mercoledì 22 luglio 2009

intanto Massimò...

2° IAU WORLD TRAIL CHALLENGE a Serre Chevalier

12 luglio 2009, una data, per gli amanti e i praticanti dell’ Ultra Trail, da ricordare, da incorniciare, della serie “fortunato chi c’ era”, e io, come disse il principe de Curtis, ”…fortunato lo nacqui”.

Non tanto, sensu lato, per la vita, perché non ho mai vinto niente – anche perché non ho mai giocato a niente – ma perché, quel 12 luglio, c’ero! Con gli occhi, le orecchie, la passione; ma anche con il sudore, la fatica e l’ impegno perché, magari a qualche ora dai campioni, ma anch’ io, quelle montagne e quei personaggi me li sono gustati, prima e dopo.

Qui lasciamo ad altri, più competenti e preparati, le analisi tecniche e personali sui vari campioni presenti, sulla loro forma attuale, le loro aspettative e performances, passate e future, cercando di cogliere quegli aspetti umani, di colore, di socialità, che più potrebbero interessare il medio appassionato, poco catturato dall’ agonismo di specie.

Una delle cose che stupiscono, cercando la zona partenza ed immaginando, come in altri casi, di trovare un paese chiamato Serre Chevalier, si è sconcertati dal fatto che tale paese non esiste, o meglio, è un continuum di frazioni, a partire da Briancon e su per la Routes des Alpes, verso il colle del Lautaret e del Galibiér, che appartengono al grande comprensorio di Serre Chevalier, ma hanno nomi propri come Valdoise, a quota 1.300, Chantemerle a 1.400 e Les Monétier Les Bains a quota 1.500 che è la nostra destinazione, ma che non è ancora finita lì…perché di questo piccolo agglomerato di baite sulla N.91, la nostra meta sarà solo il piccolo nucleo di Prè Chabert!

Grandi spazi, ed anche espressamente per tende e camper, perché i Francesi, a questo stupendo e libero modo di approccio alla vita, tengono grandemente e con cura; vicino c’ è un torrente impetuoso e grigio, figlio dei ghiacciai soprastanti della Meije e del parco degli Ecrins, molto poetico al primo vedere, ma decisamente “rompi” le notti successive…dato che lui scende sempre e….fragorosamente, e non è messo lì dall’ Azienda di Soggiorno locale che poi, finite le feste, ne provvede a chiudere i rubinetti. Una bellissima struttura in legno, tipo palazzetto dello sport, detta Salle de Dome; la partenza di una frequentata seggiovia, che, immaginiamo lo sarà molto di più con la neve; enormi strutture in tensioattivo, montate in un giorno, per accogliere pasta-party, balli paesani, convegni, sfilate, e l’ immancabile palco per le premiazioni; stands in ogni dove di merce a noi appetibile, una accoglienza a dir poco faraonica – anche in contrasto con la spartana atmosfera paesana del Tour de la Vanoise di una settimana prima – con addirittura due sezioni divise per il ritiro pettorali: al proposito spero non vi capiti quanto successo a noi che, per inesperienza, siamo andati a ritirare il dossard, anziché presso il settore Trail des Cerces, insomma quello dei poveracci, presso lo stand IAU! Lo sguardo di sufficienza della…dame dagli occhiali tartarugati ci ha fatto sentire così visivamente anziani e obsoleti (ad acuire la inadeguatezza, la presenza, in fila dietro di noi, di un certo Ben Nephew, dagli States, anche se poi è stato ben regolato dal nostro grande Olmo…)!!!

Non abbiamo avuto il tempo di soffrire troppo di tale gaffe, perché fuori, al sole, stavano già sfilando, con le bandiere e le divise colorate, le varie nazionali partecipanti al World Challenge: Austria, Germania, Ungheria, Grecia (il loro unico atleta è arrivato solo un’ ora davanti a noi..) Inghilterra, Irlanda, Francia, Australia, Stati Uniti, Corea del Sud(sic!), Giappone, Nepal ( Daichiri and Co..), insomma un mare di colori, di volti, di atleti, grandi e meno; ma quando il tricolore è arrivato, non abbiamo potuto fare a meno di romperci, per gli applausi, le croste delle ferite alle mani riportate nella caduta della settimana prima alla Vanoise…è il caso di dire che anche noi abbiamo versato sangue per la causa??? Volti troppo noti come Marco Olmo, Virginia Oliveira e consorte (Pablo solo in veste di supporter fino alla completa guarigione, che gli auguriamo di cuore perché è un grande atleta) Cecilia Mora, che abbiamo meglio conosciuto dopo la sublime performance, l’ amico Enrico Vedilei e…udite, udite, un certo Franco Zanotti di cui va raccontato un episodio al riguardo occorso anni addietro: maggio 2004, paese di Collelongo, sulle montagne della Marsica, dove si svolge una delle più belle Ecomaratone italiane; è il sabato pomeriggio e non siamo ancora molti al ritiro pettorali; ci avvicina un timido ragazzo dalla parlata “nordica” che, con gentile argomentare chiede della gara, delle sue difficoltà, dello stare con la tenda sul posto, dato che eravamo, come solito giunti con il fedele camper; da lì a scatenare tutto lo scibile della gara e del posto, neanche fossimo il sindaco o il cittadino benemerito ( lo è ancora?) di Collelongo, ossia Ottaviano del Turco, è stato un attimo! E, già che c’ eravamo, è stata una buona occasione per sbattere in faccia al malcapitato tutte le nostre precedenti prestazioni! quel mite ragazzotto, dal nome di Franco Zanotti, il giorno dopo si è “limitato” a vincere la gara, ma senza forzare troppo…e certo, ne ha fatta di strada in questi 5 anni, da Collelongo in poi…! Quale modestia, grinta e semplicità in quel ragazzo che ieri, 14° assoluto, ha trascinato la compagine italiana al WTC!

Al mattino, verso le quattro e trenta, lo spettacolo di centinaia di torce accese dava un aspetto surreale ai luoghi; nella calca di tanti trailer non c’ era modo di sentire l’ aria frizzante della notte che si stava spengendo; due parole di Patrick Michel, il direttore di corsa, poi i volti si tendevano avanti, verso il mare di pensieri che ognuno si porta dentro nella partenza di un trail così impegnativo. Dodici lunghi chilometri in salita leggera e costante, sotto un ombrello ininterrotto di larici di cui si intravedevano solo le pericolose radici e si percepiva l’ odore resinoso, nella polvere di un letto di fiume in cui si affannavano centinaia di scarpe trail. Il nero comincia a stemperarsi nel grigio ed ecco che le frontali si spengono; gli agglomerati di baite odorose di legno e stalla come Casset, Boussardes e Lauzet sono ormai alle spalle e, dopo un ponte, si comincia a fare, finalmente, sul serio, imboccando la vecchia sterrata che porta al Galibièr, a quota 2.679 e circa 20 km di percorso compiuto. Saranno i bastoncini che finalmente si possono usare, sarà il primo dei quattro gel che mi sono ripromesso di usare nelle salite principali, sarà il fatto di pensare che forse era quella la strada delle mitiche vittorie di Coppi e Bartali, fatto stà che sono salito al famoso colle praticamente sempre al passo-corsa, superando persone affaticate, mentre il mio cuore, i polmoni e le gambe spingevano alla grande. Ristoro sulla cima, con le solite, innominabili, offerte di cibo alla francese come paté o salamìs, ma anche tutta una scelta di cose utili e gustose come datteri, uvetta, prugne, banane sbucciate e spezzettate, pan di spezie e miele. Si riempie d’ acqua il camel-back, si ingurgita qualche bicchiere di potente coca-cola, dei datteri, poi via, giù, lanciati in una infinita discesa verso i 1.750 del ponte della Charmette e del ruscelloso, pratoso e vaccoso – con gli annessi moschiferi – Plan Lachat, non prima di aver dato un cinque al bravo responsabile del Trail della Vanoise, lì presente come benévole,ed aver scambiato due parole dispiaciute con Thierry, l’ organizzatore del Mercantour, che ha provato a partire ma è stato costretto al ritiro in cima al Galibiér: certo i problemi connessi al risvolto del Merc 2009 peseranno come macigni sulla sua sensibilità di persona e di atleta e non deve essere facile,per lui, correre sui monti.

