi, il viso scottare.
Poi c'è il resto della vacanza: ciliegi fioriti come in un viale da manga giapponese, erba che quasi senti crescere sotto i piedi, ciuffi di foglie insospettabili che una mattina, all'improvviso, diventano tulipani, un cervo che non pensava di trovare dei bipedi in mezzo a tutto quel verde, grandi mangiate e bevute in compagnia solitaria, legna da tagliare per la stufa da accendere di sera...
Dopo tutto questo, domani, fuori dall'Eden sarò certamente di malumore.
lunedì 29 marzo 2010
16° giro del faro
Pubblicato da Cristina alle 18:32
L’estate ha un odore (per me), quello degli aghi di pino secchi che coprono la terra, da cui sale un odore penetrante, un misto di balsamico e calore inconfondibile.
Ieri l’ho sentito per la prima volta, dopo mesi di pioggia e di freddo, dietro una curva, alla sommità di una salita durata 6 km, mentre respiravo con ogni più nascosto alveolo, cercando di far entrare tutto l’ossigeno che poteva servire per arrivare in cima…lì, imboccando una strada laterale, da dove finalmente iniziava un po’ di discesa, lì mi aspettava quell’onda benefica.
“Finalmente arriva l’estate!!” è la prima cosa che penso…la seconda è “Quanto è ripida questa discesa, in fondo ci arrivo con le gambe smontate…”.
I primi 6 km del giro del Faro sono tanti tornanti in salita, che dalla spiaggia salgono in collina, più si sale e più il panorama del mare e della costa si allarga, allora si vedono le scie delle vele dei marinai della domenica, le spiagge ancora da sistemare, si vede un serpentello di podisti che a testa bassa sale, contorcendosi tra ciclisti colorati, qualche macchina. e molti motociclisti.
Poi inizia la parte migliore: il mare non si vede più e si corre lungo una strada di campagna, tra le querce, nella pace più assoluta.
Sarebbe tutto perfetto, sarebbe un momento di grande godimento podistico se, le mie gambe non fossero già state messe a dura prova dalla salita, dalla discesa, ma soprattutto dal poco allenamento di queste settimane….sarebbe il momento di lasciarle andare, ma loro sono timide..
Poi al nono chilometro arriva quello che non ti aspetti, quando ormai si pensava di rotolare a valle fino al traguardo: un bel muro, un’altra salita traditrice, vedo sulla sommità i volontari della Croce Rossa, tre avvoltoi in attesa..
Ancora tre chilometri di nuovo in discesa, con la fastidiosa sensazione di andare molto piano, troppo piano.
Ma quello che importa è che ritorna il bel tempo, che corro con le maniche corte e che il sole inizia a scaldare i polpacci.
giovedì 25 marzo 2010
8km di musica
Pubblicato da Anonimo alle 08:12

Me lo avevano regalato a Natale, ma è rimasto nel cassetto fino a ieri sera quando, per il primo allenamento outdoor del 2010, ho deciso di provarlo.
Sto parlando di un cappello in lana con cuffie audio incorporate (hi-head). A dir la verità si tratta di un accessorio un po' fashion, ma la corsa lo ha adottato senza problemi.
Ascoltando un po' di musica ho macinato 8km in tranquillità, perdendo un po' di tempo anche per calibrare il mio footpod ormai fuori taratura.
Il ritmo di corsa non è stato super (ho impiegato poco meno di 50minuti), ma considerati anche i piccoli stop per la taratura, non è andata male.
bene: cappello promosso per corse lontane da traffico e forti rumori (le cuffie cucite all'interno del bordo fanno quello che possono, ma il volume non è mai abbastanza da coprire il motore delle auto)
male: i miei piedi sono doloranti dalla corsa di domenica, ed ancora non vogliono saperne di smetterla!
lunedì 22 marzo 2010
14° marcia della Valle del Chienti
Pubblicato da Cristina alle 21:40
Intanto le foto del podio, dove ovviamente non troverete né me né Giovanni…
Ma poi ci sono le storie delle retrovie: la mia.
