lunedì 10 maggio 2010

Quando serve un amico....


Un amico di lunga data, uno di quelli di cui si può dire che lo conosco veramente da trent'anni, uno di quelli che frequento quasi sempre con un bicchiere di birra in mano, uno di quelli che il numero di telefono non ho bisogno di cercarlo in rubrica perchè lo so a memoria.
Ecco, con questo amico, ogni tanto si corre anche insieme, non spesso per la verità.
Sabato pomeriggio, davanti ad un tavolo apparecchiato con birre medie, Campari&vino, prosecchi e simili, mentre si parlava tra amici esce fuori che io e Giovanni avremmo corso la ConeroRunning: a due passi da casa, pianeggiante, insomma un buon modo per iniziare una domenica mattina.

Il sopraccitato amico ha anche casualmente comprato proprio quella mattina un paio di scarpe nuove per correre, quale migliore occasione?
Va bene arruoliamo anche lui, la mattina dopo lo carico in macchina e si va.
Per me è una bella giornata: il mare è una tavola, c’è un po’ di brezza ristoratrice, nemmeno una nuvola, il lungomare di Numana è in fermento, non passa una macchina e tutti aspettano di vedere com’è questa ConeroRunning.

L’amico è privo di qualunque tessera e, credo, di qualunque certificato medico, ovviamente nessuno dei volontari lo vuole iscrivere: dopo un po’ di questua raggiunge un compromesso e rimedia un pettorale non-agonistico.

Alla partenza Giovanni fugge perché ha fretta, io e il podista-suicida corriamo insieme. Il primo tratto del lungomare scorre bene, a parte un piccolo contrattempo al rifornimento, poi si imbocca un lungo rettilineo in mezzo alla campagna che porta diritto sotto la cupola del santuario di Loreto; guardando davanti si vede solo lo sciame dei podisti colorati che hanno completamente invaso la strada.
L’amico è una bomba innescata, ma, purtroppo per lui, la miccia non è lunga abbastanza per 21 km, infatti al dodicesimo arriva il blocco totale delle ginocchia e deve camminare, la situazione non è bella, siamo nel punto più lontano dal traguardo, in mezzo al niente….

Io da brava amica…..tiro diritto, senza voltarmi gli dico di bere ai ristori, punto al traguardo e al pastaparty. Non mi volto nemmeno una volta per vedere se ha ripreso a correre.
D’altra parte anche io ho avuto il mio momento nero: al decimo chilometro una fitta insopportabile al fianco destro, non riuscivo a respirare né tanto meno a correre, mi sono dovuta fermare un po’ a camminare fino al ristoro. E’ possibile che al fegato vengano i crampi??…perché la sensazione è quella.
Improvviso come era arrivato, dopo alcuni minuti il dolore se n’è andato e sono tornata a correre più o meno come prima.

Arrivo in 1h56'45'' (stop compreso).

L'amico arriverà molto dopo e parecchio provato: io non l'ho nemmeno aspettato all'arrivo, ero a mangiare un ottimo piatto di ciavattoni al pesce....credo che andrò all'inferno.

giovedì 6 maggio 2010

Toni di grigio....

Un pomeriggio allagato, pare che non ci sia più nessuna speranza. L'idea era, seguendo una frettolosa tabella inventata da Giovanni per lui, di vedersi al campo di atletica per le solite indigeste ripetute.

Ad intervalli di 15 minuti il tempo cambia di continuo: sole cocente, cielo apocalittico, ghiaccio distruttore (macchina salvata per un pelo), di nuovo sole, poi un muro d'acqua....

La borsa attende istruzioni e io guardo dalla finestra dell'ufficio: fino alle 18 il tempo può fare quello che vuole, tanto devo lavorare.
Poi arriva il momento di decidere cosa fare: cielo pesante, con innesti di sole...forse regge...allora si va.

Arriva un sms: "Sono incastrato al lavoro".
Vado da sola ed ovviamente è anarchia assoluta: un po' corro nell'anello esterno cercando di capire quanto è lungo, nel dubbio faccio due giri e mezzo, poi incontro Franco, Atletica Falconara, reduce dalla ColleMarathon, temporeggio correndo con lui.
Poi lui si ferma, io mi invento altre tre ripetute, di cui due negli anelli interni, dove ho qualche riferimento più preciso, poi, con leggerezza me ne vado sotto la doccia, perché ricomincia a piovere.

Per la ConeroRunning di domenica avevo un bel progetto: correre e finirla, cercando di non soffrire troppo e poi relax totale in spiaggia. Addirittura speravo in un tuffo appena passata la linea del traguardo, che tanto il mare è lì a pochi metri...
Temo che i programmi debbano essere un po' rivisti....

lunedì 3 maggio 2010

Chiaravalle...fatta. Ora ConeroRunning

Primo maggio: un sole meraviglioso, un gran caldo, una giornata perfetta per correre 10 km quasi tutti in campagna.
La corsa organizzata dall’Avis di Chiaravalle ha solo due momenti critici: la partenza e il ritiro del salame alla fine; alla partenza perché si inciampa tra gli ottoni della banda che da lo start, tra le signore della passeggiata di quattro chilometri che partono con passo spedito e sbracciando in gruppi compatti di tre-quattro.
Poi le stesse signore te le ritrovi, feroci, in coda, per prendere il salame del premio di partecipazione.

Nel mezzo c’è il piacere di correre tra i campi e su strade bianche che riflettono tutta la luce della giornata.

Io con le mie nuove e scarpe scintillanti siamo partite un po’ veloci, forti di sei misere ripetute fatte qualche giorno prima a 4’40’’/km, poi, poco dopo la metà il fegato ha cominciato a dare segni di insofferenza e abbiamo dovuto rallentare.
All’arrivo rivedo sul crono lo stesso tempo dell’edizione precedente: 52’…a modo mio sono una garanzia!!

Ora attendo la ConeroRunning di domenica ed il secondo tentativo di bagno al mare: sabato sono riuscita a mettere in acqua solo un piede…

giovedì 29 aprile 2010

Se senti che te la senti....

Intanto a queste io e Giovanni siamo già iscritti:



Poi se proprio decido di buttarmi via, ho una mezza idea per il 16, ma devo raccogliere un po' di informazionni.

Ieri sera prima seduta di ripetute: 6x1000.....quanto le odio!

lunedì 26 aprile 2010

Corri Lucrezia - W il panino con la porchetta!

Ieri sono tornato a Lucrezia dopo aver saltato l'edizione 2009, ricordavo una bella gara (una 10km quasi completamente pianeggiante e con pochissimo traffico), una buona organizzazione e persone gentili: è rimasto tutto com'era!

Prima corsa dell'anno con un po' di sole, finalmente! Non so perchè, ma m'è venuta voglia di spingere un po' di più del solito, come se stessi facendo una sorta di test sullo stato di forma.
Tranne il primo km, ho cercato di non andare mai sopra i 4:30, tenendo sott'occhio il mio Polar.

La lunga pausa invernale (unita allo scarso allenamento) ha lasciato i suoi segni: anche spingendo molto, non scendo comunque sotto i 4' al km = bisogna fare le ripetute!!!! (capito Cristina?)

Alla fine me la sono cavata con un 44'13", e devo ringraziare un paio di persone che m'hanno aiutato a tenere gli ultimi km.

Oggi si torna a correre, altrimenti il panino con la porchetta del post-gara chi lo smaltisce?

sabato 24 aprile 2010

Si ricomincia?

Oggi dopo quasi 8 mesi ho rimesso le scarpette da corsa, anzichè le scarpette da bici com'era successo nel frattempo.. è stato bello infilare i piedi nelle mie care Mizuno che avevo appena comprato e dovuto appendere al chiodo per il problema poi sorto...

Circa 20 minuti ascoltando le sensazioni che venivano dal basso, visto che la parte alta (cuori e polmoni ) hanno sempre lavorato.
Buone! Come nuove! quasi...
Domani G.F. COLLINE DEL VERDICCHIO e dalla prossima settimana si ricomincia...
Si ricomincia??
Ce riprovamo??

giovedì 22 aprile 2010

Cortina - 39gg

Inizia il cammino di avvicinamento alla Cortina-Dobbiaco 2010. Ieri sera i primi 15km di "medio", che fanno parte di un frettoloso programma buttato giù in un file excel.

Il programma non segue nessun principio scientifico/tecnico, ma tenta solamente di farci correre almeno quel minimo che servirà per concludere degnamente la gara di fine maggio. Vedremo.

Belli riposati, con una serata mite (finalmente!) e assenza di vento, che cosa si può volere di più?
Infatti le cose vanno bene, almeno per i primi 10km, poi le gambe di entrambi sono diventate due colate di cemento, trascinate fino alla fine come due piccoli bobcat.