E’ domenica, in questa fresca zona prativa inondata dai ruscelli c’ è una miriade di gitanti, alcuni per vedere noi, altri per intrecciare sentieri, altri ancora solo per il classico pique-nique ( è sì, loro sono fatti così…se una parola straniera rende meglio l’ idea del corrispondente francese, viene usata, l’ importante è “barbarizzarla” in modo che assomigli a vero francese…! contenti loro..) ma nessuno si sottrae al classico bon courage , bravò, ; quando poi, dovendo affrontare la lunga salita sino al rifugio di Mottets ai 2.137 e poi, in continuo, al Col des Rochilles ai 2.496, decidiamo di togliere i manicotti ed i guanti serviti alla partenza, scatterà l’ applauso a massimò panscettì – il nome è scritto sul pettorale portato alla coscia, ma figurati se uno lo dice in italiano…- per l’ improvvisato spogliarello.

Ancora il solito gel da salita, un pezzetto di barretta alle maltodestrine e salgo come un bufalo, a testa bassa, i 700D+ di pratoso dislivello; poi Les Rochilles tengono fede al loro nome con stupende lastre di graniti rosati e rossicci, quindi, al passaggio della cima, lo sguardo è colpito dal panorama sui laghi omonimi, che si superano tramite un antico lastricato romano, dal lontano massiccio Des Cerces e dalla spettacolare vallata della Clarée con la sorgente che prende il suo nome.

Si scende facilmente, su pista larga e ciottolosa, verso il secondo ristoro , allo Chalet Laval, quota 2.040, incontrando un mare di gitanti. Qui è d’ obbligo una sosta più ponderata perché quanto ci aspetta è la parte più raid e verticale del Trail: siamo al km.39 e si salirà di circa 900D+ in poco più di 2,5 km., sino alla parte culminante del percorso, il Col ( e dai! cominciamo a pensare che i Francesi diano dignità di montagna solo agli ottomila! Non vorremmo che dopo tutta questa fatica risultasse che abbiamo solo scalato dei colli, come se fossimo in Romagna..) de Béraude ai 2.895 con le sue nevi perenni. L’ escursione sarà davvero tosta fino al lago di Bèraude, con infiniti zig-zag che tolgono il respiro, poi sarà sassosa e leggermente meno dura, per riprendere una acuta verticalità verso la cima dove la neve, ormai morbida e scalettata dai passaggi, sarà solo una piacevole, finale, ciliegina sulla torta. Qui dobbiamo purtroppo denunciare una incredibile perdita di aplomb, per un trailer serio, che si è verificata a causa di una fisarmonica di troppo: ai 2900 lei stava ritmando una polka delle vallate savoiarde per incoraggiare coloro che “ce la facevano” e questo è bastato a scatenare il giullare che, inconsciamente?, ci portiamo dentro; le gambe, i bastoncini e le braccia hanno rimontato, polkeggiando ritmicamente, gli ultimi scalini trasformandoci nel beniamino dei numerosi benevoles che erano appollaiati da ore su quella cima per vedere solo volti di agonisti incazzati o di mugugnanti e sudati atleti qualunque. Che fosse una buona giornata per noi lo dimostrano i pensieri affiorati alla mente su quella cima, non appena la polka è sfumata, …”tutto qui il Col Béraud?, ma allora che cos’ erano i ghiacciai della Vanoise di domenica scorsa e la sua acqua torrenziale…che cosa le cime ed il clima, terribili, del Mercantour di poche settimane or sono?

Ora si scende lentamente per un difficile sentiero roccioso, molto raid, aiutati dalle corde e dai volontari; poi una traccia rocciosa, appena accennata, su ganda che, in salita continua, permetterà di raggiungere, neri per la polvere come dei carbonai, le antiche miniere del Col di Chardonnet a quota 2.610 e 45 km. circa di percorso. Sembreranno un sogno i quasi 7 km. di discesa continua su prati infiniti che seguiranno…ci si potrà rilassare, bagnare il cappello nei ruscelli, guardarsi intorno per ammirare il percorso dentro la valle della Clarée…ma quando mai??? I quadricipiti prendono fuoco per lo sforzo di frenare l’ andatura, gli alluci puntano inesorabili e le pietre, nascoste dall’ erba, sono davvero insidiose.. ci pare di risentire il dialogo di tanti anni fa, ad una delle podistiche domenicali, in cui un nuovo della corsa chiedeva all’ amico esperto il perché di tanto soffrire se in salita è tutta un’agonia ed in discesa, vista l’ inesperienza, non si era capaci di godere del diminuito impegno.. e l’ esperto che rispondeva che il gusto risiede tutto nella fine, nell’ arrivo!

Al terzo e ultimo ristoro del Camping di Fontcouverte, ai 52 km. e 1.850 di quota, sentiamo la necessità di una boccata di ossigeno in più, a dimostrazione di quanto la discesa, in un Ultra Trail, non sia mai da sottovalutare; inoltre si deve affrontare l’ ultimo Col ( e dai! ) del Buffère con una ulteriore escursione di 600D+ prima della definitiva e facile ( ma quando mai? ) picchiata di 8/9 km. sulla meta finale.

La salita al rifugio Buffère prima, a 2.076, ed al colle dopo, ai 2.427, non presenterà difficoltà particolari al nostro bradicardico apparato funzionale, mentre già si porrà in evidenza il martirio della infinita discesa sino ai 1.500 di Les Monetier Les Bains, attraverso lo Chemin du Roy che, per quelli della “corta”, ha dato il titolo alle loro fatiche. Ma non sarà così terribile questa discesa, il fegato starà al posto suo e la milza non si farà sentire; l’ acqua dimostrerà la sua rassicurante presenza sciacquando dentro il camel-back ad ogni curva; gli alluci, poverini, soffriranno, ma in fin dei conti, sembrano nati apposta… ; così non sarà un grande sforzo seguire a buona andatura di corsa questo ragazzone francese che da un po’ stiamo tampinando perché scende con passo giusto per noi…Si parlotta, guardando l’ orologio, mentre i larici lungo il fiume del nostro arrivo si avvicinano, “..che dici, ce la facciamo entro le 11 ore? mancano pochi minuti ma forse…dai, continua a tirare, passa quel tipo che è finito…ok, così , vas-y !!!”..” Ultimo ponte, un pubblico numeroso ci fa le feste come se non fossimo il 220° e 221° a passare ( potranno farlo anche per tutti gli oltre 800 che seguiranno??) ma il povero transalpino sta lasciando la partita, sbanda vistosamente, l’ ossigeno carente e l’ acido lattico eccedente si stanno coalizzando in una miscela ormai imbattibile per lui, lo sfioriamo con un braccio in segno di gratitudine e si parte alla grande, con quello che resta, più che altro volontà, per gli ultimi 6/700 metri di gloria; sento i bravò massimò che mi sollevano da terra, c’è una semicurva, poi il pallone…la moglie è pronta con la fedele Nikon, lo speaker biascica il nostro nome…la t-shirt di finisher e lo stop che quasi dispiace………..poi sarà solo un mare di birra che ci permetterà di nuovo il fiato….!

Più tardi sapremo, ma sarà solo dettaglio, che nonostante il gesto eroico il tempo sarà 11:03’; che Zanotti è stato 14° assoluto e Cecilia, grandiosa, 19°; Virginia 123° per problemi di altitudine ma soprattutto che Marco Olmo, 45°assoluto, mi concederà, per la seconda volta dopo il Cro-Magnon 2008, l’ onore di un podio da dividere con lui come secondo di categoria.

Massimo Panchetti




lunedì 20 luglio 2009

le ultime dal Garmin





























Per l'ennesima avventura, hanno preso parte alla spedizione: Giovanni Cristina Fabio e Daniela. I primi tre anche per correre mentre l'ultima citata solo per mangiare..
Infatti oltre al buon pranzo dopo gara composto da pasta al ragù e piadina con salsiccie, mentre noi correvamo, Lei si è gustata le pastarelle con frutti bosco locali.
Riguardo alla gara che dire? percorso con panorami mozzafiato, infatti anche grazie ad un meteo spendido, si ammiravano tutte le colline che separano le Marche alla Romagna e alla Toscana fino al mare assai distante.
Molto piacere ci ha fatto incontrare i simpaticissimi bloggers Miticojane e Ciro, quando però avevano già fatto la foto del miniblogpoint, sarà per la prossima..
Nota negativa invece, il fondo, poco trail e molto asfaltato (solo 20% off road). Le edizioni precedenti avevano avuto successo per i sentieri sterrati, chissà perchè hanno cambiato?? Speriamo che il prossimo anno si ravvedano e tornino al vecchio percorso.
Di corse su strada ce ne sono anche troppe! o almeno non chiamatele trail running e noi ci regoleremo di conseguenza. E poi al ristoro non mettiamo gli yogurt scadutiii..!!!
Comunque tirando le somme è stata una gran bella giornata!