In questa storia parto nel gruppo, un po’ troppo veloce per la verità, ma ho la saggia esperienza di non andare dietro a Giovanni che si butta in avanti e già al secondo km ho trovato il mio passo.
Poco prima della salita del quarto chilometro sento arrivare una mandria da dietro, la guidano un paio di donne, sento il calpestio, il loro vociare, mi inglobano, poi, in discesa, mi lasciano alle spalle e io saluto con cortesia.
Quinto chilometro: si imbocca una strada bianca e polverosa in campagna, me la ricordo, c’era anche l’anno scorso, ho raggiunto una donna e ci affianchiamo, segue un breve scambio di opinioni femminili, intralciato da un suo compagno di squadra che insiste che, se riusciamo a parlare, possiamo anche correr più veloci.
Sono su un rettilineo e vedo il cartello del settimo km, chiacchierando i km scorrono e la fatica si amministra meglio, le gambe, a cui no ho badato finora, fanno il loro dovere.
Dopo l’ottavo la mia compagna ha un po’ ceduto, o sono io che vado più veloce, non lo so, sta di fatto mi ritrovo a tallonare una tipa che prima mi sembrava un puntino lontano, la sorpasso e ne riprendo anche un’altra appena passato il nono.
Mantengo la rotta e la velocità, neanche avessi il pilota automatico…poi l’intoppo: la tosse che ancora non mi è passata, la nausea per lo sforzo, la pericolosa sensazione che di lì a poco avrei anche potuto vomitare e mi vedo sfilare a meno di duecento metri dal traguardo, una a destra e l’atra a sinistra, le due donne faticosamente riprese prima.
Porca puzzola!!
Dovrei essere arrabbiata con me, perché, se ho capito bene sono arrivata ventunesima o ventiduesima e premiavano le prime venti??
O forse dovrei compiacermi per aver finito una gara aumentando nel finale, cosa che riesco quasi mai a fare??
Io sto con la seconda che ho detto….
Tempo finale: 51’03’’ (tre minuti meglio dell’anno scorso).
giovedì 18 marzo 2010
Buongiorno a tutti
Pubblicato da Cristina alle 01:09
Poche certezze, tra queste che domenica corro a Trodica.
...che Giovanni per ora è casa con 38 di febbre.
...che ieri sera i soliti 10 km erano più lunghi del solito.
...che i quadricipiti sono muscoli di cui non sono dotata, ma in compenso ho polpacci da vendere.
...che da oggi il mio dentista sarà ancora più ricco e che però è arrivata l'ora di smettere di vederlo (per fortuna).
...che c'è finalmente un'aria gentile, un timido odore di primavera.
...che stasera la cosa migliore sarebbe correre di nuovo.
martedì 16 marzo 2010
il giorno dopo
Pubblicato da Anonimo alle 08:17
Ecco i risultati di domenica: 289^a posizione su 367 arrivati. Che disastro! anche se sono senza allenamento, mancava poco per arrivare ultimo. Magari ci riesco la prossima volta.
Intanto ieri sera, per far riprendere un po' le gambe, ho fatto mezz'ora di ellittica (spero che si chiami così). Non so se ho fatto bene, ma oggi le gambe stanno un po' meglio.
alla prossima!
lunedì 15 marzo 2010
altre foto
Pubblicato da Anonimo alle 08:10
Al resoconto di Cristina aggiungo solo alcune foto; la prima che la ritraggono nei primi momenti della gara..... in fila per la sosta fondamentale di ogni pre-gara!
La seconda mostra come Civitanova sia "avanti" rispetto a molti altri centri della zona: il wi-fi in piazza!! (anche se non avevo nulla per provare ci fosse)
Chiudo con un grido: ho le gambe a pezzi!!.jpg)
domenica 14 marzo 2010
E' andata come doveva andare...
Pubblicato da Cristina alle 17:13
Non avevamo obbiettivi, ma solo una speranza: finirla!
E l'abbiamo finita, anche se con molta fatica ed un tempo, almeno per me, inguardabile: 2h04'54''.
Un tempo infinito, considerando che questa di Civitanova è forse l'unica mezzamaratona piatta che si può trovare in zona.
