giovedì 26 giugno 2014
Pubblicato da Cristina alle 14:05
mercoledì 28 maggio 2014
L'evoluzione delle scarpe
Pubblicato da Cristina alle 10:28
Un paio vengono ormai diligenti in palestra, hanno mantenuto una certa forma, non stonano con l'ambiente.
Un colore forse fuori moda, lontano dai rosa e dai fosforescenti che incontri lì dentro, un turchese metallizzato che non diresti scelto apposta per la versione femminile (ma era il 2011, si vede che quella volta andava).
Poi ci sono quelle che stanno sempre a disposizione sul pavimento: quelle delle emergenze.
Sfatte, ormani entrano senza allentare i lacci. Da infilare al volo se in ritardo, se suona il postino, se devi correre dietro al cane che nel frattempo è uscito e cerca di mangiarselo il postino.
Per andare di corsa al supermercato, dieci minuti prima che chiuda, perchè stasera per cena t'è venuta voglia dell'unica cosa che non hai in frigo.
Poi ci sono quelle perennemente sporche, quelle da trail, che siccome ne fai uno ogni due mesi, se ti dimentichi di pulirle appena arrivi a casa, la volta dopo le ritrovi così, già vissute come se non facessero altro che vivere nel fango. Come è successo un paio di settimane fa, alla Primavera fabrianese: belle e fieramente infangate, come se avessero fatto chissà cosa.
In realtà solo 13 km di sentieri più che asciutti (perchè le forze e gli allenamenti del periodo non consentivano di più), il fango era quello di Tallacano.
Ovviamente ci sono quelle che corrono ufficialmente, quelle che sono andate a Porto Sant'Elpidio a mare, cavandosela anche abbastanza bene su quei quasi 10 chilometri.
Le stesse che però hanno patito e sudato fin troppo i 12 chilometri di Macerata, trascinandosi all'arrivo; ma che stanno già cercando qualcosa per il prossimo fine settimana.
Poi ci sono quelle che sono diventate "scarpe da mare-salvavivande"..
martedì 6 maggio 2014
Formaggi padelle salami e "mastelle"
Pubblicato da Cristina alle 23:22
Non è da disgnare nemmeno il tempo: 49'28''
Poi si arriva alle "mastelle", che sarebbero recipienti, buoni per tutto e per niente. Quello che in italiano chiameremmo tinozze.
Ci puoi fare il bucato a mano, ci puoi mettere il bucato quando è asciutto, ci puoi andare nell'orto e ci raccolgi la verdura, ce la puoi anche lavare quella stessa verdura...insomma ci metti le cose, qualunque cosa, basta che sia da lavare.
Quello che non cambierà mai, qualunque cosa ci si faccia, è la postura da "mastella": appoggiata al fianco, di lato e tenuta ferma con una mano sola.
Le "mastelle" sono arrivate dalla Camminata di Monsano e mia madre, da brava casalinga di professione ha molto apprezzato.
...sorvoliamo poi sui litri e litri di verdicchio che sto accumulando in cantina.
E il verdicchio non va fatto invecchiare troppo.
mercoledì 23 aprile 2014
Secondo trail a Tallacano
Pubblicato da Cristina alle 18:13
lunedì 14 aprile 2014
...scalando la perla dei monti..
Pubblicato da Cristina alle 11:58
giovedì 10 aprile 2014
Pubblicato da Cristina alle 13:31
mercoledì 2 aprile 2014
Pubblicato da Cristina alle 10:56
Il 49 è un po' grasso per la verità, specialmente se messo vicino ad un 10 leggermente rachitico (dice il Garmin).
Solo 2,50 euro d'iscrizione alla gara ma il conto presentato alla fine della Società Autostrade è di 8 euro.
Nell'abbondante sottobosco noncompetitivo si premiano i primi 3 uomini e le prime 3 donne, tutto il resto semplicemente "è arrivato dopo".
E' stato un bel percorso tra il Parco Miralfiore di Pesaro, piste ciclabili e argini del fiume.
Io ho sbuffato per tutto il tempo, sferragliando come una locomotiva...non sono stata un bello spettacolo.
Sono sempre in bilico tra il correre di più e il darmi il tempo di recuperare.
Quindi poche ambizioni chilometriche, mi tengo sulla decina. Ancora sto sulle mie, non m'interessa fare tutto. Per questo ho lasciato andare le scadenze delle iscrizioni alle solite corse, quelle fatte e rifatte tutti gli anni.
Però avrei un paio di idee per le prossime due domeniche, iniziando da Vivicittà e sperando di farcela per Tallacano....
martedì 25 marzo 2014
La corsa e l'arte dello spogliarello
Pubblicato da Cristina alle 16:50
venerdì 21 marzo 2014
Pubblicato da Cristina alle 11:16
Il rientro.
Grinze da tartaruga.
Polpacci scolpiti dallo sforzo.
Collo teso.
Per il ritorno abbina una maglia a mezze maniche color ciclamino alla canotta, ormai un po' lisa, della società.