...era giusto per fare un pò il polemico, altrimenti sembra che dico sempre che è tutto bello...
tutti buoni..
CHECCO ZALONE TELEFONA AD ANTONIO CASSANO

Come è andato l'ecotrail, Cristina??

Lingua felpata e impastata.
Cerchio che si stringe intorno alla testa.
Quattro ore di sonno dopo serata molto alcolica.
Nausea furibonda.
….oggi ho ancora mal di testa!

In mezzo a tutto questo la corsa: 21 km, aria buona, cielo limpido, peccato che abbiano pensato di cambiare il percorso, così alla fine abbiamo visto più asfalto che sentieri.

Ieri la vera battaglia è stata arrivare alla fine, non vomitare, sopportare le fitte del fegato e domare la scimmia che mi ruggiva dentro…ce l’ho fatta ma la corsa ne ha risentito parecchio.

Questa settimana digiuno ed astinenza (forse).

venerdì 17 luglio 2009

riflessioni a.. caldo


Mancano ancora 30 giorni all'inizio delle mie meritatissime ferie e mi sembra di essere al 38° km di una maratona...
il più è fatto ma rimane il pezzo più duro, mentre altri sono già arrivati!
In questo periodo, che caldo e lavoro la fanno da padrone, ho rallentato parecchio le attività sportive e dovrei avere il tempo di riflettere sul già fatto e sul da farsi.
Il primo semestre se nè andato, con circa 800km di corsa (la metà dello scorso anno) e circa 4000 di bici, ed è cominciato il secondo... cosa ho fatto..? che voto darmi..? mi sono divertito..? cosa farò..??

Adesso torno a vedere il Tour de France, poi un oretta di corsa e poi ci penso meglio...

giovedì 16 luglio 2009

Tutti iscritti al 3° Trail del Sasso Simone e Simoncello!!

Ieri sera altro giretto al Monte Conero, prima dei 21 km di domenica per vedere se le gambe hanno ancora voglia di correre in montagna e per fortuna che alla fine s’è aggregato Fabio: Giovanni è rimasto incastrato al lavoro e io mi perdo con una facilità difficile a credersi.
Il Conero non sarà l’Everest, ma è completamente ricoperto dal bosco, i sentieri principali sono segnalati, ma per me si assomigliano tutti.

Infatti quando gli ho detto “Pensavo di fare quel giro che si entra nel sentiero a Massignano, poi si sale dove c’è la postazione della forestale per i cinghiali, poi sbuco ai Pian di Raggetti e alla fine esco di nuovo dietro l’osteria…” Fabio aveva la faccia di chi lo sapeva già cosa sarebbe successo.

Detto fatto: dopo una mezz’oretta di corsa (per inciso: caldo ma sopportabile) al bivio che faceva la differenza tra sbucare al Poggio (dove avevamo la macchina) e finire da tutta altra parte, io, per aver perso il contatto visivo per solo 5 secondi con Fabio che stava davanti, mi infilo in un sentiero da dove sento provenire dei fruscii, pensando che sia quello giusto, in pratica inseguendo un fagiano (e poteva andarmi peggio se mi mettevo dietro un cinghiale).

Ma tutto è bene quel che finisce bene e poco dopo ritrovo la strada giusta e Fabio

Quindi domenica, ogni tanto buttate un occhio dietro per vedere se ci sono o se mi sono persa!!

Per chi volesse partecipare qui trovate tutte le indicazioni.

lunedì 13 luglio 2009

La gang che corre nel bosco


Al Monte Conero sabato si sono visti cinghiali schiumanti e sbuffanti, giovani stambecchi dalle gambe lunghe che leggere sfioravano il sentiero, gufi brontoloni e lamentosi, rugose tartarughe marchiate Fidal (eccone una foto), scoiattoli che sgranocchiavano senza sosta crostata e dolci vari, gentili mamme gatte che rifocillavano tutti gli animali che passavano, una grande chioccia (speriamo che non legge il blog…) che comandava su tutto il pollaio, fedeli cani da guardia che, con attenzione, vigilavano sui bivi perché nessuno sbagliasse strada….mancavano, come al solito, solo i due liocorni!

Avvistata anche la ormai famosa tartaruga-Cristina: tempo finale 30’28’’, poteva fare un pelo meglio, ma in salita c’era troppo traffico e come al solito in discesa non sa correre.
Giovanni non so che bestia è…

Un caro saluto a tutti i silenziosi lettori del blog che abbiamo incontrato sabato: passate quando volete e ci vediamo da qualche parte di sicuro correndo!

Un applauso, infine all’Ente Parco del Conero, che ha offerto la cena e al DLF Ancona che per una sera, mi ha adottato, facendomi mangiare con loro, ignari del mio appetito.

domenica 12 luglio 2009

1° trofeo parco del Conero

"...e mentre al Poggio di Ancona calavano le prime ombre della sera", come iniziava sempre uno dei miei fumetti preferiti degli anni 70 ( Nick Carter), anche se veramente diceva New York, il campo sportivo tornava ad essere deserto. Tutti gli atleti erano tornati a casa loro o trasferitisi nella vicina Sirolo per il cena party. La giornata si chiudeva nei migliore dei modi: in tarallucci e vino.
La corsa, che era valida come camp. reg. di corsa in montagna, era stata aspra sia in salita che in discesa come montagna comanda, ma non risultavano nè feriti nè dispersi anzi.. la maggior parte degli arrivati da me intervistati dichiaravano, sudati e piangenti, la loro piena soddisfazione.
Per altri (per fortuna pochi) il prossimo anno ci sarà un percorso a parte con tappetto rosso tempestato di pietre preziose...
Anche il meteo ha dato una mano con temperatura gradevole, dopo i temporali dei giorni precedenti, e fondo nè viscido nè polveroso. Per l'occasione era stata assunta anche la signora Giulietti (donna notoriamente fortunata di aver sposato codesto tale..)
Nella categoria femminile risultava vincitrice la mia amica Monica (Momi per gli amici), forte biker e triathleta che è anche una gran bella fffemmina (non sempre le forti atlete lo sono...)
Nella categoria maschile vinceva il campione italiano di cross Vagnoli Maurizio, malgrado la presenza di forti atleti tipo Di Lello Luigi e Larbi Haman ed altri.
La classifica: http://www.fidalmarche.com/risultati/2009/1_Trofeo_Corri_Nel_Parco_2009.htm
Io mi sono difeso e, in questo periodo che non mi sento brillante, un 33° ass. e 6° di cat. non è da buttare via. Cristina e Giovanni pure, e poi vi racconteranno..
Vi saluto con le frasi celebri del fumetto che vi dicevo e che vedo si addicono alla situazione:

"Non bisogna poi lasciarsi impressionare troppo dalle apparenze..."


"Dice il saggio: tutto è bene ciò che finisce bene".


"E l'ultimo chiuda la porta!".


http://www.youtube.com/watch?v=bfopwU8tzHM

sabato 11 luglio 2009

In anteprima ecco le foto del Primo Trofeo Monte Conero!



Domani mi spalmo al mare....seguirà un post...promesso!

martedì 7 luglio 2009

PAROLE A CASO

APPUNTAMENTO IN PUNTO
GIRO DEL CAMPO ERBUTO
SALITA ISPIDA SUDATA
TUONI FULMINI CON SCROSCIO
RAGGI DI SOLE CON SENTIERO LEOPARDATO
PANORAMA SPLENDIDO SPLENDENTE
DISCESA TORTUOSAMENTE TECNICA
GUARDA CHE FUNGO GIGANTE (dice lei a lui.. ma non era l'incontrario....??)
DEFATICAMENTO SU BITUME MA CON CANNELLA FRESCA
FINALMENTE A CASA CON DOCCIA POLLO E PATATE
FUNERALE IPOCRITA DI MICHAEL
2 CAZZATE SUL PC
BUONANOTTE

Questa non dovete perdervela!!!


Venghino venghino, siore e siori..accorrete numerosi!

