domenica 25 luglio 2010

Millepiedi a Cingoli


Sono un po' in arretrato con i racconti, ma, se le chiacciere stanno a zero, almeno si corre e ognuno a suo modo arriva al traguardo.
All' Ecotrail del Sasso Simone e Simoncello siamo andati, ci siamo divertiti, abbiamo corso minacciati da un nuvolone nero che per fortuna il vento ha spazzato via. Mi sono goduta il panorama, i pratoni dove lasciar andare le gambe e ho cercato di affrontare dignitosamente le discese piene di sassi.


Poi è cominciata una settimana fitta, con poco tempo per dormire, figurarsi per correre, ma in qualche maniera sono arrivata in fondo e, nonostante un sabato sera finito alle quattro di mattina, oggi ero a Cingoli, dopo aver dormito poco più di due ore.

Per motivi che devo capire, quest'anno la gara femminile era di soli 5 km, fatto sta che ringraziando il dio corridore per la grazia ricevuta, viste le mie condizioni, parto per correre in apnea e terminare il prima possibile questi 5 km che per la verità assomigliavano più ad un 6 km.

Sopravvissuta, con un salame sotto il braccio e una medaglia al collo, ho atteso e fotografato l'arrivo a mani alzate di Giovanni.

martedì 13 luglio 2010

Dal mare al monte

Direttamente dal mare al bosco..
Dal costume alle Mizuno..
Dall’olio protezione zero al sudore della corsa..
Dalla spiaggia al monte…


tutto nella stessa giornata…
…non c’è niente da fare: il Monte Conero è unico.

In un tardo sabato pomeriggio assolato ho fatto da guida a Giovanni, l’ho portato sui sentieri che ricordavo di aver percorso alla gara di una settimana fa, nonostante il rischio di perdersi fosse altissimo, così come quello di sbattere con qualche biker in assetto da guerra.
Il monte Conero è sempre lì che aspetta, peccato che qui in settimana si lavora sempre fino a tardi e bisogna accontentarsi della salita artificiale intorno alla pista di atletica.


Per domenica ci aspetta un altro monte: Montecopiolo.

lunedì 5 luglio 2010

Sole, mare e corse..


Anche questo caldo fine settimana se n'è andato, tra una corsa e una nuotata. Un fine settimana pieno di cose e persone, un fine settimana che è volato e la sveglia del lunedi mattina ha suonato troppo presto.

Sabato io ho corso il 2° Trofeo Monte Conero, venendo direttamente dalla spiaggia: mi sono presentata alle iscrizioni con le ciabatte ed il costume, con i capelli ancora zuppi di acqua salata, il viso arrossato dalla lunga giornata passata sotto il sole.
Tolte le infradito, infilati calzini e scarpe, era già ora di partire: il percorso è stato leggermente modificato rispetto a quello studiato l'anno scorso da Fabio, con una salita in più, ma è bastato lo spettacolo che si apriva a metà del percorso, ai Pian di Raggetti, per compensare la fatica ed il sudore. Usciti dal bosco e dalla penombra gli occhi vengono investiti da un panorama che, avrò visto migliaia di volta, ma che ogni volta mi incanta: il profilo verde del monte, il mare e la linea della costa che scende a sud, lontano dai rumori dall'alto del piano, sembra di guardare una cartolina e tutto intorno è silenzio.
Attraversato il prato ci si ributta nel bosco, che invece è vivo, perchè le foglie scricchiolano sotto le scarpe, ogni tanto rotola qualche sasso e gli animali si fanno sentire, ma non vedere...

Chiusa la parentesi bucolica, ecco la dura realtà podistica: 7 km in 51'33'', con i miei soliti problemi a lasciar andare le gambe in discesa, specialmente sui sentieri ed il fondo sconnesso.

Giovanni invece si è buttato (nel senso letterale del termine) nella massa dei partecipanti alla nuotata di Mezzavalle e mi pare che se la sia cavata...

giovedì 1 luglio 2010

Sono...


...incasinata
...oberata
...affaticata
...quasi alcolizzata
...assonnata
......

...ma comunque iscritta alla Corsa nel parco del Conero di sabato sera.

...che fatica!!