Saranno i 21km di S.Benedetto del Tronto di domenica? boh! più semplicemente, sarà lo scarso allenamento? forse... anzi, sicuro!

lunedì 19 aprile 2010

F14 Tomcat: caccia intercettarore supersonico a lungo raggio….

No comment sul pettorale che m’è toccato in sorte…

1h54’16’’ (real time), non sarà un tempo supersonico per una mezzamaratona, ma questo ho fatto domenica alla maratonina dei fiori e alla fine non mi dispiace per niente.


Il manuale “Fido dog’s Dick” recita: preparala come puoi e prendila come viene.


Senza pretese e un po’ testardi domenica mattina eravamo in piazza a San Benedetto, una giornata senza sole, senza vento e senza pioggia, forse fa addirittura caldo, tutto identico e perfettamente organizzato come l’anno scorso (per questo siamo tornati).

Tanta gente, venuta dall’Abruzzo, dal Lazio, dall’Umbria e ovviamente da tutte le Marche, un serpentone di più di 1000 partecipanti, in mezzo io e Giovanni: con alle spalle una sola corsa di 13 km fatta a fatica mercoledi e con davanti 21 km da fare sul lungomare.

Già il lungomare….due giri sotto le palme, di fianco al mare e alla spiaggia disadorna, perché questa maledetta primavera ancora non decolla, ma con le cucine degli stabilimenti balneari che già fervono e soffriggono…

Terzo chilometro: la cipolla sfrigola in qualche pentolone e riempie l’aria, forse è la protezione civile che prepara il pasta-party, io sono ancora all’inizio della fatica e zampetto a 5’/km vicino a Giovanni.

Settimo chilometro: delicato odore di embrionale sugo di pesce, direi “nocchie” (=pannocchie) e seppioline, a cui aggiungere dopo i frutti di mare; io sto a 5’10’’/km ed inizio a perdere i contatti con Giovanni.

Dodicesimo chilometro: inizia il secondo giro, Giovanni è sparito da un pezzo, mi sento stanca, odore di mare fermo (poco piacevole), vistoso rallentamento.

Diciottesimo chilometro: un’apoteosi di pesce alla griglia, prevedo spiedini di seppie e calamari, sgombri e sardoni (=alici), mi faccio due conti guardando il cronometro e prevedo anche che arriverò qualche minuto prima delle due ore, giuro che non ci speravo prima di partire.


Dall’appendice del manuale sopracitato: se stavolta t’è andata bene, è stato un caso, muovi il culo perchè la prossima volta non sarà così!


Vino consigliato: passerina di Offida.

martedì 13 aprile 2010

Avanti un'altra




Impreparati ed iscritti…alla 12° maratonina dei fiori di domenica prossima a San Benedetto.
Come al solito due masochisti alla partenza….due stracci all’arrivo.
Ma finché ci divertiamo….
Nel frattempo piove e se non piove resto intrappolata da qualche parte, quindi non si corre molto, per questo mi affiderò al vecchio e collaudato metodo “Fido dog’s Dick”, grazie a cui ho completato l’unica maratona che ho corso.

domenica 11 aprile 2010

Ops...sono sparita per una settimana



Ma ero in vacanza.

Anzi, sono lo sono ancora, questo è l'ultimo giorno, stasera si rientra, con molta calma.
Dopo l'isolamento assoluto, da avere ogni tanto una mezza tacca sul telefono, ma solo se non ci sono le nuvole e se c'è il vento giusto, ho fatto una tappa intermedia per riprendere contatto con la civiltà un po' alla volta, per non trovarmela tutta addosso all'improvviso.

Ho due corse da denunciare, identiche in tutto, nel percorso, nel tempo impiegato (1h 03' 25''), io addirittura vestita nello stesso modo (maglia verde e pantaloni neri), lo stesso sole e la stessa aria che da fredda, appena partita, mi congelava le braccia, poco dopo era diventata calda, tanto da sentire finalmente, dopo mesi, il viso scottare.

Poi c'è il resto della vacanza: ciliegi fioriti come in un viale da manga giapponese, erba che quasi senti crescere sotto i piedi, ciuffi di foglie insospettabili che una mattina, all'improvviso, diventano tulipani, un cervo che non pensava di trovare dei bipedi in mezzo a tutto quel verde, grandi mangiate e bevute in compagnia solitaria, legna da tagliare per la stufa da accendere di sera...

Dopo tutto questo, domani, fuori dall'Eden sarò certamente di malumore.

lunedì 29 marzo 2010

16° giro del faro

L’estate ha un odore (per me), quello degli aghi di pino secchi che coprono la terra, da cui sale un odore penetrante, un misto di balsamico e calore inconfondibile.
Ieri l’ho sentito per la prima volta, dopo mesi di pioggia e di freddo, dietro una curva, alla sommità di una salita durata 6 km, mentre respiravo con ogni più nascosto alveolo, cercando di far entrare tutto l’ossigeno che poteva servire per arrivare in cima…lì, imboccando una strada laterale, da dove finalmente iniziava un po’ di discesa, lì mi aspettava quell’onda benefica.
“Finalmente arriva l’estate!!” è la prima cosa che penso…la seconda è “Quanto è ripida questa discesa, in fondo ci arrivo con le gambe smontate…”.

I primi 6 km del giro del Faro sono tanti tornanti in salita, che dalla spiaggia salgono in collina, più si sale e più il panorama del mare e della costa si allarga, allora si vedono le scie delle vele dei marinai della domenica, le spiagge ancora da sistemare, si vede un serpentello di podisti che a testa bassa sale, contorcendosi tra ciclisti colorati, qualche macchina. e molti motociclisti.
Poi inizia la parte migliore: il mare non si vede più e si corre lungo una strada di campagna, tra le querce, nella pace più assoluta.
Sarebbe tutto perfetto, sarebbe un momento di grande godimento podistico se, le mie gambe non fossero già state messe a dura prova dalla salita, dalla discesa, ma soprattutto dal poco allenamento di queste settimane….sarebbe il momento di lasciarle andare, ma loro sono timide..

Poi al nono chilometro arriva quello che non ti aspetti, quando ormai si pensava di rotolare a valle fino al traguardo: un bel muro, un’altra salita traditrice, vedo sulla sommità i volontari della Croce Rossa, tre avvoltoi in attesa..

Ancora tre chilometri di nuovo in discesa, con la fastidiosa sensazione di andare molto piano, troppo piano.
Ma quello che importa è che ritorna il bel tempo, che corro con le maniche corte e che il sole inizia a scaldare i polpacci.

giovedì 25 marzo 2010

8km di musica


Me lo avevano regalato a Natale, ma è rimasto nel cassetto fino a ieri sera quando, per il primo allenamento outdoor del 2010, ho deciso di provarlo.
Sto parlando di un cappello in lana con cuffie audio incorporate (hi-head). A dir la verità si tratta di un accessorio un po' fashion, ma la corsa lo ha adottato senza problemi.

Ascoltando un po' di musica ho macinato 8km in tranquillità, perdendo un po' di tempo anche per calibrare il mio footpod ormai fuori taratura.
Il ritmo di corsa non è stato super (ho impiegato poco meno di 50minuti), ma considerati anche i piccoli stop per la taratura, non è andata male.

bene: cappello promosso per corse lontane da traffico e forti rumori (le cuffie cucite all'interno del bordo fanno quello che possono, ma il volume non è mai abbastanza da coprire il motore delle auto)

male: i miei piedi sono doloranti dalla corsa di domenica, ed ancora non vogliono saperne di smetterla!

lunedì 22 marzo 2010

14° marcia della Valle del Chienti



Intanto le foto del podio, dove ovviamente non troverete né me né Giovanni…

Ma poi ci sono le storie delle retrovie: la mia.
In questa storia parto nel gruppo, un po’ troppo veloce per la verità, ma ho la saggia esperienza di non andare dietro a Giovanni che si butta in avanti e già al secondo km ho trovato il mio passo.
Poco prima della salita del quarto chilometro sento arrivare una mandria da dietro, la guidano un paio di donne, sento il calpestio, il loro vociare, mi inglobano, poi, in discesa, mi lasciano alle spalle e io saluto con cortesia.

Quinto chilometro: si imbocca una strada bianca e polverosa in campagna, me la ricordo, c’era anche l’anno scorso, ho raggiunto una donna e ci affianchiamo, segue un breve scambio di opinioni femminili, intralciato da un suo compagno di squadra che insiste che, se riusciamo a parlare, possiamo anche correr più veloci.