Sabato pomeriggio che ne dite di una bella corsa, vicino casa, con il fresco della brezza marina, avvolti dal profumo della lavanda e delle ginestre, in mezzo alla macchia mediterranea?
Si corre il Primo Trofeo del Monte Conero, km 10 e km 5 valido peril campionato regionale di corsa in montagna, organizzato dal DLF Ancona: percorso tracciato e misurato da Fabio, collaudato più volte in queste ultime settimane anche dalla sottoscritta.

Avevo un mucchio di volantini…ma li ho distribuiti tutti, non me n’è rimasto nemmeno uno per pubblicarlo sul blog, però tutte le cose da sapere le trovare qui, orario, ritrovo..è tutto semplicissimo, iscrizioni entro giovedi 9 luglio.

domenica 5 luglio 2009

Ho catturato un fulmine


Un secondo dopo essere scesa dalla macchina ho già le scarpe allagate ed il cappello grondante, ad iscrivermi ci vado nuotando a rana ed riscaldandomi, devo emergere ogni tanto dalle pozzanghere per prendere fiato.
Poi, appena mi sono rassegnata alla pioggia, la situazione inizia a migliorare e, anche se con un po’ di ritardo, si parte.

Fabio schizza subito davanti, vuole farsi riprendere dalla tv, in fondo verrà assegnato il titolo di campione regionale master dei 1o km…mica stiamo qui a raccogliere lumache!
Ora la domanda è: io cosa ci sto a fare qui in mezzo a tutta questa gente (quasi quattrocento atleti all’arrivo)?
Risposta: faccio del mio meglio!

Parto dal fondo e faccio comunella con Franco (Atletica Falconara): si imposta da subito un ritmo un po’ veloce secondo me, sotto i 5’/km, ma il percorso non mi sembra impegnativo (due giri identici piatti da 5 km) e mi dico di provarci a tenerlo finché si può.
Ogni chilometro che passa mi dico: “Dai, un altro così e vediamo cosa succede”.

E succede che arrivo così: 49’16’’ ed è la seconda volta, da quando ho iniziato a correre, che riesco a fare 10 km stando sotto i 50’….soddisfazione!

Esce il sole sulle premiazioni così mi asciugo un po’…finalmente.

La 10 km del solleone...

... si sarebbe dovuta svolgere, come era anche ben visibile sul volantino, sotto un bel sole estivo, cocente come piace a me, e invece pioggia.... pioggia... pioggia...
Oggi il mio obbiettivo era quello di ricominciare a correre veloce, dopo i lunghi degli ultimi tempi e cercare di rimanere sotto i 40minuti.
Ci sarei riuscito se non ci fossero stati quei 170mt in più ma sono soddisfato ugualmente perchè le gambe/piedi stanno bene.
La cronaca della gara la lascio alla Tarty che è tornata dalle ferie ed è ora che ricominci a lavorà!!

giovedì 2 luglio 2009

il Passetto di Ancona

La piatta monotonia della costa adriatica è bruscamente interrotta all'altezza del gomito di Ancona da uno spettacoloso scenario di dirupi, anfrattuosità, caverne, scogli ciclopici, insenature deserte e silenziose. Non profanato dalla mano dell'uomo, il suggestivo paesaggio è rimasto come al momento della Creazione, miracolosamente intatto. Per una quindicina di chilometri si susseguono angoli selvaggi, maestosi orridi, dove la natura, quasi fosse uscita in quel momento da un cataclisma, sembra essersi apportata dalla società in sdegnosa e austera segregazione. L'assenza dell'uomo o di organizzazioni speculative - che spesso deturpano l'eloquente bellezza naturale - dà a questo tratto di costa un aspetto di rara bellezza turistica, davanti alla quale il visitatore resta sbigottito e scosso da profonde meditazioni. Fra tante bellezze è il Passetto. Il maestoso giardino pensile, sospeso sul mare, è sistemato fra strapiombi paurosamente precipitanti sulla spiaggia. Tutta la nostra penisola è un trionfo di colori, ma qui la tavolozza offre tinte più smaglianti, più pure. Il mare è diverso dagli altri e, non a torto, gli anconetani lo chiamano "de nuialtri". Da questo naturale terrazzo, dove sorge immacolato il Monumento dei Caduti, che visto dal mare sembra per il suo candore, un invito a non far guerre, si scendeva agli scogli solo per due maestose gradinate. Arrivati in basso, dopo pochi passi s'incontrano - forse unica caratteristica di tutta la costa adriatica - le grotte. Sono piccole gallerie cieche, scavate nel tufo dai pescatori, ai piedi delle Rupi di Gallina, altro strapiombo da vertigini, sulla cui vetta l'arditezza dell'uomo ha costruito palazzi e ville, che, guardate dal basso, danno il brivido come la vista dell'acrobata sul trapezio, quando sta per lanciarsi nel vuoto per i doppio salto mortale. L'umile gente di mare ha lavorato nelle Grotte come talpe a scavare e picconare e avrà camminato all'indietro come gamberi per portar fuori il materiale sgretolato. Una fatica da schiavi. Tutto il materiale occorrente - ferro, legname, calce, cemento, mattoni - è stato portato giù a spalla, per un sentiero, dove un piede messo in fallo fa volare dritti al creatore. Queste costruzioni sono un monumento della tenace e taciturna laboriosità dell'anconetano, capace di strappare coi denti un chiodo da una tavola per conservarlo, uomo duro come il guscio di una cozza, ma dentro tenero come la polpa di un tartufo di mare. Qualche grotta è secolare, altre meno vecchie, alcune recenti. Come sia nata la prima è facile immaginare. Un pescatore, colto da improvvisa burrasca, per salvarsi si buttò fra gli scogli della Seggiola del Papa. Infilò la barca dentro una fenditura della roccia e, trovato sicuro il rifugio, lo approfondì col piccone, l'allargò, fece la volta e lo chiuse col lucchetto come fosse casa sua. Nacque così una proprietà privata, secondo la preistorica legge del primo occupante. Accanto a questa altre ne sorsero, l'una vicina all'altra, in fila come le finestre di un gran palazzo. Ma, forse, le grotte hanno origine più remota, servirono all'epoca della pirateria, quale asilo per sfuggire ai rapaci corsari provenienti dal mare. Indubbiamente le grotte offrono sicurezza e al tempo dei bombardamenti alleati la popolazione vi si rifugiava per ripararsi dalle grandinate degli aerei. Tanta era la sicurezza, che un tempo i contrabbandieri, quando l'accesso a piedi era difficile, le avevano trasformate in magazzini per le mercanzie clandestinamente ricevute dal mare e vendute poi sottobanco. e il commercio era fiorente.

mercoledì 1 luglio 2009

domenica mare o monte?


Mi piacerebbe farmi la nuotata ma penso che andrò alla 10km di Montegiorgio perchè è valida come campionato regionale.

P.S. (la verità è che ho paura!!! avoja a dì che sono solo 600mt....)

lunedì 29 giugno 2009

Bellissima Altissima Durissima

..non mi riferisco ad una delle montagne del Messner, ma alla corsa di ieri per arrivare in cima all'Abetone. anche se non trattasi di cime dolomitiche non si riusciva ad arrivare mai in vetta..
veramente.. ma veramente.. dura!!!
sapevo che ci sarebbe stato da soffrire.. ma non così.
l'avventura cominciava con l'incontro, prima della partenza, con le bloggers: la Franca e la Sarah.
qualche foto per il blog ITALIAN BLOGTROTTERS e poi Franca, che è del posto e l'ha già corsa, e che dal vero è ancora più simpatica e carina di come già appare nel suo blog, mi ricorda la durezza del percorso, specie l'ultima salita.
e via si parte! per non farmi coinvolgere da un passo troppo veloce mi metto in coda al gruppone di circa 1400 atleti, di cui la metà fanno i 50km, il resto si fermeranno al traguardo dei 14km a Le Piastre e dei 30km a San Marcello.
primi 10km molto tranquilli in 54' e vado benino.
al 20km sono dopo 1h 52' e vado bene.
al 25km passo con 2h 15' e vado sempre meglio. si è già fatto salite a e discese e, cosa inaspettata, un tratto di sterrato sottobosco, affascinante e rinvigorente.
al 30°km il crono segna 2h 40. guardo i tempi per scrupolo ma più che altro ascolto le mie gambe, e ancora tutto sembra fili liscio. malgrado non sia poi così caldo non salto un ristoro bevendo e integrando come dovuto.
al 38° quando stò già correndo l'ultima lunghissima salita da qualche km, mi fermo ad un ristoro, bevo mangiucchio un pezzetto di banana, e alla ripresa sento che la muscolatura non è più lei..
comincia il calvario 12km inteminabili in cui ho corso, piangendo, ridendo, cantando, bestemmiando (non ai santi ma ai politici, ha proposito ho letto una scritta su un tornante: papi come Chausesco), ma più che altro camminando..
5h 27'
felicissimo di aver partecipato a questa stupenda corsa che offre al podista tutto quello che si deve, luoghi stupendi, sacrificio dell'impresa, ottima organizzazione.
il prossimo anno ci sarò di nuovo e stavolta sarò allenato a dovere per scendere sotto le 5ore.
giuro!

domenica 28 giugno 2009

Fast post



E' tardi, dovrei dormire, però prima me lo appunto, perchè sono contenta.
Stasera alla Caccia alla rana, mi sentivo bene, soprattutto nella salita finale: 1h 00' 36'', nessun piazzamento, ma tre minuti meglio degli anni scorsi...sono soddisfazioni!!