"La vita dura è una gran fregatura.."
P.Pelù 1990

martedì 29 giugno 2010

Corse, cose varie e fine settimana...

Ricevaimo e molto volentieri "forwardiamo" un po' di cose che si potrebbero fare questo fine settimana...in rigoroso ordine cronologico.












lunedì 28 giugno 2010

Solo una giornata storta...

Quelle giornate storte…che iniziano storte e non si raddrizzano, da cui non può venire niente di buono, quelle che devono solo passare senza prendersela troppo.
Il bancomat non voleva dare i soldi a Giovanni, la colonnina del casello dell’A14 non voleva darmi il biglietto per il pedaggio, il giudice Fidal non voleva dare i pettorali a tutti quelli che si iscrivevano prima della partenza, ma non ho capito perché (ma almeno questa rogna io e Giovanni l’abbiamo evitata perché avevo mandato un fax per anticipare l’iscrizione), siamo arrivati 10 minuti dopo che avevano chiuso la strada dove volevamo parcheggiare, allo start non so cosa ho combinato con l’orologio e al sesto km mi sono accorta che era partita una specie di conto alla rovescia per cui l’ho fermato, sono partita troppo forte perché ero troppo dietro e l’ho pagata tutta.

Le gambe erano pesanti, la testa era stanca, sentivo le guance in fiamme e il resto del corpo freddo, non trovavo conforto nella discesa, né nell’acqua ai ristori, né nel conoscere il percorso, né tanto meno nei compagni di corsa…

All’arrivo non ho chiesto il tempo a nessuno, ho saltato il ristoro, ho trovato Giovanni per andare in macchina a cambiarmi e per tornare su per godermi le premiazioni degli altri mangiando piadina e bevendo birra..

Perché, anche se ho avuto una serata storta, la Caccia alla rana è comunque una gara bellissima e le serate no prima o poi capitano, ma passano.
Guardiamo oltre, alla prossima…

venerdì 25 giugno 2010

30° Caccia alla rana

Ma dopo trenta edizioni di caccia....quante rane vuoi che siano rimaste a Barchi?
Sabato sera allora, come al solito, ci si vede al cimitero nel tardo pomeriggio, dopo aver riposato e meditato al mare sulla strategia di gara.

Giovanni come al solito arriverà rosso-gamberetto, dopo una mattinata sotto il sole e su una sdraio; io avrò già sgranchito le gambe e sudato sulla salita della spiaggia di Mezzavalle.
Si guida fino a Barchi, si cazzeggia in giro, si saluta un po' di gente, ci si prepara con calma, si guardano le gare dei bambini....ecc...e la serata finisce con una birra e una piadina!

Nel mezzo ovviamente la corsa...ma quella non so come andrà...

martedì 22 giugno 2010

Confesso...non è stato merito mio...ma non ne ho colpa..

Eppure un po’ me ne vergogno, ma con lo stesso spirito e la stessa onestà con cui ho confessato di averci anche messo due ore a portare a casa una mezzamaratona strapiatta, dirò con semplicità come è andata la corsa di domenica.

Sono arrivata quarta…
…ma c’erano solo sette donne..
Il tempo impegato è lo stesso dell’anno scorso (2h 10’)…
…ma quest’anno non pioveva, anche se c’era un gran vento.
Non ho fatto grandi sorpassi…
…anzi ho perso la terza posizione più o meno al sesto km senza far niente per riacciuffarla.
…ma ho difeso la quarta posizione, controllando una tipa che si avvicinava in discesa, allontandola per sempre all’ultimo km che, purtoppo per lei, era in salita.
Ho camminato in discesa…
…ma ho corso quasi tutte le salite (a parte quelle troppo verticali).
Mi sono scansata per far passare quelli dietro che scalpitavano..
..sono affondata nell’erba alta fuori dal sentiero per sorpassare.
Ho aspettato ad ogni ristoro per finire il mio bicchiere d’acqua e buttarlo nel cassonetto.

Sono arrivata contenta e che mi portavo a casa la coppa con un pezzo di guanciale, l’ho saputo mentre cercavo di vedere il fondo del piatto di riso gigante che stentavo a finire…ci voleva un altro bicchiere di vino.