Sono su un rettilineo e vedo il cartello del settimo km, chiacchierando i km scorrono e la fatica si amministra meglio, le gambe, a cui no ho badato finora, fanno il loro dovere.
Dopo l’ottavo la mia compagna ha un po’ ceduto, o sono io che vado più veloce, non lo so, sta di fatto mi ritrovo a tallonare una tipa che prima mi sembrava un puntino lontano, la sorpasso e ne riprendo anche un’altra appena passato il nono.

Mantengo la rotta e la velocità, neanche avessi il pilota automatico…poi l’intoppo: la tosse che ancora non mi è passata, la nausea per lo sforzo, la pericolosa sensazione che di lì a poco avrei anche potuto vomitare e mi vedo sfilare a meno di duecento metri dal traguardo, una a destra e l’atra a sinistra, le due donne faticosamente riprese prima.

Porca puzzola!!
Dovrei essere arrabbiata con me, perché, se ho capito bene sono arrivata ventunesima o ventiduesima e premiavano le prime venti??
O forse dovrei compiacermi per aver finito una gara aumentando nel finale, cosa che riesco quasi mai a fare??
Io sto con la seconda che ho detto….
Tempo finale: 51’03’’ (tre minuti meglio dell’anno scorso).

giovedì 18 marzo 2010

Buongiorno a tutti



Poche certezze, tra queste che domenica corro a Trodica.
...che Giovanni per ora è casa con 38 di febbre.
...che ieri sera i soliti 10 km erano più lunghi del solito.
...che i quadricipiti sono muscoli di cui non sono dotata, ma in compenso ho polpacci da vendere.
...che da oggi il mio dentista sarà ancora più ricco e che però è arrivata l'ora di smettere di vederlo (per fortuna).
...che c'è finalmente un'aria gentile, un timido odore di primavera.
...che stasera la cosa migliore sarebbe correre di nuovo.

martedì 16 marzo 2010

il giorno dopo

Ecco i risultati di domenica: 289^a posizione su 367 arrivati. Che disastro! anche se sono senza allenamento, mancava poco per arrivare ultimo. Magari ci riesco la prossima volta.

Intanto ieri sera, per far riprendere un po' le gambe, ho fatto mezz'ora di ellittica (spero che si chiami così). Non so se ho fatto bene, ma oggi le gambe stanno un po' meglio.

alla prossima!

lunedì 15 marzo 2010

altre foto

Al resoconto di Cristina aggiungo solo alcune foto; la prima che la ritraggono nei primi momenti della gara..... in fila per la sosta fondamentale di ogni pre-gara!
La seconda mostra come Civitanova sia "avanti" rispetto a molti altri centri della zona: il wi-fi in piazza!! (anche se non avevo nulla per provare ci fosse)

Chiudo con un grido: ho le gambe a pezzi!!

domenica 14 marzo 2010

E' andata come doveva andare...






Non avevamo obbiettivi, ma solo una speranza: finirla!
E l'abbiamo finita, anche se con molta fatica ed un tempo, almeno per me, inguardabile: 2h04'54''.
Un tempo infinito, considerando che questa di Civitanova è forse l'unica mezzamaratona piatta che si può trovare in zona.

Primo giro: abbastanza bene, cerco di correre rilassata, senza pensieri, senza guardare i km nè il tempo, perchè lo so che è lunga e io non ho nelle gambe 21 km, ma non voglio preoccuparmene prima che la situazione si faccia veramente dura.
Osservo la gente intorno che corre con me e quella sui marciapiedi, cerco di non guardare troppo davanti per non farmi scoraggiare dalla lunghezza infinita del lungomare.

Secondo giro: se fosse il terzo sarebbe meglio, inizio a sentire la stanchezza. Al decimo guardo il tempo: 53' precisi, penzavo peggio, ma siamo solo a metà (anzi un po' meno).
Il lungomare mi sembra non finire più.
Ho deciso di non provare nemmeno ad articolare un pensiero positivo, tipo "Dai che metà l'hai passata", perchè mi sarei risposta che "La seconda parte è peggio della seconda", oppure "Un passo alla volta si arriva"...tanto sarebbero pensieri inutili e faticosi.

Terzo giro: si corre sulla colla e smetto di pensare a qualunque cosa.
Poi al 18 km incrocio dall'altra parte Giovanni che ancora corre e mi ricordo perchè sono lì: finire ed è quello che sto facendo.
I probiviri agli incroci iniziano a dare segni di insofferenza, le signore in pelliccia e con il tacco comodo 2,5 cm in uscita dalla messa vanno veloci più di me, il corso è animato dal pigro passeggio domenicale, le macchine iniziano a strombazzare contro il prolungarsi della viabilità modificata...

In mezzo a tutto questo arrivo io, mentre sul palco stanno già premiando le donne.

lunedì 8 marzo 2010

36° Stracivitanova



Andiamo a sbatterci il muso.
Andiamo a vedere cosa si prova.
Andiamo per ripeterci come un mantra accusatorio: "sei una cogliona....cogliona...."
Andiamo perchè così imparo a trascurarmi e a non correre in settimana.
Andiamo perchè se non vado forse me ne pento.
Andiamo perchè da qualche parte bisogna pur ricominciare.
Andiamo e basta!

Andiamo.....e speriamo di finirla.

Domenica Stracivitanova.

L'unica cosa certa è che ci arriverò riposata.

lunedì 1 marzo 2010

Inizia il mio 2010

Solo poche righe per inaugurare la mia stagione 2010, iniziata domenica a Cattolica con i primi km di strada. Prima di ieri, ho solo corso sul tapis-roulant, rubando un po' di tempo alla piscina o alla palestra.
Ora non so proprio come fare ad inserire altri allenamenti nella settimana già piena, ma dovrò trovare il modo di correre almeno un paio di volte. Vedremo.

Intanto il mio conta km inizia a muoversi. A presto.

domenica 28 febbraio 2010

Fotogenia

Se sei una medaglia d'oro alla 50 km di marcia alle ultime Olimpiadi e se ti chiami Alex Schwazer in foto vieni così:



(foto da me scattata sabato 27 febbraio al Palaindoor di Ancona, dove si svolgevano i campionati italiani assoluti indoor)

Poi se ti chiami Cristina e la domenica mattina vai a farti 12 km circa a Cattolica, in foto vieni così:


Foto by Miticojane

Un po' annoiata dalle domeniche senza gare, ho pensato che seguire l'invito del Mitico poteva essere una buona idea, tanto più che a sorpresa aveva deciso di unirsi alla mia trasferta anche Giovanni, che, se non sbaglio, l'ultima volta che è venuto a fare una gara con me era addirittura novembre.
Ripetiamo il solito rituale: ci vediamo al bar per la colazione e poi si prende l'autostrada, chiedendoci perplessi se, visto quanto poco corriamo in questo periodo, sia stata una buona idea.

Arriviamo molto presto, incontriamo subito il Mitico e Mercurio, ci iscriviamo e torniamo in macchina a prepararci, come al solito Giovanni fa il freddoloso e vorrebbe mettere strati su strati di magliette.

Alle 9:30 si parte e mi sembra che siamo veramente in tanti, non so quantificare.
Impostiamo una velocità di crociera tranquilla, anche se io faccio fatica a respirare, la tosse in questi giorni non è migliorata e sento bruciare la trachea, in compenso Giovanni parla parla parla parla....io gli rispondo come posso.

Il percorso all'inizio è piatto, poi piano piano inizia a salire, io e Giovanni siamo sempre insieme, quando arriviamo in cima ad una collina e siamo a metà gara mi dice che gli ultimi km probabilmente vedrà di farli in progressione.
Infatti dopo aver salutato Mercurio che presidia l'incrocio all'ottavo km, Giovanni se ne va più veloce, lo rivedrò dopo ad aspettarmi all'arrivo: tempo finale 59'28'' per qualcosa meno di 12 km.

Per tutto il percorso non ho mai tossito, appena arrivata sembravo un vecchio fumatore di Nazionali.

Non mi ricordavo quanto fosse appagante dormire di domenica pomeriggio, dopo una gara ed un buon pranzo!

martedì 23 febbraio 2010

Facciamo il punto

Mi sono presa una settimana di stop…anzi è più corretto dire che mi sono fatta prendere, non c’è niente che non va, ma congiunture sfavorevoli e una stanchezza indicibile mi fanno preferire dopo il lavoro, le pantofole alle Mizuno.

Il meteo non è disastroso, ma niente di speciale.

Cose da fare imminenti non ne vedo e quindi mi riposo, aspetto che mi passi una fastidiosa tosse presa non so come.