Primo giro: abbastanza bene, cerco di correre rilassata, senza pensieri, senza guardare i km nè il tempo, perchè lo so che è lunga e io non ho nelle gambe 21 km, ma non voglio preoccuparmene prima che la situazione si faccia veramente dura.
Osservo la gente intorno che corre con me e quella sui marciapiedi, cerco di non guardare troppo davanti per non farmi scoraggiare dalla lunghezza infinita del lungomare.
Secondo giro: se fosse il terzo sarebbe meglio, inizio a sentire la stanchezza. Al decimo guardo il tempo: 53' precisi, penzavo peggio, ma siamo solo a metà (anzi un po' meno).
Il lungomare mi sembra non finire più.
Ho deciso di non provare nemmeno ad articolare un pensiero positivo, tipo "Dai che metà l'hai passata", perchè mi sarei risposta che "La seconda parte è peggio della seconda", oppure "Un passo alla volta si arriva"...tanto sarebbero pensieri inutili e faticosi.
Terzo giro: si corre sulla colla e smetto di pensare a qualunque cosa.
Poi al 18 km incrocio dall'altra parte Giovanni che ancora corre e mi ricordo perchè sono lì: finire ed è quello che sto facendo.
I probiviri agli incroci iniziano a dare segni di insofferenza, le signore in pelliccia e con il tacco comodo 2,5 cm in uscita dalla messa vanno veloci più di me, il corso è animato dal pigro passeggio domenicale, le macchine iniziano a strombazzare contro il prolungarsi della viabilità modificata...
In mezzo a tutto questo arrivo io, mentre sul palco stanno già premiando le donne.
lunedì 8 marzo 2010
36° Stracivitanova
Pubblicato da Cristina alle 21:53

Andiamo a sbatterci il muso.
Andiamo a vedere cosa si prova.
Andiamo per ripeterci come un mantra accusatorio: "sei una cogliona....cogliona...."
Andiamo perchè così imparo a trascurarmi e a non correre in settimana.
Andiamo perchè se non vado forse me ne pento.
Andiamo perchè da qualche parte bisogna pur ricominciare.
Andiamo e basta!
Andiamo.....e speriamo di finirla.
Domenica Stracivitanova.
L'unica cosa certa è che ci arriverò riposata.
lunedì 1 marzo 2010
Inizia il mio 2010
Pubblicato da Anonimo alle 07:46
Solo poche righe per inaugurare la mia stagione 2010, iniziata domenica a Cattolica con i primi km di strada. Prima di ieri, ho solo corso sul tapis-roulant, rubando un po' di tempo alla piscina o alla palestra.
Ora non so proprio come fare ad inserire altri allenamenti nella settimana già piena, ma dovrò trovare il modo di correre almeno un paio di volte. Vedremo.
Intanto il mio conta km inizia a muoversi. A presto.
domenica 28 febbraio 2010
Fotogenia
Pubblicato da Cristina alle 20:15
Se sei una medaglia d'oro alla 50 km di marcia alle ultime Olimpiadi e se ti chiami Alex Schwazer in foto vieni così:
(foto da me scattata sabato 27 febbraio al Palaindoor di Ancona, dove si svolgevano i campionati italiani assoluti indoor)
Poi se ti chiami Cristina e la domenica mattina vai a farti 12 km circa a Cattolica, in foto vieni così:
Foto by Miticojane
Un po' annoiata dalle domeniche senza gare, ho pensato che seguire l'invito del Mitico poteva essere una buona idea, tanto più che a sorpresa aveva deciso di unirsi alla mia trasferta anche Giovanni, che, se non sbaglio, l'ultima volta che è venuto a fare una gara con me era addirittura novembre.
Ripetiamo il solito rituale: ci vediamo al bar per la colazione e poi si prende l'autostrada, chiedendoci perplessi se, visto quanto poco corriamo in questo periodo, sia stata una buona idea.
Arriviamo molto presto, incontriamo subito il Mitico e Mercurio, ci iscriviamo e torniamo in macchina a prepararci, come al solito Giovanni fa il freddoloso e vorrebbe mettere strati su strati di magliette.
Alle 9:30 si parte e mi sembra che siamo veramente in tanti, non so quantificare.