La corsa è meravigliosa: si corre su prati pieni di fiori, su stradoni ciotolosi, lungo stretti sentieri che cingono la montagna in bilico sullo strapiombo sotto cui si apre la piana di Castelluccio (quella delle lenticchie), su tappeti di foglie stesi sotto gallerie di alberi, si passa di fianco a greggi di pecore e arcigni cani pastore.

In mezzo al vento, ai panorami che si aprono appena si guadagna la fine di una salita, nella solitudine del respiro affannato della corsa…ti aspetti che ti compaia la Sibilla che abita da secoli questi posti…

domenica 20 giugno 2010

AH...come lo fa l'alpino..

...il risotto con i fagioli, le salsicce e il vino...

martedì 15 giugno 2010

..e adesso un po' di trail..



L’intenzione c’è, la voglia pure, i compagni di viaggio forse, le gambe non pervenute….ma cercheremo di far pace con le montagne, correndo per come sarà possibile da Rifugio a Rifugio sul Monte Vettore..

Alpini…contate pure me per il pranzo!!

giovedì 10 giugno 2010

Stracassero 2010





Erano solo 12 km, ma molto carini e ben fatti, un’organizzazione molto cheap&friendly, in cambio di 3 miseri euro abbiamo avuto tutto e di più: iscrizione online, un servizio navetta gentilissimo, anche solo per fare un chilometro dal parcheggio alla zona partenza, volendo credo che avremmo potuto anche usare gli spogliatoi del campo da calcio, ristori abbondanti lungo il percorso, più uno finale in cui ho mangiato anche io perché c’erano tanta frutta e molti panini con la mortadella (non mi piacciono le cose dolci tipo pane e Nutella o marmellata), un bel barattolone di miele per tutti gli iscritti che ho regalato, un servizio fotografico nonostante la mia assoluta mancanza di fotogenia....

Un bel percorso, libero dal traffico, ogni incrocio presidiato da volontari o carabinieri, in mezzo alle colline, con un bel sole a scaldare la faccia…dopo l’umidità della Cortina-Dobbiaco era quello che ci voleva per asciugare per bene le scarpe.

Peccato che io fossi convinta che Castelraimondo, dove appunto si correva la Stracassero, fosse talmente a sud, da fare una trentina di km di autostrada, più altrettanti di tornanti, totalmente inutili.
Ma non contenta di aver sballotato Giovanni per tutto questo tempo in più in macchina, l'ho fatto stare per più di un'ora in piedi sotto il sole, in mezzo alla piazza del paese, con il suo barattolo di miele in mano che lentamente è diventato liquido, a "godersi" tutto il lunghissimo rituale delle premiazioni: prima tutte le classi della scuola dell'obbligo di Castelraimondo, poi tutte le società più numerose, poi le prime cinque donne, poi i primi cinque uomini, con relativa intervista, poi tutte le categorie a partire da quelle maschili....

Tutto questo perchè alla fine avevo rimediato l'ultimo posto disponibile per salire sul palco ed essere premiata nella mia categoria, nonostante che per fare 12 km abbia impiegato 1h 01'53''.
Insomma sono la solita esibizionista...



martedì 1 giugno 2010

Le mie scarpe non saranno più come prima


Pioveva quando siamo arrivati a Dobbiaco.

Pioveva mentre non trovavamo l’albergo, pur avendoci parcheggiato davanti.

Pioveva metre mi bevevo la prima birra, dopo aver ritirato il pettorale.

Pioveva quando alle tre di notte mi sono svegliata per fare pipì e ho guardato fuori dalla finestra.

Pioveva…

Quindi perché non sarebbe dovuto piovere per tutti i trenta chilometri della gara??


E così è andata: trenta chilometri di pozzanghere e fango, con la visiera del cappello che gocciolava ad ogni passo, con le mie povere, stupende, Mizuno turchesi imbrattate e sfigurate dallo sporco.

Sono partita convinta delle maniche corte e degli shorts: se devo prendere tre ore d'acqua meno cose ho addosso e meglio sto.
La partenza quest'anno è molto lenta, più dell'anno scorso, impossibile passare e andare con il proprio passo, se, come noi, sei materiale da terza gabbia, ci sono quasi 3600 persone e non si fa fatica a crederlo, visto che il sentiero è sempre pieno.
Il terreno, dove non c'è la pietraia, è impastato per bene, sembra di correre sulla colla, cerco di non cadere nelle pozzanghere, ma dopo un po' di chilometri ci rinuncio e fisso le mie povere scarpe sporche.