Guardo avanti alle domeniche future: iniziano a mancarmi un po’ le colazioni al bar di domenica mattina prima di andare a qualche gara in qualunque cucuzzolo dell’entroterra..



E poi è un periodo che guardo spesso negli occhi un uomo che mi lascia a bocca aperta…ma chi sarà?

lunedì 15 febbraio 2010

Schiavi di ciò che si è fatto

Venerdi sera a Senigallia ad incontrare Marco Olmo c’ero anche io e confesso che è stato un incontro affascinante, anche se forse troppo breve per capire bene che persona sia.
Una frase mi è rimasta in testa e l’ho ruminata in questi giorni: “Si diventa schiavi di quello che si è fatto”.
E’ stata la risposta di Marco a chi gli chiedeva che cosa lo spingesse a correre ancora alla sua età, a pensare di tornare a correre nel deserto o ad affrontare una corsa di 160 km sul Monte Bianco.

Intendeva che in qualche modo, anche se bonario, ma non per questo meno coercitivo, le persone spesso si aspettano che ritorniamo a compiere le “nostre imprese”, che torniamo a fare quello che abbiamo compiuto.
In realtà i primi a pretendere siamo noi: ci “prendiamo gusto”, ci piace ripensare a quello che abbiamo fatto, vogliamo rifarlo, anche quando sarebbe più onesto ridimensionarsi e trovare stimoli non in quello che è stato, cercando conforto nei “tempi (cronometrici) passati”, quando sarebbe meglio pensare solo a quelli futuri, anche se è più probabile che siano peggiori ed accettarli.

Sarò diretta: ma vi sembra normale che ogni volta che vado ad una gara la prima cosa che mi si chiede, quando torno, è “Dov’è il salame?”
E vi sembra un buon motivo correre per tre giorni di fila, solo perché lo si è fatto nei due giorni precedenti?
Ovviamente no, visto che la sera del quarto giorno ero talmente stanca che ho pensato di farne passare altrettanti prima di pensare di tornare a correre.

Oggi sono un po’ così…ma niente di inguaribile.

martedì 9 febbraio 2010

...e tre!

E con oggi sono tre giorni che corro, sempre alla stessa ora e nello stesso posto.
Da segnalare un costante peggioramento del crono, ma non c'è niente di nuovo per me: almeno un giorno di riposo devo mettercelo tra una corsa e l'altra; è una delle prime cose che ho capito da quando ho iniziato a correre.
Allora se lo sapevo perchè sono andata?

Pochi ma semplici motivi:

  1. pare che incomba di nuovo una tormenta di neve con temperature sotto lo zero, quindi mi adeguo al vecchio adagio "Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi"
  2. voglio iniziare ad usare le scarpe nuove, ma devo mettere più km in quelle vecchie, che non hanno niente di sbagliato. Quindi non ci sarebbe motivo di cambiarle, se non mi avessero regalato quelle nuove.
  3. circolava una mezza idea di una mezzamaratona il 21 febbraio, ma memore della fatica patita l'anno scorso a Centobuchi, sarebbe meglio fare un po' di fondo (per la velocità aspetto che a Giovanni gli ritorni la fissa delle ripetute).
  4. la giornata aveva preso una brutta piega sotto vari aspetti. Non che la corsa aggiusti tutto, ma almeno fare la doccia dopo è più gratificante.

Ora me ne sto al caldo dopo il tris...

lunedì 8 febbraio 2010

Due giorni consecutivi

Due giorni consecutivi di corsa, temo i controlli dell'antidoping.
Fiuto nell'aria l'impresa..

mercoledì 3 febbraio 2010

Le solite cose



Trovo rassicuranti quei monotoni 10 km della zona industriale, quelli che faccio sempre dopo il lavoro, quelli dove il tempo finale dipende anche da quanto ci metto ad attraversare le strisce pedonali.
L’abitudine a fare un percorso che conosco centimetro per centimetro, mi aiuta a trovare lo spunto per uscire, anche quando, dopo tre giorni di sole, la neve ancora deve sgiogliersi.
Alla fine vedo quasi sempre gli stessi numeri sul crono e questo a volte mi conforta, come stasera dopo un po’ di giorni senza corsa, altre volte mi infastidisce.

La solita odiata, ma inevitabile, visita medica per rifare il certificato agonistico è cosa fatta e si è anche chiusa con parole sibilline e profetiche: “Fa la brava…e vinci”.
Io, che di solito ho la risposta pronta, stavolta sono rimasta senza parole e ho lasciato lì un circostanziale “Arrivederci”.

Insomma niente di nuovo da queste parti, ma “L’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale”

lunedì 1 febbraio 2010

Campionato regionale di corsa campestre....un po' di foto



Faceva freddo ieri mattina quando sono passata a caricare in macchina Giovanni: oggi non si corre, ma si va a vedere gli altri che corrono: all'Italo Conti ci sono i campionati di corsa campestre.
Il percorso è lucido come uno stagno nei tratti pianeggianti per l'acqua che ristagna da un po' di giorni, il resto è fango e ghiaia.
Lo so perchè in questi giorni c'ho corso spesso e per questo le scarpe sono un diventate un disastro.

Arriviamo che parte la prima batteria, quella a cui faccio più foto e mi si congela la prima mano.
Sbatto i piedi e saltello per non congelare, parte il secondo gruppo e con l'altra mano faccio altre foto.

Fa sempre più freddo.

Il terzo gruppo si becca solo quattro foto, perchè, mentre loro stanno iniziando il secondo giro, io e Giovanni stiamo già ordinando due caffè al bar.

Ore 11: nevica su Ancona ed è un evento che capita ad intervalli più che decennali...

mercoledì 27 gennaio 2010

L'anno della tigre...

“Secondo il calendario cinese, il 2010 è l'anno della Tigre.

La Tigre rappresenta essenzialmente il coraggio.
Chi nasce sotto il segno della Tigre è una persona che affascina grazie alla sua personalità; attiva, coraggiosa e sicura di sé. Questo segno rappresenta infatti la potenza, l'audacia e la passione. Solo i fallimenti di tipo professionale, o una critica da parte della persona amata, potrebbero generare nella persona della Tigre una reazione di profonda depressione.
Questa reazione sarà però momentanea e durerà solo un tempo limitato; chi nasce sotto questo segno ha infatti un'ottima capacità di reazione ed in tempi brevi si riprende da qualsiasi dispiacere.

La Tigre ama le competizioni e difficilmente accetta di perdere una sfida; é leader per natura, ha una grande autostima e consapevolezza del suo valore. La Tigre è intelligente, lungimirante e quasi sempre ha già attentamente calcolato la sua mossa prima di compierla... è un segno da non sottovalutare mai!”

Ecco io dovrei essere nata nel segno della tigre…

Ma la mia tigre ha freddo e si sta deprimendo sotto la pioggia della vita.
La tigre sarà anche un animale solitario, però non disdegna la compagnia di certi altri tigrotti compagni di avventure e di vacanze, ma non riesce più a trovarli.
La tigre guarda fuori dalla finestra e sbuffa.
Alla tigre non è piaciuto come è iniziato quest’anno, passerebbe volentieri la mano a qualche altro animale, che so al drago.
La tigre s’è stufata di avere un paio di scarpe nuove e non poterle usare, perché quelle vecchie hanno ancora pochi km per essere cambiate.
Alla tigre scade il certificato agonistico e deve tornare dall’odiato veterinario.

Per come la vedo io la tigre è prossima all’estinzione!

sabato 23 gennaio 2010

Si corre e si mangia

La giornata girava lenta: colazione, spesa e riposo sotto le coperte, perchè ho freddo e non mi importa che ci siano posti più freddi di qui, con la neve, con la nebbia, a meno 5, io sto qui e ho freddo qui.
Unico obiettivo pensare a come dare una degna fine a tre etti scarsi di tagliata di manzo e mi stavano venendo delle belle idee.
Mentre elaboravo e facevo fatica a non appisolarmi, suona in telefono e a sorpresa si parte per una corsa.

Tiro via i pantaloni congelati dallo stendino sul balcone e li metto cinque minuti sul termosifone per non svenire mentre me li infilo, poi si va per una corsa breve, senza pretese, ma è quello che serve per affrontare in maniera opportuna la tagliata.