Completa il tutto con pantaloni neri sopra il ginocchio, calzando scarpe sporche con inserti viola.
Per le prossime volte forse sarà meglio curare di più la combinazione dei colori.
Ma nonostante la solita assoluta mancanza di fotogenia ed uno strano sfarfallio da debuttante nello stomaco, non è andata male: 13,5 km d'inteso percorso collinare, con 300 scalini da sbrogliare al culmine della salita...il tutto in 1h 16' 41''.
Quello che le gambe non possono fare lo sa fare la testa, perchè il percorso è fin troppo familiare, finchè anche lei poi non scoppia a metà degli ultimi 100 metri di salita.
Lunedi solo un po' di mal di gambe.
Sono passati tre mesi.
Si ricomincia a gareggiare.
Domenica Jesi
lunedì 10 marzo 2014
Faccio i bagagli
Pubblicato da Cristina alle 11:15
lunedì 13 gennaio 2014
Pubblicato da Cristina alle 22:50
Siamo propositivi.
Prenotiamo la solita visita agonistica.
Iniziamo a pensare che, se anche sono passati 2 mesi dall'ultima, il fiato c'è, le gambe pure ed il piede....forse.
Mezz'ora di corsa decente, in compagnia. Birre comprese.
Le scarpe erano linde ed è bastato un mezzo giro per infangarle di nuovo.
Solito ribrezzo e brividi di freddo negli spolgiatoi...
Gli spogliatoi....ecco così mi mancherà quando smetterò definitivamente con la palestra: l'acqua calda.
"Ti vedo in forma UE'...
...LASCIA PERDERE...
tanto sei uguale... e dai sei sempre tu!!...
...UN PO' DI MENO... UN PO' DI PIU'!!!.."
V.S. 1985
lunedì 9 dicembre 2013
Cose che faccio...mentre non corro..
Pubblicato da Cristina alle 23:16
...lavo le scarpe in lavatrice...che almeno adesso ho pazienza di aspettare che si asciughino.
...mi faccio crescere le unghie dei piedi...e forse ci do pure una passata di smalto.
...faccio il cambio di stagione anche nel cassetto della corsa e magari butto via qualcosa.
...scopro che passo di categoria e che dal primo di gennaio sono una MF40.
...ascolto il piede, le sue dita. Lo aspetto.
...mi ambiento in palestra e prendo confidenza con la fauna del fitness: per ora mi muovo con disinvoltura in piscina. In settimana chiedo l'accesso alla sala pesi e sia chiaro che io voglio solo salire sul tapis roulant. Per l'area benessere e sauna non mi sento pronta...
martedì 26 novembre 2013
Pubblicato da Cristina alle 11:32
lunedì 18 novembre 2013
Piccole scosse bastarde e dolorose....
Pubblicato da Cristina alle 11:25
lunedì 28 ottobre 2013
Pubblicato da Cristina alle 14:21
martedì 22 ottobre 2013
Pubblicato da Cristina alle 23:00
mercoledì 9 ottobre 2013
21 dopo 21
Pubblicato da Cristina alle 13:31
Jesi....
Due ore d'acqua.
Un paio di bambini delle primarie calpestati per bene alla partenza. Mi scuso con le mamme se sono tornati malconci, ma nella bolgia non l'avevo visti e poi, francamente, sono loro che mi sono finiti sotto le suole delle scarpe.
Velocità varie.
Momenti di appisolamento sul 5'50''/km.
Attimi di follia sotto i 5'.
Treni su cui salto al sedicesimo a 5'15''
Ultimi due km di traffico e salita molto sofferti.
Il traguardo sguarnito alla fine perchè di stare sotto l'acqua non ne poteva più nessuno.
Scontata una settimana di raffreddore....niente corsa.
Ovviamente ci sono le condizioni per la successiva missione suicida: Ecotrail di Colle San Marco, giusto dopo sette giorni.
Colle San Marco...
Scopro che quest'anno s'è deciso di allungarlo a 21 km.
Tre ore di fango e fatica.
Segnali opachi persi nella nebbia.
Gente sparsa qua e la in mezzo ai boschi.
Mi vanto di chiudere la classifica, di essermi persa, di aver fatto pure qualche chilometro in più.....ma di essere arrivata per sentieri (niente scorciatoie sull'asfalto).
Il raffreddore è guarito, le gambe non si lamentano, a parte un po' di graffi...se le scarpe si asciugano, a fine mese si ritorna a correre sul Conero!
lunedì 23 settembre 2013
Come ti riducono 21 km
Pubblicato da Cristina alle 21:20
Parti che sei normale e arrivi che ciondoli come un gibbone.
21 chilometri e sembra che hai perso di botto 5 chili.
Tutta testa e poche gambe.
Si parte forte, poi si va più forte finchè non si salta per aria.
Entro il quinto chilometro si brucia tutto il carburante che serviva per farli tutti questi 21 km.
Niente di strano, lo so come va a finire, solo che ogni volta cerco di far scoppiare la bomba il più lontano possibile.