Impostiamo una velocità di crociera tranquilla, anche se io faccio fatica a respirare, la tosse in questi giorni non è migliorata e sento bruciare la trachea, in compenso Giovanni parla parla parla parla....io gli rispondo come posso.
Il percorso all'inizio è piatto, poi piano piano inizia a salire, io e Giovanni siamo sempre insieme, quando arriviamo in cima ad una collina e siamo a metà gara mi dice che gli ultimi km probabilmente vedrà di farli in progressione.
Infatti dopo aver salutato Mercurio che presidia l'incrocio all'ottavo km, Giovanni se ne va più veloce, lo rivedrò dopo ad aspettarmi all'arrivo: tempo finale 59'28'' per qualcosa meno di 12 km.
Per tutto il percorso non ho mai tossito, appena arrivata sembravo un vecchio fumatore di Nazionali.
Non mi ricordavo quanto fosse appagante dormire di domenica pomeriggio, dopo una gara ed un buon pranzo!
martedì 23 febbraio 2010
Facciamo il punto
Pubblicato da Cristina alle 23:03
Mi sono presa una settimana di stop…anzi è più corretto dire che mi sono fatta prendere, non c’è niente che non va, ma congiunture sfavorevoli e una stanchezza indicibile mi fanno preferire dopo il lavoro, le pantofole alle Mizuno.
Il meteo non è disastroso, ma niente di speciale.
Cose da fare imminenti non ne vedo e quindi mi riposo, aspetto che mi passi una fastidiosa tosse presa non so come.
Guardo avanti alle domeniche future: iniziano a mancarmi un po’ le colazioni al bar di domenica mattina prima di andare a qualche gara in qualunque cucuzzolo dell’entroterra..
E poi è un periodo che guardo spesso negli occhi un uomo che mi lascia a bocca aperta…ma chi sarà?
lunedì 15 febbraio 2010
Schiavi di ciò che si è fatto
Pubblicato da Cristina alle 23:02
Venerdi sera a Senigallia ad incontrare Marco Olmo c’ero anche io e confesso che è stato un incontro affascinante, anche se forse troppo breve per capire bene che persona sia.
Una frase mi è rimasta in testa e l’ho ruminata in questi giorni: “Si diventa schiavi di quello che si è fatto”.
E’ stata la risposta di Marco a chi gli chiedeva che cosa lo spingesse a correre ancora alla sua età, a pensare di tornare a correre nel deserto o ad affrontare una corsa di 160 km sul Monte Bianco.
Intendeva che in qualche modo, anche se bonario, ma non per questo meno coercitivo, le persone spesso si aspettano che ritorniamo a compiere le “nostre imprese”, che torniamo a fare quello che abbiamo compiuto.
In realtà i primi a pretendere siamo noi: ci “prendiamo gusto”, ci piace ripensare a quello che abbiamo fatto, vogliamo rifarlo, anche quando sarebbe più onesto ridimensionarsi e trovare stimoli non in quello che è stato, cercando conforto nei “tempi (cronometrici) passati”, quando sarebbe meglio pensare solo a quelli futuri, anche se è più probabile che siano peggiori ed accettarli.
Sarò diretta: ma vi sembra normale che ogni volta che vado ad una gara la prima cosa che mi si chiede, quando torno, è “Dov’è il salame?”
E vi sembra un buon motivo correre per tre giorni di fila, solo perché lo si è fatto nei due giorni precedenti?
Ovviamente no, visto che la sera del quarto giorno ero talmente stanca che ho pensato di farne passare altrettanti prima di pensare di tornare a correre.
Oggi sono un po’ così…ma niente di inguaribile.
martedì 9 febbraio 2010
...e tre!
Pubblicato da Cristina alle 22:08
E con oggi sono tre giorni che corro, sempre alla stessa ora e nello stesso posto.
Da segnalare un costante peggioramento del crono, ma non c'è niente di nuovo per me: almeno un giorno di riposo devo mettercelo tra una corsa e l'altra; è una delle prime cose che ho capito da quando ho iniziato a correre.
Allora se lo sapevo perchè sono andata?