Dopo la corsa e una doccia bollente so esattamente cosa voglio: la vittima è fuori dal frigo in attesa, cerco la piastra di ghisa che come al solito è finita dietro il resto del padellame, poi la metto sul fornello al massimo.
Nel frattempo in un pentolino cerco di generare una glassa all'aceto balsamico, poi, quando la piastra emana un calore infernale, la cospargo con una manciata di sale grosso, prendo la vittima e con cura la metto al centro e ascolto lo sfrigolio.
Aspetto circa cinque minuti e poi la rivolto dall'altra parte con attenzione, senza infilzarla perchè resti più morbida, la cospargo di rosmarino profumoso e aspetto altri cinque minuti.
La metto sul piatto, la bagno con l'aceto balsamico ristretto e armata di un bel coltello affilato la affronto con gusto.....

domenica 17 gennaio 2010

Cose da domenica mattina

Una domenica mattina indecisa tra l'andare ed il poltrire, fuori non invita, ma ti giri e ti rigiri, poi ti fai un caffè e ti metti addosso qualcosa ed infili le scarpe.
Poi ti butti fuori e dai lo start al crono, perchè il foglio excel reclama dati.
Avevi capito che oggi c'era il sole, invece a metà inizia anche a piovere finemente, non è grave, ma poteva essere meglio.

Si incontrano molte persone sui marciapiedi: qualcuno corre, qualcuno porta il cane, altri buttano la spazzatura, molti vagano in bici, ma c'è un'aria silenziosa.

Ad un certo punto sorge un problema, urge trovare un angolino dove risolverlo, ma nel mezzo di un quartiere sonnacchioso, che prende vita piano piano, è un bel problema.
E poi come si fa a passare inosservati e a nascondersi dietro qualcosa se indossi una canottiera arancione fosforescente per essere visibile e non farti asfaltare dalle macchine?

Alla fine speri solo che i cespugli che hai scelto di fianco alla strada non siano troppo spelacchiati...

martedì 12 gennaio 2010

Brividi

E’ tutto un brivido che corre dalla schiena fino alla base del collo…..
E’ uno shock che fa rizzare i peli…
E’ uno sconvolgimento che fa tremare le mani…
E’ una botta che toglie il fiato…
E’ una sorpresa che fa strizzare gli occhi…

Tutto questo è dimenticare durante la giornata la borsa in macchina, nel parcheggio, al freddo, con le Mizuno che si congelano insieme ai calzini e alla maglia di lana.
Tutto questo è spogliarsi e infilarsi dentro indumenti gelati per correre dopo il lavoro al campo d’atletica.
Tutto questo è trovare l’accapatoio ancora surgelato dopo la doccia bollente.

C’è voluta molta forza di volontà per prepararsi per correre stasera, molta di più di qualla che serviva per correre…

domenica 10 gennaio 2010

Sole e colline



Volendo fare 10 km ho due possibilità: trastullarmi tra la zona industriale e la statale o arrampicarmi sulle colline dietro casa.
Se corro tardi, dopo il lavoro e se lo faccio per togliermi il pensiero, vado nella zona industriale.
Se è domenica, se è una bella giornata di sole e se sono di buon umore, vado in collina, anche se ci vuole buona volontà per partire subito con tanta salita.
Oggi c’era il sole ed ero di buon umore, quindi collina!
Mi arrampico per il primo km abbondante con il fiato ed il passo corti, appena arrivo in cima seguo la strada che diventa più dolce: c’è uno dei panorami che preferisco, si vede il mare e tutta la maggior parte della città.
Il respiro diventa normale.
Il passo non è veloce.
Un’altra piccola salita e sono su un altro rettilineo panoramico da dove inizia la strada del ritorno.
Non incontro nessuno e c’è un bel silenzio, poche macchine.
Affronto con prudenza il discesone finale, saltello tra una pozzanghera e l’altra e mi ritrovo a casa, guardo per la prima volta l’orologio e quello che dice non mi dispiace.
Per i prossimi giorni temo che mi toccherà visitare la zona industriale.

venerdì 8 gennaio 2010

Voleva degli obiettivi

Dice che ci servono degli obiettivi.
Allora stampiamoglieli: una trantina di colorate pagine excel, prese al volo dal sito della Fidal, più una piccola appendice per il calendario invernale solo delle Marche.
Poi glieli portiamo e lui ha un’agenda, una penna e fa sul serio: vuole addirittura segarseli questi obiettivi.
Gennaio: in pratica è finito (dice), avanti con il prossimo mese.
Febbraio: non vuole fare niente…vuole qualcosa per marzo.
Allora giriamo la pagina su marzo: già c’è qualcosa che gli aggrada, ma di contorno ci vuole delle 10 km, che però non ci sono, o meglio non sono nell’elenco, ma avendo tempo di consultare altre fonti te ne trovo quante ne vuoi, però in così poco tempo non ho avuto modo di prepararmi..
Aprile: guarda questa, l’abbiamo fatta l’anno scorso, ma vale la pena rifarla…segno.
Maggio: ce ne sono troppe….(non ho capito se, nel dubbio, l’ha segnate tutte o nessuna).
Giugno: già lo so cosa vuole fare (dice che ci va anche se io non ci vengo).
Poi luglio: vuole regalarsi una gara per il suo compleanno…pare che non ci sia (ma dammi tempo un paio di giorni e te ne trovo così tante che arrivi a festeggiare i novant’anni correndo)…
Ma i Trail??? Per quelli faremo un’altra riunione, tranquillo!
Gli faccio segnare una data a settembre e poi mi arrendo: non ce la faccio.
Così finisce la riunione runnerprogrammatica fra il pianificatore-motivazionale (Giovanni) e la scettica (Cristina).

Il 2010 è iniziato da così poco che non riesco a pensare di programmarlo, se lo decido prima finisce subito.

E poi i programmi per me portano un po’ di sfiga: per esempio inizi l’anno con 10 km per sentire come va, ti figuri che, dopo un giorno di riposo, corri di nuovo….e invece ti aggradisce un virus intestinale fulminate, che per 24 ore non mangi e non bevi niente perché tutto quello che entra ritorna subito su, senza nemmeno toccare il fondo dello stomaco, un virus intestinale che ti lascia con gli addominali a pezzi, la bocca che non riconosce nessun sapore e la faccia verde.

RAGE AGAINST THE MACHINE - Know your enemy

domenica 3 gennaio 2010

Benvenuto 2010

Caro anno nuovo è arrivato il momento della prima corsa, dopo 10 giorni di vacanza, dove le scarpe hanno girato solo in lavatrice.
Che cosa meravigliosa correre di domenica mattina, con il vento che ti prende a schiaffi gelidi, con le macchine che ti schizzano l’acqua melmosa delle pozzanghere sulle scarpe lavate, in mezzo ai cocci e ai resti mollicci dei festeggiamenti del 31.
Che idillio sentire le fitte al fegato ingrossato dalle bollicine, che estasi nel ripercorrere quei marciapiedi sempre uguali, mandando la testa altrove a pensare di correre meglio, più veloce, al caldo, senza la maglia di lana, senza guanti e cappello.
Che palle faticare...perchè io in fondo sono una pigrona.

Che strano vedere il cronometro che, nonostante tutto, si ferma a 53’46” più o meno come al solito….a parte la nausea e una gran voglia di vomitare.
Poi che bello arrivare a casa e scoprire una e-mail di qualcuno che t’ha regalato un bel foglio excel nuovo per il 2010, con tutte le caselle da riempire: oggi ho scarabocchiato la prima.

DEF LEPPARD "Two steps behind"

mercoledì 23 dicembre 2009

Questo blog è Xmas free

Avevo iniziato uno scritto elaborato e ben strutturato per spiegare perché non mi piace il Natale, ma poi si stava facendo troppo lungo e noioso, quindi ho deciso di lasciar stare.
Ma sappiate solo che a Natale sono sempre un po’ triste, non mi piacciono i dolci, il rosso non mi dona, non faccio regali né li cerco, non mando sms seriali a tutta la rubrica, né email con animazioni in power point o piene di angioletti e fregi natalizi.
Ogni volta che uno sconosciuto mi dice auguri mi chiedo cosa voglia augurarmi, visto che non mi conosce.

Tempo fa, durante una cena, una persona (ma non ricordo chi fosse) mi ha detto “Mi inquieti”……si a volte mi trovo inquietante…
Ma poi mi pento e quindi Buon Natale a tutti!
A chi corre…
A chi vorrebbe correre…ma non trova il momento giusto…
A chi corre solo per mangiare….
A chi corre ma non è mai contento….
A chi corre piano e poco ma è contento lo stesso…
A chi corre solo se ha il Garmin collegato ai satelliti della NASA che gli indicano la strada…
A chi s’è già iscritto a tutte le gare del 2010….
A chi la finisce a qualunque costo e a chi la lascia a metà se non la finisce come dice lui..