Ora buonanotte a tutti, domani mattina si parte per qualche giorno di vacanza...

venerdì 26 giugno 2009

il sapore della sfida

Domani si parte per raggiungere Pistoia, ove domenica mattina alle 7,30 partirà la 34° edizione della Pistoia-Abetone.
Sarà che da buon ciclista amo le salite, sarà che preferisco le corse in linea dove partire da un posto per andare in un altro ha forse più senso che correre un circuito, specie poi se ripetuto più volte, ma era da tanto che puntavo a questa corsa.
Veramente, visto lo stop d'inizio anno, non ci speravo più ma poi quando ho visto che sono riuscito la prima domenica di maggio correre la Collemarathon senza preparazione specifica anzi veramente i due mesi precedenti avevo più che altro pedalato, mi sono fatto coraggio e mi sono iscritto.
Sono riuscito a fare qualche bel lungo collinare nelle domeniche precedenti (25-36-30-20) alternando durante la settima
la corsa alla bici e un pò di nuoto che secondo me è il top, specie per noi "maturandi", e sono pronto per l'ennesima sfida.
Non mi sono mai affacciato oltre la soglia dei 42,195mt perciò nulla è scontato, anzi... pensando a quanta salita e sopratutto discesa cè, me cago sotto (a proposito ho avuto problemi "interiori" tutta la settimana), ma tentar non nuoce..
almeno spero...!!

mercoledì 24 giugno 2009

Sabato sera di corsa..

L’avevo detto che per giugno c’erano tante cose da fare!
Quindi, dopo aver digerito il risotto degli alpini, gambe in spalla, scarpe ben allacciate e sabato sera si torna a Barchi, per la notturna “Caccia alla rana” di 12 km.
Saremo in due (io e Giovanni), perché Fabio va a farsi questa passeggiata di 50 km alla Pistioia-Abetone.

Di rane in quattro anni che andiamo non ne abbiamo vista nemmeno una, però qualche bel fenomeno si.


Nel frattempo spero che torni l’estate….

domenica 21 giugno 2009

da rifugio a...

Per oggi avevo messo in programma, come ultimo allenamento un pò impegnativo, in preparazione della Pistoia-Abetone di domenica prossima, il trail sui monti Sibillini.
Visto il caldo asfissiante degli ultimi giorni quale luogo migliore?
Con il freddo, pioggia, vento, nebbia e problemi intestinali è venuto fuori un allenamento massacrante.
Mentre correvo e cercavo di non pensarci, per resistere al mal di pancia, mi ritrovavo sul percorso frequenti ed enormi cagate di vacca... stimolanti......

Peccato per il risotto al Barbera preparato dagli alpini e che la Tarty si sciroppava sotto il mio naso, ma adesso l'importante è riprendersi al più presto.
La prossima sarà un settimana riposante. Domani piscina.

Poteva anche piovere...



Poteva andare peggio.
In che modo?
Poteva piovere!
La sveglia stamattina ha suonato presto, m’ero giusto addormentata quattro ore prima, mi preparo nonostante fuori piova di brutto.
Poco prima delle 6 sono in macchina di Fabio e partiamo per Forca di Presta, che è un posto tanto tanto tanto lontano, ci vogliono due ore per arrivare e le indicazioni stradali sono un po’ scarse..
Quando finalmente siamo in mezzo ai Sibillini, mentre vaghiamo per tornanti e in mezzo alla piana di Castelluccio, le nuvole sono tutte lì, incastrate sulle cime delle montagne; una in particolare ha avvolto per bene il rifugio “Giacomini” da dove si parte, tanto che arriviamo, parcheggiamo, ma il rifugio nemmeno si vede.

Ritiro il pettorale mentre gli alpini montano le loro tende.
Difficile decidere come vestirsi, non piove, ma siamo dentro la nuvola, c’è molto vento, quindi cappello da baseball per riparare la testa e la faccia, maglia a maniche lunghe sotto, maglia da ciclista sopra con le maniche corte perché mi servono le tasche per metterci i guanti e il k-way…casomai ci facesse la grazia di uscire il sole.

Si parte alle 9, non so quanti siamo, perché ci perdiamo subito nella nebbia.
Il percorso è abbastanza impegnativo, ma segnalato benissimo (non ho avuto dubbi nemmeno io), non ci sono salite impossibili, solo saliscendi, ma il sentiero è stretto e spesso coperto dall’erba alta e bagnata, si scivola con molta facilità.
Verso l’ottavo incontro una ragazza di Pescara, Franca, iniziamo a correre e chiacchierare insieme, ci facciamo compagnia, specialmente dal dodicesimo chilometro in poi, dove la situazione si stava facendo veramente buia: raffiche di vento fortissimo, tanto che devo tenere il cappello fermo in testa con la mano, probabilmente siamo in cima, ma non si vede più in là di 10 metri.

Finalmente incontriamo un alpino, in mezzo al niente che ci dice di svoltare a sinistra dove finisce il sentiero, infatti imbocchiamo una strada larga e a testa bassa, contro il vento, per gli ultimi due chilometri andiamo avanti.

Arriviamo insieme: 2h10’ per 19,7 km, zuppe dalla testa ai piedi.

Vado di corsa a cambiarmi e alla macchina trovo Fabio, anche lui abbastanza provato.

Mi procuro un bicchiere di barbera e un risotto con salsiccia e fagioli caldo caldo preparato dall’alpino cuciniere per scaldarmi e, senza pietà, me lo mangio per tutto il viaggio di ritorno, mentre Fabio di fianco è in preda alla nausea ed altro…ma questo magari ve lo racconta lui…

giovedì 18 giugno 2009

Ripetute e graffiti

Stasera, scambiata evidentemente per una professionista, dopo la prima a 4’31’’, vengo reclutata per delle ripetute sui 1000 da un noto frequentatore dell’Italo Conti, un compagno di corsa non si rifiuta mai, ma, consapevole delle mie possibilità e dell’odio che provo per questo tipo di allenamento, subappalto il lavoro a Giovanni.



Si parte per la seconda, lascio andare Giovanni ed il suo nuovo amico, fermo il cronometro a 5’10’’...un tracollo, no scusate, mi sono sbagliata e mi sono fatta 200 m in più: quando l’ossigeno non arriva al cervello non è semplice contare i giri.



Avanti con la terza, ma il recupero da fermi non mi piace, le gambe mi pesano quando si riparte, preferisco correre anche se piano. Stavolta ci sto attenta e registro un 4’34’’.
Per la quarta un 4’37’’ e inizio a dar segni di cedimento: il nostro nuovo amico alza bandiera bianca e si ritira sotto la doccia, noi ci spariamo l’ultima, per me a 4’40’’.



Per stasera basta, inventiamo nuove mosse per lo stretching sul prato e poi sotto la doccia.



Graffito da spogliatoio femminile di cui per ora ho decifrato le prime cinque righe:
" Bri (nomignolo vezzeggiativo che sta per....?)
Ti Voglio un Kasino Di Bene
Ti Amo Da Bestia
Non Ti Voglio Perdere Mai
Non Ci Lasceremo Mai
Sei Unico"

Niente da fare per ora per le ultime tre righe...

mercoledì 17 giugno 2009

Previsioni per il weekend

Sopravvissuta ieri ad una corsa suicida di 10 km, senz’acqua, con 34 gradi e 2 km di salita proprio all’inizio, oggi guardo il cielo che diventa nero…l’umore si adegua.