Ormai è una dura battaglia tra la cocciutaggine della testa e le gambe che dovrebbero fare il miracolo.
E così è andata anche a Senigallia: il lungormare nord è da sempre quello che preferisco, quello a sud mi resta indigesto. Quindi fino al porto tutto abbastanza bene anche se a fatica. Dalla Rotona sul mare ho iniziato a perdere colpi, metri e secondi.
Tutto il lungomare sud, sia all'andata che al ritorno, l'ho odiato con forza, l'ho sudato e maledetto centimetro dopo centimetro.
I cartelli con i chilometri non scorrono ma in compenso di gente ne passa avanti.
Un sorpasso per la verità lo faccio anche io, credo fosse uno zombie: sbandava, sudava e grugniva.
All'arrivo 1h 54'23''...una gran fatica, ma che almeno è durata 3 minuti in meno di domenica scorsa.
Adesso la testa è già a Jesi...le gambe non so...
martedì 17 settembre 2013
Pubblicato da Cristina alle 22:05
Una fine glorisoa sarebbe stata arrancare fino al traguardo, dopo essere stata ferita di striscio da qualche cacciatore che, poteva benissimo avermi scambiato per una fagiana.
Arrivare mezza storta, piegata sul fianco, con una gamba impallinata. Niente di serio. Giusto un po' di rosso per impressionare i presenti.
Una fine dignitosa sarebbe stata arrivare con i crampi o le vesciche, in una domenica torrida dove avrebbe sudato pure un Keniano. Con i piedi martoriati ed i polpacci imbizzarriti.
Una fine sfortunata sarebbe stata arrivare dopo 3 ore, per aver sbagliato strada e per questo aver aspettato quasi 20 minuti al passaggio a livello chiuso. Disperando di trovare ancora un traguardo da passare.
Una fine accettabile sarebbe stata arrivare mostrando una disgnitosa sofferenza, mantenendo una velocità modesta, ma con un gesto atletico guardabile, senza ciabattare, senza mugugnare e dando l'impressione di avere comunque il controllo delle proprie leve.
Ma se la partenza è sparata, la compagnia un po' allegra, il percorso non troppo stimolante, se d'estate hai bighellonato e se al massimo hai fatto 13 km ma non ti ricordi nemmeno quando...allora la fine è inevitabile.
Al dodicesimo chilometro buio totale e, dall'allegro-andante-con brio, si passa all'imprecante-lento-con vena di tristezza.
Con mestizia annuncio un tempone di 1 h 57' 28'' alla mezza maratona di Portorecanati.
In mia difesa aggiungo solo che, nell'anno in cui ero in assoluto più impreparata, hanno decioso di allungarla un pelo...giusto quello che serviva per farne una mezza precisa.
Quest'anno quei soliti 700 metri in meno mi sarebbero stati di vero conforto.
giovedì 12 settembre 2013
Pubblicato da Cristina alle 08:15
M'è sparito un post.
L'avrò cancellato. Non so..
Aveva una bella foto delle montagne delle Grotte di Frasassi.
Narrava la grande impresa di quei 12 km corsi a 4'47''/km di media.
Del solito salame.
Di altre solite cose che non ricordo..
Annunciava la partecipazione al trofeo 5 torri di Osimo.
E ad Osimo ci sono andata.
Il percorso me lo ricordavo diverso, giusto quel che basta per fare una partenza spavalda e scriteriata, senza freni.
Convinzioni di chi corre e ricorre quasi sempre negli stessi posti.
Invece, la dolce discesa degli anni scorsi, quest'anno ce l'anno riproposta come lunga e noiosa salita.
Bello il bosco, il giardino della villa, ottima la compagnia...ma non finiva più.
La ripida salita degli anni passati ora è una discesa, ma troppo breve per recuperare e allora mi ritrovo di nuovo sull'asfalto troppo presto, ancora in affanno e con davanti gli ultimi 2 km che devono risalire in piazza.
Ci guardo al crono ogni tanto, per capire come va, ma lo sguardo si perde in mezzo ai numeri e di fare conti non se ne parla.
E poi qui c'è questa "galanteria" di far partire le donne 100 metri avanti agli uomini, quindi non posso fidarmi troppo dei cartelli.
La cruda verità è che non mi trovo troppo a mio agio con le tabelline del 7 e dell'8 e, in una gara di 10 chilometri, questi sono i numeri che mi servono per tirare le somme e capire come se vale la pena resistere o se ormai non c'è più modo di recuperare.
Nel dubbio però le due tipe davanti a me in salita le supero. Che lasciare qualcuno dietro è sempre una buona strategia, se la matematica non t'assiste.
Mi ritrovo a metà classifica e per effetti cabalistici di classifica eccomi sul palco: una pianta e baci e abbracci con politicame vario.
Premiata per l'ultimo posto della mia categoria, quella delle donne giovani...ma io sono la più vecchia di sicuro.
Adesso domenica...un suicidio la 21 km a Portorecanati?


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