Da qui alla fine dell’anno sono in modalità jogging: corro poco e con il primo che mi capita e che mi invita….per stasera ho già un impegno….

domenica 20 dicembre 2009

Letterina di Natale

Caro Babbo Natale,
sono tanti anni che non ti scrivo ma quest'anno ho bisogno di un grosso regalo.
Sò che stiamo attraversando un periodo di crisi economica e non puoi sprecare il tuo budget per i più grandicelli.. ma quello che ti chiedo io non costa niente in termini di denaro; basterebbe che ci mettessi una parolina con qualcuno che stà più in alto.. ;-)
Sono più di tre mesi che non riesco a correre a causa di una fatidiosissima pubalgia. E' vero che nel tempo libero riesco a divertirmi pedalando ma mi mancano quelle sensazioni che ti regala corsa.
Mettere le scarpe e correre fuori più forte o più a lungo possibile. Sentire l'aria che ti accarezza la pelle (..o schiaffeggia se freddo come questi giorni). Sentire il tuo corpo che si alza in volo ad ogni spinta da terra. Come dice Marco Olmo correre è come volare. E quando impari non puoi più farne a meno.
E' un movimento che ti stanca da morire ma ti regala quella sensazione di euforia invincibile ineguagliabile.
Magari se riceverò questo regalo, il prossimo anno,cercherò di non approfittarne come ho fatto quest'anno, sciupandolo..

Ringraziandoti anticipatamente.

fabio

E TANTI AUGURI A TUTTI!!!!

martedì 15 dicembre 2009

Wishlist

Stavo solo facendo delle prove con Blogger...ma il video lo lascio. In questi giorni non riesco a non ascoltarla

domenica 13 dicembre 2009

"I'm easy like a sunday morning.."

Scusate ma non ce l’ho fatta, stamattina mi sono lasciata al caldo sotto le coperte.
Ieri è stato un sabato tranquillo, poi davanti ad un buon bicchiere di vino rosso e mentre fuori pioveva ho deciso che non mi andava di mettere la sveglia, di stare al freddo, di guidare fino a Sarnano (fonti informate mi dicevano che aveva pure nevicato).

Stamattina mi sono striracchiata al caldo, ho aperto la finestra e guardato il cielo grigio e mi sono assolta: oggi va bene così.
Poi con calma ho messo in fila sul letto i calzini, i pantaloni, la maglia, i guanti e le mie Mizuno, mi sono fatta un caffè, ho mangiato un’arancia e mi sono vestita.
Fuori per solo 10 km, il minimo per presentarsi poi al pranzo della domenica.

Questi 10 km non sono stati niente di speciale, ma li ho fatti: ora me ne ritorno al caldo….

venerdì 11 dicembre 2009

Arriva il weekend

Se domani sera mi va di mettere la sveglia,

se non mi faccio spaventare dal freddo,

se non mi faccio prendere dalla pigrizia,

se qualcuno non mi sorprende con una proposta alternativa eccezionale,

se mi prende bene…..

domenica Corsa di Babbo Natale a Sarnano.

Ma come al solito non c’è niente di deciso….

mercoledì 9 dicembre 2009

Autodistrutta

La fase 2 dell’autodistruzione è iniziata ieri mattina alle 6, con la sveglia che suona, io che mi infilo nei jeans e metto il muso della macchina rivolto a nord: destinazione Rimini-Montescudo.
Faccio tutto con calma e in anticipo perché sono da sola: Fabio è ancora infortunato e Giovanni ha deciso di riposarsi un po’.
Arrivo, mi iscrivo e mi organizzo. Incontro quasi subito il Mitico e Ciro, ci facciamo un paio di foto e due chiacchiere.
Non siamo in tanti, il tempo è un po’ incerto e tira un bel vento, ma mi sembra che non faccia troppo freddo: niente guanti, ma il cappello lo prendo nel caso che piova.

Ci raggruppiamo e nel mucchio incontro il mio solito amico del Collemarathon, compagno occasionale di tante gare, partiamo insieme e insieme arriveremo.

Ma quanta fatica…..

I primi 10 km vanno via anche abbastanza bene in 51’, ma lo so che la crisi è in agguato, mi aspetta dietro l’angolo.
Km 12: le gambe sono morte, vuote….e ancora il meglio deve iniziare, fino a qui il percorso è stato molto godibile, a parte il vento forte e contrario.
Dal 13° km inizia la salita: non è una pendenza impossibile, è solo molto lunga, non ci sono punti in cui riprendere fiato, bisogna solo mettere un passo avanti all’altro a testa bassa, senza stare a pensarci troppo, sennò è peggio.
Ma le gambe stanno sempre peggio e pesano ad ogni passo, inizio a pensare che fare una mezzamaratona dopo un cross non sia stata una grande idea.
Mi sorpassano almeno quattro donne e questo un po’ mi urta, perché di solito sono io quella che sorpassa in salita.

Finalmente arrivano gli ultimi due km: i peggiori, i più ripidi, in verticale, non finiscono più.
Il mio compagno di corsa mi dice che è quasi fatta, basta entrare in paese e salire gli ultimi 100 metri…

Finiscono sotto le scarpe anche questi ultimi 100 metri, finisco questa Rimini-Montescudo in 2h16’, infilo al collo la medaglia, mi cambio, ritiro un immeritato premio di categoria e salgo sull’autobus che mi deve riportare a Rimini: ho bisogno di una doccia calda, di mangiare e di dormire e prima di fare tutto questo mi mancano ancora 100 km di autostrada.

Autodistruzione completata con successo....ma l'anno prossimo ci riprovo!

domenica 6 dicembre 2009

Autodistruzione: fase 1

La fase 1 è stata completata, il cross della selva di Gallignano è andato.

Tre giri identici di fango ed erba umida, in mezzo all’orto botanico, per un totale di 7 km abbondanti.
Il primo giro va via abbastanza bene, nonostante non abbia le scarpe adatte, non si scivola troppo (molto meno dell’anno scorso), c’è il sole, ma ha piovuto per un paio di giorni e la terra è piena d’acqua.
Parto dal fondo per non intralciare gli scarpini chiodati che scalpitano, corro sull’erba o sulle foglie, dove si scivola meno, le curve le prendo larghe e guardo bene dove metto i piedi.

Secondo giro: le scarpe iniziano a pattinare, ma si sta ancora in piedi.
Ieri sera, mentre preparavo la borsa, avevo deciso di correre con un paio di scarpe vecchie, un paio che si sono fatte i loro chilometri e che stavano nel dimenticatoio in attesa che trovi il coraggio di buttarle (sono un tipo che si affeziona facilmente).

Terzo giro: sembra che non finisca mai, il fondo è stato impastato e strapazzato per bene dalle scarpe chiodate che mi hanno preceduto, è stato arato per bene, sono molto stanca e, per quanto mi concentri sul fatto che manca poco alla fine, cercando di dare un’accelerata, non ci riesco.
Imbocco l’ultima viscida discesa e arrivo con sollievo.

Ora mi riposo e preparo la borsa per la fase 2: Rimini-Montescudo.

giovedì 3 dicembre 2009

...e allora buttiamoci

...ci provo: domenica cross e martedi Rimini-Montescudo, seguirà un dettagliatissimo post in cui elencherò gli acciacchi e proclamerò la mia infinita stanchezza.

Ieri trail urbano e oggi riposo, perchè correre, scarpinando su tutte le scalinate che ci sono in centro ad Ancona, è veramente veramente faticoso...ma servirà a qualcosa?

domenica 29 novembre 2009

Oggi



E’ mattina.
Arance e caffè per colazione.
Pantaloni al ginocchio e maniche lunghe.
La ciotola delle micie va riempita prima che scoppi una rivolta felina.
Sono in ritardo scandaloso.
Scusa scusa scusa…..ma è domenica non ci devono essere orari.
Respira, guarda il cielo ed il mare, guarda Monte Conero…spesso andiamo a correre lontano, ma non oggi.
Guarda quante pantegane spalmate sull’asfalto.
E’ tutta salita…..
Dai che il ritorno è più facile.
Difficile da credere ma le ginocchia sudano…
1h20’…niente di più.

....e domani piova pure!

mercoledì 25 novembre 2009

Rebus pittografico a schema libero



....ad libitum...

domenica 15 novembre 2009

Di ritorno dall'Abruzzo


I risultati sono, di solito, proporzionati alla continuità e questa, a sua volta, viene solo con l’allenamento.
Per allenamento non intendo niente di programmato e scientifico, ma il semplice correre di frequente.
Se invece si corre una volta a settimana e se si decide di fare comunque delle gare di domenica, considerandole semplicemente un modo divertente per correre in compagnia, allora può capitare che una volta ti fai 16 km in 1h21 e un’altra volta ne fai 15 (con molto meno dislivello) in 1h25.

Oggi è andata proprio così: una gran fatica! Da non trascinarsi, nemmeno in discesa.