Sabato sera, dopo 15 anni di oblio, cena con gli ex compagni del liceo e la cosa fantastica è che tra di noi c’era un Fabris vero, scandalosamente omonimo e non un’invenzione verdoniana: è stato uno dei miei compagni di banco.
Andrò a vedere come siamo diventati…io, guardando le foto, mi sembro migliorata.

Quindi domenica alzataccia: Forca di Presta, 36° Giro da rifugio a rifugio, devo farmi spiegare bene la strada da qualcuno per non perdermi, previsti tuoni e fulmini sui 19 km del percorso…ecco cosa mi serve per darmi il colpo di grazia.

martedì 16 giugno 2009

caldo da morire

Per oggi avevo programmato il solito percorso di 16km collinare partendo da casa, ma poi pensando alla calura cittadina e il traffico che avrei trovato, essendo la strada che fanno gli anconetani per il mare nostrum, mi sono allontanato dalla bolgia in auto ( roba di 10km, mica tanto..)
4 giri da 4km con dentro una salita e una discesa di circa 1,5km cadauna, 260mt + a giro, media 4'43" con fermata ad ogni giro alla fontanella di acqua fresca.
Temperatura anche quì sui 34°/35° ma più godibili..
e poi di qualche morte toccherà pur morire..

lunedì 15 giugno 2009

La dannazione eterna

Penso che andrò all’inferno perché, forse, quando ho iscritto Giovanni alla Stramacerata non sono stata molto chiara sui chilometri, tanto che, fino la sera prima, era convinto di doverne fare di meno.
Al mattino già la Sfiga aveva deciso di metterci alla prova: siamo in ritardo, la strada è piena di autovelox e di allegri vecchietti che passeggiano con l’ape; quando abbiamo perso le chiavi, ho capito che eravamo incappati nella punizione di qualche divinità arrabbiata ovviamente con me, ma che poi se l’era presa con tutta la comitiva: al ritiro dei pettorali quello di Fabio risulta già consegnato, ma non si sa a chi.
Combattendo contro gli eventi, attacco il pettorale n. 5, mi hanno anche scritto il nome sopra, così la Grande Mietitrice, se mi cerca, mi trova con facilità.
E le premesse per una morte estremamente dolorosa ci sono: partenza a razzo, già con il fiatone, di fianco a Giovanni che ha pigiato il pulsante rosso del Turbo Boost perchè gli girano alla grande per la macchina, il primo chilometro a 4’38’’ e i due successivi poco più lenti…
No! Così è morte certa!! Mi cerco un altro cavaliere.
Infatti dalle retrovie arriva il provvidenziale Roberto L. che mi sa che ha un po’ di caldo da come suda, corriamo e fatichiamo insieme, ci dividiamo l’ombra ai margini della strada.

Al diciassettesimo, dopo una piccola salita, l’Uomo-spugna mi dice che sono la terza donna, che manca un chilometro al prossimo ristoro e che ora è tutta discesa.
Mai fidarsi dell’Uomo-spugna: il ristoro è dopo 2 km, c’è ancora salita…però sulla mia posizione non aveva mentito!
Al ventesimo affianco Giovanni che cammina….. (finirò nel girone degli infami e dei traditori, ormai ne sono certa), arriviamo insieme: 1h55’03’’.

Nel tentativo di redimermi, mando Fabio al mio posto sul podio a baciare l’assessore, aiuto Giovanni a smontare la macchina e per fortuna ritroviamo la chiave, poi, con la coscienza ancora sporca, vado a riposare in riva al mare…

domenica 14 giugno 2009

STRAMACERATA 2


Per l'avventura odierna ci ritroviamo, tutti e tre i componenti di questo blog, alle 7,30 al solito ritrovo di quando ci sono anch'io.
"Prendiamo la mia!" Cristina
"No! Prendiamo la mia!" Giovanni
"No dai! Allora prendemo la mia" io.
E difatti le prendiamo tutte e tre le macchine, almeno fino a metà tragitto (Marcelli beach), perchè da lì, poi al ritorno, ognuno ha degli impegni, pranzo/pomeriggio balneari.
Insomma gira e rigira arriviamo, con la macchina di Giovanni, al ritrovo di partenza della famosa STRAMACERATA in quel di Villa Potenza, località nota per l'importante RACI (rassegna agricola del centro Italia).
Arrriviamo giusto in tempo per ritirare, correndo, il pettorale e, senza il consueto rituale del caffè-bagno-riscaldamento, ci ritroviamo di spron battuto a partire per la half-marathon.
Un passo indietro: attimi di panico durante la vestizione; Giovanni si accorge di non trovare più le chiavi della macchina e dopo una frugale perquisizione dell'auto, abbandona le ricerche, mancando pochi attimi allo sparo di partenza, rimanda il tutto a dopo la gara. Alla faccia dei topi d'auto. Non siamo tantissimi, ma tutti buoni e sopratutto coraggiosi nello sfidare quello che anche oggi sarà il nemico numero 1: il caldo.
Il percorso si snoda lungo l'argine del fiume Potenza, totalmente pianeggiante tranne dal 15°al 18° km ricco di "mangiaebevi" spezzagambe.
Giovanni cercherà una condotta di gara con ritmo elevato, con il pensiero alla macchina aperta.
Cristina il suo solito passo da ultramaratoneta indistruttibile.
Io cerco di mantenere un ritmo medio (155/160bpm) in modo che dopo l'arrivo posso continuare a correre altri km e dire di aver fatto un lungo.
Taglio il traguardo dopo 1h 27' e come programmato mi rigiro e continuo per altri 40' a ritmo più tranquillo, aggiustando anche oggi una trentina di km.
La PISTOIA-ABETONE si avvicina (-2 settimane).

Giovanni dopo la gara ha smontato mezza macchina, la chiave l'ha trovata (sotto il ruotino di scorta...). Cristina è arrivata terza delle femmine ma non ha fatto in tempo a salire sul palco per baciare l'assessore... (ha detto che non gli garbava..), ma la lonza però l'ha presa!!

http://www.youtube.com/watch?v=-4w7an00vGI

giovedì 11 giugno 2009

Giugno è il mese che preferisco

Non so se scherzava, ma nell’e-mail s’è sbilanciato con un “Iscrivimi dove ti pare” e allora ecco che Giovanni si ritrova iscritto alla 21 km della 25° Stramacerata di domenica 14/06.
Si recupera la gara annullata il 2 giugno dopo lo straripamento del fiume. Quel giorno lui se n’era rimasto a letto, con la scusa che pioveva e che eravamo tornati da poco dalla Cortina-Dobbiaco, ora è stato iscritto nella categoria “arruolati”

Ho mandato un sms anche a Fabio, che però resta nella categoria "indecisi".

Giugno sarà un mese con tante cose da fare!!!

"...SO TAKE THIS WINE
AND DRINK WITH ME
LET'S DELAY OUR MISERY..."

martedì 9 giugno 2009

bugie..


Ufficiale, Kakà venduto al Real: tutte le bugie di Berlusconi

Ricky Kakà

Ricky Kakà

Ieri sera il Milan S.p.A. in Liquidazione ha venduto Kakà, che è ufficialmente un giocatore del Real Madrid. La notizia, anticipata dalla federazione calcio brasiliana nel tardo pomeriggio, è diventata ufficiale con l’annuncio, in serata, del presidente del Real, ed è diventata ufficialissima con il comunicato del Milan, seguito da quello della squadra spagnola. Un comunicato messo online di notte, a mezzanotte e mezza, l’orario perfetto per rapinare le banche. La società Milan, quindi, comunica la cessione del suo giocatore più importante tramite il sito internet, come se il Milan avesse venduto un giocatore della primavera. Non c’è un dirigente, manco uno, pronto a metterci la faccia. La vergogna deve essere tanta.

Intanto facciamo un po’ di chiarezza. Kakà ha sempre detto di voler restare al Milan, lo ha ripetuto fino a una settimana fa e lo ha ripetuto, ancora, proprio questa notte.. Non è andato via per soldi, infatti al Real Madrid prende lo stesso identico ingaggio del Milan. Allora perchè se ne è andato? Semplice: la società lo ha venduto.