Pochi ma semplici motivi:
- pare che incomba di nuovo una tormenta di neve con temperature sotto lo zero, quindi mi adeguo al vecchio adagio "Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi"
- voglio iniziare ad usare le scarpe nuove, ma devo mettere più km in quelle vecchie, che non hanno niente di sbagliato. Quindi non ci sarebbe motivo di cambiarle, se non mi avessero regalato quelle nuove.
- circolava una mezza idea di una mezzamaratona il 21 febbraio, ma memore della fatica patita l'anno scorso a Centobuchi, sarebbe meglio fare un po' di fondo (per la velocità aspetto che a Giovanni gli ritorni la fissa delle ripetute).
- la giornata aveva preso una brutta piega sotto vari aspetti. Non che la corsa aggiusti tutto, ma almeno fare la doccia dopo è più gratificante.
Ora me ne sto al caldo dopo il tris...
lunedì 8 febbraio 2010
Due giorni consecutivi
Pubblicato da Cristina alle 23:01
Due giorni consecutivi di corsa, temo i controlli dell'antidoping.
Fiuto nell'aria l'impresa..
mercoledì 3 febbraio 2010
Le solite cose
Pubblicato da Cristina alle 23:53
Trovo rassicuranti quei monotoni 10 km della zona industriale, quelli che faccio sempre dopo il lavoro, quelli dove il tempo finale dipende anche da quanto ci metto ad attraversare le strisce pedonali.
L’abitudine a fare un percorso che conosco centimetro per centimetro, mi aiuta a trovare lo spunto per uscire, anche quando, dopo tre giorni di sole, la neve ancora deve sgiogliersi.
Alla fine vedo quasi sempre gli stessi numeri sul crono e questo a volte mi conforta, come stasera dopo un po’ di giorni senza corsa, altre volte mi infastidisce.
La solita odiata, ma inevitabile, visita medica per rifare il certificato agonistico è cosa fatta e si è anche chiusa con parole sibilline e profetiche: “Fa la brava…e vinci”.
Io, che di solito ho la risposta pronta, stavolta sono rimasta senza parole e ho lasciato lì un circostanziale “Arrivederci”.
Insomma niente di nuovo da queste parti, ma “L’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale”
lunedì 1 febbraio 2010
Campionato regionale di corsa campestre....un po' di foto
Pubblicato da Cristina alle 07:54
Faceva freddo ieri mattina quando sono passata a caricare in macchina Giovanni: oggi non si corre, ma si va a vedere gli altri che corrono: all'Italo Conti ci sono i campionati di corsa campestre.
Il percorso è lucido come uno stagno nei tratti pianeggianti per l'acqua che ristagna da un po' di giorni, il resto è fango e ghiaia.
Lo so perchè in questi giorni c'ho corso spesso e per questo le scarpe sono un diventate un disastro.
Arriviamo che parte la prima batteria, quella a cui faccio più foto e mi si congela la prima mano.
Sbatto i piedi e saltello per non congelare, parte il secondo gruppo e con l'altra mano faccio altre foto.
Fa sempre più freddo.
Il terzo gruppo si becca solo quattro foto, perchè, mentre loro stanno iniziando il secondo giro, io e Giovanni stiamo già ordinando due caffè al bar.
Ore 11: nevica su Ancona ed è un evento che capita ad intervalli più che decennali...
mercoledì 27 gennaio 2010
L'anno della tigre...
Pubblicato da Cristina alle 11:25
“Secondo il calendario cinese, il 2010 è l'anno della Tigre.
La Tigre rappresenta essenzialmente il coraggio.
Chi nasce sotto il segno della Tigre è una persona che affascina grazie alla sua personalità; attiva, coraggiosa e sicura di sé. Questo segno rappresenta infatti la potenza, l'audacia e la passione. Solo i fallimenti di tipo professionale, o una critica da parte della persona amata, potrebbero generare nella persona della Tigre una reazione di profonda depressione.
Questa reazione sarà però momentanea e durerà solo un tempo limitato; chi nasce sotto questo segno ha infatti un'ottima capacità di reazione ed in tempi brevi si riprende da qualsiasi dispiacere.