La gara a Controguerra è da fare: più di 1100 competitivi e tra questi gente tipo Calcaterra, Caimmi e compagnia bella, bellissimo il percorso ed il panorama con le colline, il mare e le montagne innevate, un ristoro finale che sembrava un pranzo di matrimonio…

In mezzo a tutto questo Giovanni ed io corriamo a gomito a gomito piano piano, beviamo e camminiamo ad ogni ristoro.
Già prima di partire Giovanni ha una faccia che è tutta un programma: nausea, quindi sarà una lunga corsa verso l’arrivo.
Al secondo chilometro inizia una breve salita e, dalle retrovie, vediamo il fiume di gente che corre davanti e non ho la minima idea di quanti siano dietro.

La prima metà del percorso è più veloce della seconda, ma già qui il freno a mano è tirato e non se ne parla di andare più forte, quindi caro Giovanni mettiamoci il cuore in pace: oggi va così!
Lui conta i km che mancano, io cerco di non starlo a sentire perché è una cosa che non sopporto.

Ultima salita e arriva anche il traguardo, doccia, premiazioni e applausi, ce la prendiamo con tutta la calma del mondo e sempre piano, così come abbiamo corso, ce ne torniamo a casa.

giovedì 12 novembre 2009

13° Corsa di San Martino

...e dopo la Romagna facciamoci anche l'Abruzzo!

Siamo iscritti, però, per correre Giovanni dovrà farsi barba e ceretta, perchè mandando i suoi dati mi è sfuggito lo spunto sulla F, quindi gli do il benvenuto nella categoria FM 35!

Se vi piacciono le stangone alte più di 1 metro e 80....

Ciambabiscotti


Partita per fare dei biscotti, al bivio per decidere se trasformare l'impasto in una ciambella tentenno e ora mi ritrovo con questi cosi in forno....
Mentre loro diventano qualcosa, mi ricordo che in realtà quello che mi piace è preparare ed impastare....i dolci non li mangio.

lunedì 9 novembre 2009

Dimmi chi corre accanto a me...

Andiamo a correre in centro dopo tanto tempo stasera, la rotta la fa Giovanni. Io seguo e mi adeguo, anche quando decide di arrampicarsi fino al duomo e ad ogni tornante ti sembra di essere arrivato, invece ce n’è sempre almeno un altro.
Dall’alto si vedono i ponti dei traghetti, pronti per partire.
Inizia a piovere e riprendiamo la via di casa.

E poi dal niente sbuca lui, corre, all’inizio, sentendolo alle spalle, sembra qualcuno che non vuole perdere l’autobus, ma poi si affianca e vedo che non è un semplice passante.
E’ vestito di tutto punto, sembra molto giovane, mi sorpassa e si affianca a Giovanni, mi chiedo se si accorgerà che non sono io.
Me ne sto dietro e aspetto che lui, l’altro, ci sorpassi del tutto, infondo si è presentano con un certo piglio, sembrava uno che va veloce; invece non lo fa.
Allora mi rifaccio sotto: su questo marciapiede c’è posto anche per me e poi ho lasciato a metà un discorso.

È come un’onda: faccio un passo e lui è davanti, ne faccio un altro e va a finire dietro.
Non proferisce parola, né ha reagito al gesto di saluto/benvenuto, l’unica cosa che fa è guardare in continuazione il crono.
Questo tira e molla dura per tutto il lungomare..poi lo perdiamo, attraversiamo la strada per ripararci sotto gli archi, lui non lo fa e all’improvviso, così com’era comparso, sparisce.

Concludiamo unanimi: inquietante.

Dopo 50 minuti ci fermiamo anche noi: fine del trail urbano.
Chissà dov’è finito l’altro….?

giovedì 5 novembre 2009

Scure nubi filosofiche


Periodo strano: un giorno le cose vanno bene e un giorno male.
Una domenica ti senti al top, poi arrivano due giorni di pioggia infinita e al terzo, quando esci e pensi che tutto dovrebbe essere facile e leggero, ti ritrovi a ciabattare con un paio di scarpe che non ti ricordavi così pesanti.
10 km da finire per forza perché a casa ci devi tornare.

Prendiamo le cose come vengono? Con leggerezza?

Ma poi in quella famosa “insostenibile leggerezza dell’essere” non c’è niente di leggero: convinti che ciò che capita una volta sola non ha importanza, perché è solo un episodio, quando pensiamo che noi stessi siamo “episodi” , ci cade addosso un macigno: inutile prepararci, perchè le cose, in modo casuale, si combinano per accadere, ma solo allora sono straordinarie proprio perché irripetibili.

“L’uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza aver mai provato.” M.K. (1984)

"Per esempio è un periodo che il pane mi si lievita benissimo....boh!"
C.B. (2009)

lunedì 2 novembre 2009

34° Giro dei gessi

Domenica si poteva andare a Smirra a correre quei soliti 10 km e mangiare la polenta al tartufo e vinbrulè, ma, i nostri motti sono “Non progammare” ed “Essere pronti al tutto e al niente” , quindi alle ore 20 di sabato sera, mentre pasteggio con una birra “rossa ma tendenzialmente amarognola fatta anche con farina di castagne”, parte un messaggio con destinazione Giovanni.

Questo il testo: “Sono a cena con due balordi, domani vado a correre a Cesena”
Risposta: “A che ora ci si vede?”
Il laconico appuntamento: “7”

Andiamo al 34° Giro dei gessi a Cesena: 15, 7 km, partenza dall’ippodromo di Cesena, terza trasferta fuori dalla regione per il 2009.

Appena arrivati, dopo 150 km di autostrada e di nausea per Giovanni, butto l’occhio in giro perché so che c’è anche il Mitico, lo scorgo, ci salutiamo e conosco anche Mercurio.
Tra l’iscriversi, cambiarsi e fare la coda al bagno, arriva l’ora di partire e ci facciamo spuntare.
Poco dopo si parte, ma le prime sensazioni, per me, non sono buone e sento le gambe molto rigide, ho freddo ai piedi e faccio fatica a stare dietro a Giovanni, anche se i ritmi sono ancora lenti.
Poco dopo, per fortuna arriva la prima salita, tutti vanno pianissimo, metto le ridotte e scalo i tornanti, le gambe si scaldano un po’ alla volta.
Ora bisogna vedere come mi sento appena la strada spiana un po’…..mmmhmm: si muovono meglio di quando sono partite.
Si sale e si scende, alla fine le salite impegnative sono due, ma non troppo lunghe, sono gestibili e mi servono anche per fare qualche sorpasso.

Alla fine dell’ultima salita inizia una lunga discesa, dove, a differenza del solito, le gambe vanno giù abbastanza sciolte, sbuchiamo in centro, le gambe ancora vanno e quindi vado anche io.
Ultimi tre chilometri vicino al fiume: punto due tipe poco davanti e riesco a passargli davanti , una curva a sinistra e si sente un forte odore di stalla….mi sa che manca poco all’ippodromo e all’arrivo.
Infatti eccolo: 1h21’37’’ e sono contenta.
Uscendo dall’ippodromo, con la marmellata in braccio, ci scappano quattro chiacchiere più rilassate con il Mitico e Mercurio, più una doverosa foto.

Consiglio per i podisti maschietti: se dovete attaccare bottone con la donzella al vostro fianco…non fatelo in salita, perché con il fiatone non si capisce quello che dite!

giovedì 29 ottobre 2009

Siamo una squadra di triathlon.

Ho avuto un’illuminazione stamattina!

Seguite il sottile ragionamento:
se Giovanni ha ricominciato ad andare in piscina e nuota…
se Fabio, per ora, non corre ma va in bici…
se io (Cristina) corro, non perché sia un fenomeno in questo, ma perché, delle tre possibilità, è quella in cui mi sento meno a disagio…
L’ovvia conclusione è che siamo una squadra di triathlon.
A questo aggiungo che esistono le gare a staffetta.

Però so che Giovanni non ha la muta, ma potrebbe farsela regalare, magari a Natale.
Fabio invece di bici ne ha da vendere, quindi lui è a posto.
Io ho addirittura la fascia elastica per attaccare l’eventuale pettorale in vita; non mi manca niente, a parte che corro senza metodo e senza alcuna programmazione, ma questa non è una novità.

Ora spero che arrivino presto le 18:30, per andare a fare la mia parte.

Mi sembra tutto chiaro, non fa una piega!

domenica 25 ottobre 2009

Cronaca di una fatica infinita

Mi chiedo cosa ci sia di sbagliato nel mio rapporto con la mezzamaratona di Falconara.
Oggi ha di nuovo vinto lei, mi ha messo al tappeto in 1h58’13’’, m’ha rifilato dieci minuti più dell’anno scorso, m’ha cacciato nelle retrovie, m’ha assetato, m’ha fatto sentire pesante, lenta e stanca….