Arriva la discesa, ho perso per strada tutti i compagni di corsa: troppo traffico, ognuno deve cavarsela come meglio può. Ricordo perfettamente la brutta sensazione delle gambe dure e in sciopero dell'anno scorso, ora sono nello stesso punto ma mi sembra che le cose vadano meglio, lo vedo dai sorpassi, inizio a visualizzare la strada che mi manca.

Al penultimo chilometro un timido raggio di sole, poi gli ultimi metri e gocciolando da tutte le parti arrivo: 2 h 54' 52'' e, siccome mi sento che sono stata brava, per premio tre birre medie: una per ogni 10 chilometri.

venerdì 28 maggio 2010

Allora domani si parte per la montagna


…che poi a me la montagna neanche mi piace.
L’unico tentativo di settimana bianca fatto in vita mia si è risolto con quattro giorni (viaggio compreso) di freddo e patimenti: a mio agio come un gatto in un canile.
Ci sono state solo due brevi parentesi felici: a vent’anni in campeggio, d’estate, in dieci in una tenda della protezione civile, rimasta “per caso” in possesso di un ex sfollato del terremoto di Ancona del ’72.
Poi due brevi week end a luglio passati a bere birra e prendere il sole con le chiappe su un triste ghiacciaio perenne un po’ sciolto.

Allora perché tornare alla Cortina-Dobbiaco di nuovo anche quest’anno?

Semplice: la corsa e al birra alla fine della corsa.
L’anno scorso siamo dovuti rimontare veloci in macchina e tornare subito ad Ancona; quest’anno ripartiamo lunedì mattina, potrò pure con calma godermi una bella birra gigante e fredda dopo 30 km?!? O no??

martedì 25 maggio 2010

Fa veramente schifo.


Un retrogusto, neanche troppo celato, di fieno, con un ritorno vagamente dolciastro alla fine della lattina, frizzante come una crema al whysky, scialba come la bottiglia di spumante rimasta aperta e finita di bere il primo di gennaio...
Insomma una scelta affrettata al discount e, a conclusione di una giornata faticosa, mi ritrovo con una pessima birra ANALCOLICA, il cui unico pregio credo sia quello di essere fresca...

La finisco, come tutte le birre che ho iniziato in vita mia...ma mi ci voleva qualcosa di meglio stasera.

Una mezz'ora di corsa stasera, non perchè serva a qualcosa per domenica, ma solo perchè c'è il sole e fa finalmente caldo, ma soprattutto perchè è bene ricordarsi che "Fatti non foste a viver come bruti..."

Peccato per questo schifo di birra...

lunedì 24 maggio 2010

Mezza maratona abbondante



Da bravi perversi e sadici ci siamo rifatti la mezza maratona di Castelfidardo, che in sé non ha niente che non va, a parte il fatto che stranamente capita sempre che sia caldo, che a Giovanni gli inizia la sua solita allergia e che quegli ultimi due chilometri di salita non si sa mai come prenderli: o cerchi di darti una mossa prima, perché tanto poi su si va piano, o cerchi di tenerti un po’ di energie per affrontarla meno peggio, anche se sarà sempre dura.

A tutto questo abbiamo attaccato un’appendice personale di altri 6 km, prima di partire, pensando ai trenta della Cortina-Dobbiaco di domenica prossima.
Poi giusto il tempo di cambiarsi la maglia sudata, bere un sorso d’acqua, attaccare il pettorale e alle 9 precise siamo partiti: ci si rivede alla fine.

Fino al 10 km me la sono cavata come al solito: 53’, conosco il percorso, questa è la parte che preferisco, ci sono lunghi tratti in mezzo ai campi, intorno c’è gente che ha ancora fiato per parlare.
Bevo con calma ad ogni ristoro e ogni anno apprezzo che qui puoi anche essere l’ultimo degli ultimi, quello che se la gioca con l’ambulanza, eppure quando arrivi al ristoro ci sono decine e decine di bicchierini pieni di tè e acqua ad aspettarti.