Lo racconta lo stesso giocatore: “mi ha chiamato la società e mi ha confermato la assoluta necessità di vendermi”, visto che “il Milan sta attraversando una crisi senza precedenti“, ed è “la prima volta che hanno pensato di vendere un giocatore“. Una versione dei fatti, per la verità, confermata già settimana scorsa dall’Amministratore Delegato, d’ora in poi il Liquidatore, Galliani: “dobbiamo vendere Kakà per il bilancio”. La verità è questa, anche se probabilmente Emilio Fede, Carlo Pellegatti o Mauro Suma potrebbero raccontarne un’altra.

L'uomo più ricco d'Italia

L'uomo più ricco d'Italia

Ma c’è un uomo, ben coinvolto in questa vicenda, che racconta tutta un’altra versione. Si chiama Silvio Berlusconi,presidente del Consiglio e proprietario del Milan. Durante la settimana elettorale, il caso Kakà è esploso e il Cavaliere ha dovuto intervenire. Come? Con una serie impressionante di menzogne, di bugie, di falsità:

• “Non è deciso niente”. Falso, era già tutto deciso da una settimana (come dichiarato oggi dal presidente del Real).

• “E’ il giocatore che voleva andare via”. Falso, visto che il giocatore ha dichiarato oggi, e in passato, il contrario. Volontà confermata dallo stesso Galliani, cioè il Liquidatore, e da tutti gli ambienti vicini a Kakà.

• “Lo vedrò lunedì” (cioè ieri). Falso, l’incontro Berlusconi-Kakà non è mai stato in programma. Anche perchè Kakà era in Brasile.

• “Lo chiamerò lunedì e decideremo”. Falso, anche la telefonata è stata una menzogna, visto che non c’era nulla decidere.

• “Fosse per me lo terrei”. Falso, anzifalsissimo: Berlusconi dovrebbe mettersi d’accordo con se stesso. Non può decidere di venderlo e poi augurarsi il contrario. E’ un comportamento disturbato.

• “Non possiamo più permetterci Kakà, che ha anche chiesto l’aumento dell’ingaggio”. Falso, non c’è stata alcuna richiesta di ritocco. E’ il solito tentativo di scaricare le colpe sul giocatore, per non ammettere le proprie.

L’unica verità è che Berlusconi ha gestito male, anzi malissimo, la vendita di Kakà. Per di più sotto elezioni (ricordate il ridicolo tentativo di aiuto offerto da forzasilvio.it ?). Le menzogne raccontate sono evidenti e innegabili, e ora si ritrova la stragrande maggioranza dei tifosi del Milan in uno stato perenne di agitazione. A leggere i forum rossoneri oggi sembra di trovarsi nel sito di Indymedia pieno di pericolosi comunisti. L’indignazione verso Berlusconi è palpabile. Il danno di immagine è notevole, innegabilmente notevole.

Questa mattina, tanto per dirne una, mio cuginetto di 7 anni mi ha chiesto: “Ma allora Berlusconi ha venduto Kakà?“. E io che pensavo manco conoscesse Berlusconi. Per lui, per un bambino, il Cavaliere sarà sempre colui che ha venduto Kakà.

Ultima considerazione. Berlusconi ha giustificato la cessione di Kakà per “la crisi economica gravissima” che ha colpito anche il Milan, una crisi “mai vista”. Ma caro Presidente del Consiglio, e la storiella dell’ottimismo dov’è finita? La crisi, quindi, è davvero così grave? E poi, caro Presidente, non ha sempre detto che è sbagliato cambiare abitudini per la “crisi“? O questo vale solo per l’operaio che rimanda l’acquisto di una nuova Punto? E quell’operaio come deve comportarsi se anche l’uomo più ricco d’Italia cede di fronte alla crisi?

Presidente Berlusconi, con la cessione di Kakà, da Lei decisa, finisce il glorioso ciclo stellare del Milan da Lei iniziato. Finisce, ed è la notizia peggiore, la filosofia ai limiti del romanticismo che Lei ha portato al Milan. Con la cessione di Kakà, avete venduto l’anima. Ed è significativo, terribilmente significativo, che sia proprio il Diavolo a farlo.

ORIGINE: WWW.DAW-BLOG.COM

sabato 6 giugno 2009

fuoristrada






Per stamattina avevo in programma una corsetta fuoristrada (o trail come si dice adesso) con pausa bagnetto in mare, sulle falde del Kilimangiaro?? Noo!! ..del Conero! il migliore, l'unico, l'inimitabile! Ieri sera avevo mandato l'invito all'unica persona, di queste parti, di mia conoscenza che non ha paura di niente e che è sempre pronta a correre e tribolare per goderne appieno i benefici.. (come dice il proverbio: se le endorfine vuoi far apparire prima devi soffrire..)

Per chi non è del luogo deve sapere che l'anconetano in genere ti direbbe:
"e miga sò matto!! ma chi melofà fà!?!"
" non c'ho voja, sò stracco."
" c'ho un sacco de robe da fà, non posso perde tempo ntè stè cazzate!"
" con stò sole..è troppo caldo! me sà che và a piove... piamo freddo!"

Lei no! senza se e senza ma, e sopratutto senza le tipiche seghe mentali: "OK!"
E brava la Tarty!!! la migliore , l'unica , l'inimitabile! AAhh no! quella era la montagna..

Appuntamento alle 9 in un posto diverso dal solito perchè ho in mente un giro diverso dal solito, per fare in modo, come infatti avviene, che dopo un oretta di corsa su sentieri più o meno impegnativi ma tutti (o quasi) corribili, siamo sopra la spiaggia di San Michele, e già sono con il pensiero che si tuffa..., che... Ahimè!! le ultime mareggiate hanno corroso il tratto sottostante e provocato una frana impedendo di fatto l'accesso in spiaggia. Studiamo un attimo se ci sono altre possibilità ma in quel tratto è troppo pericoloso scendere, siamo a pochi metri dalla spiaggia (4 o 5 mt) ma tutti in un muro verticale; niente da fare sarà per un altra volta, scenderemo da un altro sentiero su un altro tratto, l'estate è cominciata adesso..

13km in 1h 55' temp. 28° cielo all'inizio molto nuvoloso con minaccia di pioggia poi sole a schiattà!

Domanttina ho in programma un lunghissimo su strada (35/36km) perchè anche se anconetano purosangue:
" sò matto e c'ho voja de corre!!"

Bye

mercoledì 3 giugno 2009

...se

se.jpg (image)

martedì 2 giugno 2009

STRAMACERATA


























Mentre stavamo cercando il posto per la macchina nel parcheggio adiacente il ritrovo di partenza della STRAMACERATA, un tizio ci blocca facendo no con la manina.
"Niente Cristina! Cerchiamo posto più avanti, certo quà con tutta stà pioggia era meglio..." dico io.
Ma il tizio si avvicina e ci dice che il no stava a significare che la corsa era stata annullata per il maltempo.
"E quando mai una gara podistica non si corre per pioggia??"
"E in che mondo viviamo??"
"Non ci sono più i podisti di una volta.."
Parcheggiamo all'italiana, in doppia fila affianco a dei cassonetti dell'immondizia, e andiamo a sentire cosa dice il popolo.
Ci eravamo alzati presto anche stamani per due buoni motivi: io correre la mezza per ricominciare ad allenarmi sul serio, e Cristina correre una 10 defaticante. Non ci rassegnavamo.
Nulla da fare! Il fiume Potenza era straripato e niente Stramacerata! (scusate il gioco di parole..)
Per consolarci, sulla strada del ritorno, ci siamo fermati in una nota pasticceria ed abbiamo bissato la colazione. Prendo anche qualche pastarella per Daniela, voglio fargli una sorpresa.
"Sempre meglio avvertire, prima di rientrare a casa in anticipo" mi consiglia Cristina..
Cosa avrà voluto dirmi..?? Maahh!!
Daniela stava facendo le pulizie di casa ma, benchè contenta dei dolciumi, non l'ho vista contentissima.. Allorchè mi sono cambiato, e via!! di corsa sul solito percorso collinare.. (vedi sopra)

lunedì 1 giugno 2009

Post Cortina-Dobbiaco



Intanto ho deciso di cambiare lavoro: farò la veggente! Vuoi sapere il tuo futuro? Chiedilo a me che te lo sogno e poi te lo dico...

Sabato mattina prima di partire, dopo i sogni premonitori dei giorni passati, ho fatto una telefonata all'hotel di Dobbiaco che avevo prenotato on line, la signorina mi dice che c'è stato un cambiamento,ma che ci ospiteranno lo stesso in qualche modo, ma per i dettagli dovrei parlare con il suo collega; le lascio il mio numero per esssere richiamata, ma nesuno mi richiama.