La settimana dopo Serra De’ Conti è andata via veloce, con solo un paio di corse dopo il lavoro, ma così riesco addirittura a contenere un inizio di raffreddore, anche se mi resta in gola una tosse un po’ noiosa, passo un sabato sera assolutamente morigerato e immacolato, con il cambio dell’ora dormo anche un’ora di più…e allora perché oggi non riuscivo a correre?
Alla partenza c’è il sole e la temperatura è ottima, tanta gente intorno con cui correre, ma io sento solo il mio respiro affannoso, che non riesco a domare.

Al 5° km passo in 25’ e spiccioli, va bene, ma la fatica che faccio non è proporzionata alla velocità, al ristoro un doveroso saluto ai fans, ma ho una sete incredibile, starei lì a scolarmi tutte le bottiglie e inizio a pensare che sarà una lunga corsa.

Al 10° km ho un brutto pensiero: non ho voglia di fare il secondo giro, sono stanca e Giovanni capisce che è in arrivo una tempesta e che è meglio lasciarmi a macerare nel mio pantano, così alza i tacchi e se ne va prima di restare coinvolto.

Km 14: finalmente respiro normalmente, ma è solo perché ho rallentato tanto, mi sento addosso una gran fatica, cerco di pensare che ogni passo che faccio mi avvicino alla fine, ma questo non mi consola.

Km 19: è quasi finita, coraggio…

Km 21,097: era ora che finisse!

Ma Falconara stai attenta che ci vediamo l’anno prossimo e vediamo chi la spunta!!

martedì 20 ottobre 2009

27° marcialonga d'autunno

Ottobre 2009: Pantharun compie tre anni, siamo grandi ormai!

Anche quest’anno è arrivata l’ora di tornare alla mezza maratona di Falconara, ma con un percorso nuovo: una fonte autorevole che lascerò anonima (dico solo che era alla gara di Serra De’ Conti) mi parlava di due giri nella zona dell’aereoporto.

Ci vediamo tutti a Castelferretti domenica mattina e vediamo come va quest’anno…

"Nello stesso fiume scendiamo e non scendiamo… siamo e non siamo"

domenica 18 ottobre 2009

Ci sono luoghi dove piove sempre...



E’ incredibile ma pioveva anche oggi a Serra De’ Conti e mi chiedo come sia possibile che, in tre anni che ci vado, il meteo su quel cucuzzolo sia stato sempre così beffardamente costante.
Ma da tre anni, ogni volta mi diverto e mi prendo qualche piccola soddisfazione.
Nella speciale e non ufficiale, quanto irrilevante, classifica dell’equipaggio della macchina che stamattina, da Ancona, è partita per la 21 km di Serra De’ Conti , mi piazzo al primo posto lasciandomi alle spalle Giovanni ed il pericolosissimo “atleta dell’anno 2008 del Cral Angelini” (di cui abbiamo una foto mentre, in posa plastica, fa la doccia dopo la gara).

La verità è che in queste situazioni un po’ difficili, dove magari piove, dove niente è piatto, dove non ci sono chip e le misure si prendono a spanna, dove sembra che ci sia tutto da perdere, io ci sguazzo dentro come una papera nello stagno.
Me la sono goduta: le salite e i panorami che abbracciano le colline ricoperte da vigne e campi arati, i castelli con i campanili e le torri raccolti dentro le loro mura, il vento che strapazza le chiome degli alberi, la gente simpatica e dalla battuta facile.

Per 15 km ho corso in compagnia di Stefano (atletica Falconara), poi lui se n’è andato in progressione, io ho preso fiato prima dell’ultima salita, quella che ti porta all’arrivo, al ristoro, al caldo e al riparo sotto i portici, ma soprattutto alle premiazioni: quinta di categoria dopo 1h 52’30’’ di fatica!

venerdì 16 ottobre 2009

Corriamo a Serra De’ Conti

Orbene, domenica si da il caso che ci sia una mezza maratona più o meno a portata di mano e che, come al solito, mi sia scelleratamente iscritta.
Poi ho arruolato anche Giovanni.

Così domenica ci vediamo a Serra De’ Conti per questi 21 km che dovrebbero essere tutto tranne che piatti, a meno che non abbiano stravolto il percorso rispetto agli anni precedenti o che le colline intorno siano state livellate.
Per di più le corse in settimana sono state brevi e veloci: su e giù dai marciapiedi.



…quindi avanti all’arrembaggio e allo sbaraglio!!!

martedì 13 ottobre 2009

Cambi di stagione

Sempre più buio e più freddo, rimpiango il caldo e l’estate, l’attesa delle ferie e del non far niente se non correre e mangiare&bere.
Come un lampo è passato settembre e di ottobre se n’è andata quasi la metà.

E’ troppo tardi, per noi, per correre in pista di sera, quindi ce ne torniamo tranquilli da dove siamo venuti: dai marciapiedi, dove non si corre poi così male, basta saper improvvisare.
Nella foga dei racconti i minuti passano veloci e arriva l’ora di smettere perché poi va a finire troppo tardi e domani è un giorno uguale agli altri: driiiin!!!!

“…c'è sempre tempo per un'altra mano e per un sogno ancora intero. Prendila come viene, prendila come vuoi, non t'impicciare più della tua vita che non sono affari tuoi. Prendila come viene, prendila come va, stella stellina, stella cadente, stella, stella.”
F. De Gregori 1979 (o giù di lì)

lunedì 12 ottobre 2009

BY MOBILE
 
13,35 km per le langhe, vestita come l'ape Maia, sullo sfondo vedo la neve delle Alpi.
1h25'04''....come mi pesano le gambe!
Domani le vacanze sono finite...

giovedì 8 ottobre 2009

Per chi domenica può....


Per chi è in zona (io non dovrei esserci, ma non si sa mai) ecco una corsa interessante: una decina di chilometri tra le campagne, un percorso non piatto ma nemmeno troppo duro.
I singoli possono iscriversi la mattina stessa, fino a poco prima della partenza.

domenica 4 ottobre 2009

Ma tu qanto fai con un litro?

Io con un litro faccio quasi due: 13 km con 7 litri di verdicchio DOC ed il conto è presto fatto.

Ah… bei vecchi tempi in cui non c’era la patente a punti, nei primi anni novanta, quando eri figo se stavi sempre con la macchina dal benziaio a rimboccare il serbatoio e se “toccavi sotto” sempre, eccetto che in autostrada, quando l’ultima cosa che facevi a fine serata, quando già iniziava ad albeggiare, era mettere anche solo cinquemila lire per far salire la tacca del serbatoio quel poco che bastava per non far capire a tua madre che in una notte avevi girato almeno due provincie, quando…era tutta un’altra storia.

La storia di oggi è che mi sono svegliata poco prima delle 7, che Giovanni in extremis ha deciso di venire a correre anche lui, che abbiamo fatto colazione al bar, che alle 8 eravamo già sul posto, come da istruzioni sul volantino, convinti che si partiva alle 9, invece siamo pariti una mezz’ora dopo.

In questa storia ci facciamo quasi quattro chilometri abbastanza tranquilli tra salite e discese, lungo una bella ciclabile, sotto un sole caldo e gentile, gardando dall’alto il mare ed il golfo di Ancona.
Poi non so come m’è sembrata sempre una lunga salita, ricorderò per sempre i km 9 10 e 11: lunghi e ripidi, per tutto il tempo ho fissato le punte delle scarpe e l’asfalto che non scorreva sotto.
Poi gli ultimi due chilometri, meno duri, ma purtroppo con le gambe di legno che non ne volevano sapere di andare.

Alla fine concludo in 1h11’40’’, sono l’undicesima delle diciotto donne mi dicono all’arrivo, poi divento nona durante le premiazioni e torno a casa con una interessante scorta di verdicchio…

giovedì 1 ottobre 2009

Corri…corri che ti passa!
Grossa bugia…
Corri…corri che non ci pensi!
Altra bugia…
….pensieri pensieri pensieri….
…uff…uff..

Però si corre e qualcosa ne viene fuori.
Per esempio era da tanto tempo che non vedevo un 50’ preciso e tondo sui 10 km come è successo lunedi.
Si fa poco, ma tutti i giorni; anche oggi nonostante fossero quasi le 20 quando mi sono presentata alla pista di atletica e il solerte custode stesse già mulinando il mazzo di chiavi in mano.

Vedremo cosa combino domenica alla Monte-Marina-Monte: 13 km.