La Tigre ama le competizioni e difficilmente accetta di perdere una sfida; é leader per natura, ha una grande autostima e consapevolezza del suo valore. La Tigre è intelligente, lungimirante e quasi sempre ha già attentamente calcolato la sua mossa prima di compierla... è un segno da non sottovalutare mai!”
Ecco io dovrei essere nata nel segno della tigre…
Ma la mia tigre ha freddo e si sta deprimendo sotto la pioggia della vita.
La tigre sarà anche un animale solitario, però non disdegna la compagnia di certi altri tigrotti compagni di avventure e di vacanze, ma non riesce più a trovarli.
La tigre guarda fuori dalla finestra e sbuffa.
Alla tigre non è piaciuto come è iniziato quest’anno, passerebbe volentieri la mano a qualche altro animale, che so al drago.
La tigre s’è stufata di avere un paio di scarpe nuove e non poterle usare, perché quelle vecchie hanno ancora pochi km per essere cambiate.
Alla tigre scade il certificato agonistico e deve tornare dall’odiato veterinario.
Per come la vedo io la tigre è prossima all’estinzione!
sabato 23 gennaio 2010
Si corre e si mangia
Pubblicato da Cristina alle 22:19
domenica 17 gennaio 2010
Cose da domenica mattina
Pubblicato da Cristina alle 15:07
Una domenica mattina indecisa tra l'andare ed il poltrire, fuori non invita, ma ti giri e ti rigiri, poi ti fai un caffè e ti metti addosso qualcosa ed infili le scarpe.
Poi ti butti fuori e dai lo start al crono, perchè il foglio excel reclama dati.
Avevi capito che oggi c'era il sole, invece a metà inizia anche a piovere finemente, non è grave, ma poteva essere meglio.
Si incontrano molte persone sui marciapiedi: qualcuno corre, qualcuno porta il cane, altri buttano la spazzatura, molti vagano in bici, ma c'è un'aria silenziosa.
Ad un certo punto sorge un problema, urge trovare un angolino dove risolverlo, ma nel mezzo di un quartiere sonnacchioso, che prende vita piano piano, è un bel problema.
E poi come si fa a passare inosservati e a nascondersi dietro qualcosa se indossi una canottiera arancione fosforescente per essere visibile e non farti asfaltare dalle macchine?
Alla fine speri solo che i cespugli che hai scelto di fianco alla strada non siano troppo spelacchiati...
martedì 12 gennaio 2010
Brividi
Pubblicato da Cristina alle 23:14
E’ tutto un brivido che corre dalla schiena fino alla base del collo…..
E’ uno shock che fa rizzare i peli…
E’ uno sconvolgimento che fa tremare le mani…
E’ una botta che toglie il fiato…
E’ una sorpresa che fa strizzare gli occhi…
Tutto questo è dimenticare durante la giornata la borsa in macchina, nel parcheggio, al freddo, con le Mizuno che si congelano insieme ai calzini e alla maglia di lana.
Tutto questo è spogliarsi e infilarsi dentro indumenti gelati per correre dopo il lavoro al campo d’atletica.
Tutto questo è trovare l’accapatoio ancora surgelato dopo la doccia bollente.
C’è voluta molta forza di volontà per prepararsi per correre stasera, molta di più di qualla che serviva per correre…
domenica 10 gennaio 2010
Sole e colline
Pubblicato da Cristina alle 22:35

Volendo fare 10 km ho due possibilità: trastullarmi tra la zona industriale e la statale o arrampicarmi sulle colline dietro casa.
Se corro tardi, dopo il lavoro e se lo faccio per togliermi il pensiero, vado nella zona industriale.
Se è domenica, se è una bella giornata di sole e se sono di buon umore, vado in collina, anche se ci vuole buona volontà per partire subito con tanta salita.
Oggi c’era il sole ed ero di buon umore, quindi collina!
Mi arrampico per il primo km abbondante con il fiato ed il passo corti, appena arrivo in cima seguo la strada che diventa più dolce: c’è uno dei panorami che preferisco, si vede il mare e tutta la maggior parte della città.
Il respiro diventa normale.
Il passo non è veloce.