Al 15° km un brutto pensiero: ma io di chilometri ne ho già fatti. A questo segue un momento di sconforto e di mesta previsione di quanto sarà indigesto tutto quell’asfalto che ancora manca.
Infatti, tra il percorso che non aiuta, le macchine, il sole che picchia in testa, inizio a sentirmi veramente stanca, ma la voglia di arrivare non si trasforma in energia per le gambe.

La salita: quest’anno mi è sembrata più lunga del solito.
Poi finalmente arrivo, recupero a pelle di leone in mezzo al campo, sull’erba tagliata e calda e segno un nuovo record negativo sulla mezza maratona: 2 h 06’…

Ma siamo sicuri che quei 6 km non avremmo potuto farli dopo??
….non credo.

giovedì 20 maggio 2010

Stadi di sofferenza.


Dopo quelle sui 1000 m, ecco il secondo stadio di sofferenza: ripetute sui 2000 m, in un mercoledi svogliato, senza riscaldamneto perchè sono in ritardo, senza un degno recupero perchè Giovanni ogni volta arriva un minuto abbondante prima di me e almeno a partire insieme ci proviamo.

Pensavo peggio, anche se all'ultima, mentre Giovanni la tira al massimo, io come sempre collasso.

E il programmino per la Cortina-Dobbiaco??? La prima settimana non ho perso un colpo, alla grande, ogni casella un centro...poi è arrivata l'anarchia.

Quindi, forse per metterci una pezza, domenica altra mezza maratona: Castelfidardo e con questa si affronta un livello di sofferenza ulteriore.

lunedì 17 maggio 2010

Bilancio settimana 19

Doveva essere una settimana piena di km (che tradotto per me significa arrivare intorno ai 50), invece alla fine sono riuscito a farne appena 28. Per fortuna che non piove anche in piscina, per cui un paio d'ore di nuoto sono riuscito a farle.

Anche ieri, non appena uscito il sole, io e Cristina ci siamo buttati sul tracciato della Conero Running, per fare un lungo oltre i 20km, ma non siamo andati oltre i 21.

Per arrivare al totale di 28 devo metterci anche i km fatti sul tapis-roulant in palestra, dove tentavo di far le ripetute di 2km. All'inizio della terza ripetuta si è "fulminato", davvero! si è spento tutto il display, mentre il nastro procedeva a scatti di pochi centimetri. Un segno chiaro!

lunedì 10 maggio 2010

Quando serve un amico....


Un amico di lunga data, uno di quelli di cui si può dire che lo conosco veramente da trent'anni, uno di quelli che frequento quasi sempre con un bicchiere di birra in mano, uno di quelli che il numero di telefono non ho bisogno di cercarlo in rubrica perchè lo so a memoria.
Ecco, con questo amico, ogni tanto si corre anche insieme, non spesso per la verità.
Sabato pomeriggio, davanti ad un tavolo apparecchiato con birre medie, Campari&vino, prosecchi e simili, mentre si parlava tra amici esce fuori che io e Giovanni avremmo corso la ConeroRunning: a due passi da casa, pianeggiante, insomma un buon modo per iniziare una domenica mattina.

Il sopraccitato amico ha anche casualmente comprato proprio quella mattina un paio di scarpe nuove per correre, quale migliore occasione?
Va bene arruoliamo anche lui, la mattina dopo lo carico in macchina e si va.
Per me è una bella giornata: il mare è una tavola, c’è un po’ di brezza ristoratrice, nemmeno una nuvola, il lungomare di Numana è in fermento, non passa una macchina e tutti aspettano di vedere com’è questa ConeroRunning.

L’amico è privo di qualunque tessera e, credo, di qualunque certificato medico, ovviamente nessuno dei volontari lo vuole iscrivere: dopo un po’ di questua raggiunge un compromesso e rimedia un pettorale non-agonistico.

Alla partenza Giovanni fugge perché ha fretta, io e il podista-suicida corriamo insieme. Il primo tratto del lungomare scorre bene, a parte un piccolo contrattempo al rifornimento, poi si imbocca un lungo rettilineo in mezzo alla campagna che porta diritto sotto la cupola del santuario di Loreto; guardando davanti si vede solo lo sciame dei podisti colorati che hanno completamente invaso la strada.
L’amico è una bomba innescata, ma, purtroppo per lui, la miccia non è lunga abbastanza per 21 km, infatti al dodicesimo arriva il blocco totale delle ginocchia e deve camminare, la situazione non è bella, siamo nel punto più lontano dal traguardo, in mezzo al niente….