Un’altra piccola salita e sono su un altro rettilineo panoramico da dove inizia la strada del ritorno.
Non incontro nessuno e c’è un bel silenzio, poche macchine.
Affronto con prudenza il discesone finale, saltello tra una pozzanghera e l’altra e mi ritrovo a casa, guardo per la prima volta l’orologio e quello che dice non mi dispiace.
Per i prossimi giorni temo che mi toccherà visitare la zona industriale.
venerdì 8 gennaio 2010
Voleva degli obiettivi
Pubblicato da Cristina alle 01:20
Dice che ci servono degli obiettivi.
Allora stampiamoglieli: una trantina di colorate pagine excel, prese al volo dal sito della Fidal, più una piccola appendice per il calendario invernale solo delle Marche.
Poi glieli portiamo e lui ha un’agenda, una penna e fa sul serio: vuole addirittura segarseli questi obiettivi.
Gennaio: in pratica è finito (dice), avanti con il prossimo mese.
Febbraio: non vuole fare niente…vuole qualcosa per marzo.
Allora giriamo la pagina su marzo: già c’è qualcosa che gli aggrada, ma di contorno ci vuole delle 10 km, che però non ci sono, o meglio non sono nell’elenco, ma avendo tempo di consultare altre fonti te ne trovo quante ne vuoi, però in così poco tempo non ho avuto modo di prepararmi..
Aprile: guarda questa, l’abbiamo fatta l’anno scorso, ma vale la pena rifarla…segno.
Maggio: ce ne sono troppe….(non ho capito se, nel dubbio, l’ha segnate tutte o nessuna).
Giugno: già lo so cosa vuole fare (dice che ci va anche se io non ci vengo).
Poi luglio: vuole regalarsi una gara per il suo compleanno…pare che non ci sia (ma dammi tempo un paio di giorni e te ne trovo così tante che arrivi a festeggiare i novant’anni correndo)…
Ma i Trail??? Per quelli faremo un’altra riunione, tranquillo!
Gli faccio segnare una data a settembre e poi mi arrendo: non ce la faccio.
Così finisce la riunione runnerprogrammatica fra il pianificatore-motivazionale (Giovanni) e la scettica (Cristina).
Il 2010 è iniziato da così poco che non riesco a pensare di programmarlo, se lo decido prima finisce subito.
E poi i programmi per me portano un po’ di sfiga: per esempio inizi l’anno con 10 km per sentire come va, ti figuri che, dopo un giorno di riposo, corri di nuovo….e invece ti aggradisce un virus intestinale fulminate, che per 24 ore non mangi e non bevi niente perché tutto quello che entra ritorna subito su, senza nemmeno toccare il fondo dello stomaco, un virus intestinale che ti lascia con gli addominali a pezzi, la bocca che non riconosce nessun sapore e la faccia verde.
RAGE AGAINST THE MACHINE - Know your enemy
domenica 3 gennaio 2010
Benvenuto 2010
Pubblicato da Cristina alle 15:00
Caro anno nuovo è arrivato il momento della prima corsa, dopo 10 giorni di vacanza, dove le scarpe hanno girato solo in lavatrice.
Che cosa meravigliosa correre di domenica mattina, con il vento che ti prende a schiaffi gelidi, con le macchine che ti schizzano l’acqua melmosa delle pozzanghere sulle scarpe lavate, in mezzo ai cocci e ai resti mollicci dei festeggiamenti del 31.
Che idillio sentire le fitte al fegato ingrossato dalle bollicine, che estasi nel ripercorrere quei marciapiedi sempre uguali, mandando la testa altrove a pensare di correre meglio, più veloce, al caldo, senza la maglia di lana, senza guanti e cappello.
Che palle faticare...perchè io in fondo sono una pigrona.
Che strano vedere il cronometro che, nonostante tutto, si ferma a 53’46” più o meno come al solito….a parte la nausea e una gran voglia di vomitare.
Poi che bello arrivare a casa e scoprire una e-mail di qualcuno che t’ha regalato un bel foglio excel nuovo per il 2010, con tutte le caselle da riempire: oggi ho scarabocchiato la prima.
DEF LEPPARD "Two steps behind"