Io da brava amica…..tiro diritto, senza voltarmi gli dico di bere ai ristori, punto al traguardo e al pastaparty. Non mi volto nemmeno una volta per vedere se ha ripreso a correre.
D’altra parte anche io ho avuto il mio momento nero: al decimo chilometro una fitta insopportabile al fianco destro, non riuscivo a respirare né tanto meno a correre, mi sono dovuta fermare un po’ a camminare fino al ristoro. E’ possibile che al fegato vengano i crampi??…perché la sensazione è quella.
Improvviso come era arrivato, dopo alcuni minuti il dolore se n’è andato e sono tornata a correre più o meno come prima.

Arrivo in 1h56'45'' (stop compreso).

L'amico arriverà molto dopo e parecchio provato: io non l'ho nemmeno aspettato all'arrivo, ero a mangiare un ottimo piatto di ciavattoni al pesce....credo che andrò all'inferno.

giovedì 6 maggio 2010

Toni di grigio....

Un pomeriggio allagato, pare che non ci sia più nessuna speranza. L'idea era, seguendo una frettolosa tabella inventata da Giovanni per lui, di vedersi al campo di atletica per le solite indigeste ripetute.

Ad intervalli di 15 minuti il tempo cambia di continuo: sole cocente, cielo apocalittico, ghiaccio distruttore (macchina salvata per un pelo), di nuovo sole, poi un muro d'acqua....

La borsa attende istruzioni e io guardo dalla finestra dell'ufficio: fino alle 18 il tempo può fare quello che vuole, tanto devo lavorare.
Poi arriva il momento di decidere cosa fare: cielo pesante, con innesti di sole...forse regge...allora si va.

Arriva un sms: "Sono incastrato al lavoro".
Vado da sola ed ovviamente è anarchia assoluta: un po' corro nell'anello esterno cercando di capire quanto è lungo, nel dubbio faccio due giri e mezzo, poi incontro Franco, Atletica Falconara, reduce dalla ColleMarathon, temporeggio correndo con lui.
Poi lui si ferma, io mi invento altre tre ripetute, di cui due negli anelli interni, dove ho qualche riferimento più preciso, poi, con leggerezza me ne vado sotto la doccia, perché ricomincia a piovere.

Per la ConeroRunning di domenica avevo un bel progetto: correre e finirla, cercando di non soffrire troppo e poi relax totale in spiaggia. Addirittura speravo in un tuffo appena passata la linea del traguardo, che tanto il mare è lì a pochi metri...
Temo che i programmi debbano essere un po' rivisti....

lunedì 3 maggio 2010

Chiaravalle...fatta. Ora ConeroRunning

Primo maggio: un sole meraviglioso, un gran caldo, una giornata perfetta per correre 10 km quasi tutti in campagna.
La corsa organizzata dall’Avis di Chiaravalle ha solo due momenti critici: la partenza e il ritiro del salame alla fine; alla partenza perché si inciampa tra gli ottoni della banda che da lo start, tra le signore della passeggiata di quattro chilometri che partono con passo spedito e sbracciando in gruppi compatti di tre-quattro.
Poi le stesse signore te le ritrovi, feroci, in coda, per prendere il salame del premio di partecipazione.

Nel mezzo c’è il piacere di correre tra i campi e su strade bianche che riflettono tutta la luce della giornata.

Io con le mie nuove e scarpe scintillanti siamo partite un po’ veloci, forti di sei misere ripetute fatte qualche giorno prima a 4’40’’/km, poi, poco dopo la metà il fegato ha cominciato a dare segni di insofferenza e abbiamo dovuto rallentare.
All’arrivo rivedo sul crono lo stesso tempo dell’edizione precedente: 52’…a modo mio sono una garanzia!!

Ora attendo la ConeroRunning di domenica ed il secondo tentativo di bagno al mare: sabato sono riuscita a mettere in acqua solo un piede…