Ore 11: Giovanni si è liberato dai suoi impegni e poco dopo partiamo per questi 550 km da fare per andare a Dobbiaco, dove arriviamo verso le 18, ritiriamo il pettorale e andiamo a cercare l'hotel.
Dopo aver scaricato tutti i bagagli, il famoso colllega che avrebbe dovuto telefonarmi, ci dice che purtroppo, per una loro disattenzione, la stanza per noi non c'è.
Però ci hanno trovato posto in un altro hotel di Dobbiaco: è più vicino all'arrivo e costa di meno, ottimo!! Ricarichiamo i bagagli e andiamo.

La nostra nuova stanza è inequivocabilmente una singola a cui è stato aggiunto un letto, si sta un po' stretti, ma, una volta deciso il senso unico alternato negli spostamenti, per una sola notte va più che bene.



La gara: arriviamo a Cortina con uno dei primi autobus e inizia subito a piovere, il cielo è completamente chiuso, per fortuna non c'è vento, ma la temperatura non spera i 10°, le cime delle montagne si intravedono a malapena.

Ci ripariamo dentro il tendone come tutti, bevo un po' di te caldo, approfitto del fatto che nessuno ha voglia di uscire a bagarsi per andare a fare una visita ai bagni. Passo anche sotto i portici per vedere se c'è qualche blogtrotters, ma non mi sembra di vedere nessuno, ho troppo freddo e il tempo è sempe uno schifo, torno al caldo ad aspettare.



Ci dirigiamo alle gabbie all'ultimo minuto, piove ancora, smette a tratti, ma che esca il sole non c'è speranza.

Io e Giovanni siamo talmente in fondo che non si sente nemmeno quello che dice lo speaker dal palco, davanti a noi ci sono 3000 persone, pigiate e strette l'una all'altra per sentire meno freddo.

La partenza è lentissima, ci sono un paio di chilometri in cui si corre gomito a gomito, perchè il sentiero non è largo più di due metri: il primo km passa a 6'30'', ma anche i sucessivi non si discostano troppo da questo.

Appena ci allarghiamo ne approfitto per togliere in poncho di plastica, tanto piove poco, lo infilo sotto la prima maglia e starà lì per tutti i 30 km a tenermi caldo alla pancia.



Si va in leggera salita e qui sorpassiamo molte persone, non è faticosa, procedo zigzagando, Giovanni dice che forse vado un po' troppo forte, di sicuro ha ragione, ma ho le mani ed i piedi freddi, devo darmi una scaldata...

Poco prima del quindicesimo km, scrutando tra le gocce d'acqua che cadono dalla visiera del cappello, vedo davanti a me una ragazza con una lunga treccia, mi sembra familiare, la raggiungiamo e le chiedo se è Sara: è lei!! (Almeno un blogtrotters l'ho visto).

Corriamo più o meno insieme fino al ventesimo, qui mi attardo un po' al ristoro e Sara va avanti per la sua strada.

E' da qualche chilometro che andiamo in discesa, ma le gambe non si muovono troppo sciolte, la pioggia ha raffreddato i muscoli, la discesa non mi aiuta e si inizia a sentire un po' di stanchezza: tutto quello che c'è sopra la mezza maratona per me è ancora un mondo da esplorare.



A testa bassa si va avanti e alla fine arrivo: il cronometro ufficiale segna 2h55', il mio orologio si è fermato da un pezzo, mentre traffiavo con le maniche per tenere al caldo le mani, il real time dal sito della TDS è 2h52'.



Doccia calda nella piscina dell'albergo, pranzo veloce con birra e speck, poi siamo già in macchina per tornare a casa.

Esattamente 12 ore dopo la partenza da Cortina, sono a casa mia che mi cucino una bistecca gigante sulla piastra e alla domanda che mi viene fatta "La rifaresti?" rispondo "Si, per lo meno per vedere com'è con il sole..."

domenica 31 maggio 2009

segnali di fumo

Dagli ultimi segnali di fumo con Small Tarty e Big Jim,
ho appreso che hanno vinto la loro grande guerra, nonostante Dio della pioggia li abbia presi di mira..
avranno esagerato con la danza per far rinfrescare?
Aspettiamo racconto dettagliato.
Magari si potrebbe fare davanti a grande boccale..

Io oggi ho corricchiato un paio d'ore sotto l'acqua scrosciante e, sarà che pensavo al caldo tribolato domenica scorsa,
ma ho goduto alla grande!!

martedì 26 maggio 2009

Ci vediamo alla Cortina-Dobbiaco!



Sogni ricorrenti: una solerte e composta signorina che spiega a Giovanni che lì, in quell’albergo, non ci può proprio dormire, perché la prenotazione della stanza l’ho fatta io; poi al mattino io e un Giovanni stropicciato, che non si sa dove abbia dormito, forse in macchina, non sentiamo la sveglia e dobbiamo rincorrere il bus navetta.

Sta a vedere che, anche se non lo so, sono preoccupata per qualcosa…
E sia…confesso: domenica io e Giovanni siamo alla Cortina-Dobbiaco!

L’idea è stata sua, ma fin’ora l’organizzazione è stata mia (forse è questo che non mi fa stare tranquilla): io ho prenotato l’albergo e sempre io ho fatto l’iscrizione.

E’ per la Cortina-Dobbiaco che Giovanni ha comprato un paio di scarpe nuove, per questo giovedì abbiamo corso per 26 km fino alle 10 di sera, sempre per lo stesso motivo, due giorni dopo, non ci siamo fatti mancare una delle mezze maratone più bollenti che mi ricordi.
Questo non vuol dire che ci sia stata chissà quale preparazione, l’unica cosa a cui abbiamo badato è stata quella di non iscriverci troppo tardi per pagare un po’ meno l’iscrizione.

I 30 km non fanno parte dei miei incubi, quelli non li ho sognati, aspetto di vederli dal vivo….mai darli per scontati, ma non facciamoci nemmeno intimorire troppo prima.

Sono preoccupata per dove dormirà Giovanni….anche perchè pare che pioverà....

lunedì 25 maggio 2009

e Pelo ri.. ri.. c'è!!!!

Incurante della bolla di calura africana che ci ha avvolto in questi giorni,
incurante degli oltre 200km e degli oltre 3200mt di dislivello positivo, ieri, Andrea Di Giorgio (Pelo) a portato a termine la Nove Colli Running, correndola in 31h e 9'. (110 partenti 33 arrivati)

Ancora una volta ho capito che per imprese del genere, oltre alle qualità fisiche, è determinante la forza mentale, e "Pelo" in questo è un fuoriclasse.


Io ultimamente ho una forza mentale uguale a zero..
Venerdì sera avevo in programma una nuotata in mare... niente..
Sabato sera/notte dovevo aiutare, nel mio piccolo, per qualche km, a Pelo... niente..
Ieri sono andato ad Arcevia per una granfondo in MTB e l'ho conclusa ma.. niente... non c'ero.
Stasera volevo arrivare di corsa a Portonovo (15km).. ne ho fatti la metà...
Sono uno straccio!!!! ...e non trovà la scusa del caldo eehhh!!???

Come è andata la mezza maratona a Castelfidardo?

Ho visto un po’ di tutto ieri alla mezza di Castelfidardo: gente con le maglie arrotolate sulla testa, gente che pescava i cappelli nelle bacinelle delle spugne, gente sotto gli alberi ad aspettare non so cosa, gente sopra gli alberi a raccogliere ciliege (ne ho approfittato anche io alla grande)…
Già fuori dal solito bar dove aspetto Giovanni per fare la colazione alle 7:30 sudavo.
Giovanni arriva in ciabatte, occhiali da sole ed indossa una maglia gialla stropicciata, dice che è la stessa con cui ha dormito…ma avrà capito cosa andiamo a fare stamattina? O il 26 km di giovedì lo hanno segnato per sempre? O è colpa dell’allergia che come ogni anno lo sta soffocando?

Allo stadio di Castelfidardo è tutto un formicolare di atleti colorati, di borse, un vociare di preoccupazione per il gran caldo, il cielo è limpido ed il sole già picchia duro sulle teste.
Partenza puntuale alle 9, i primi due chilometri li corro con Giovanni più o meno a 5’20’’, ma poi lui accelera e io decido che per sopravvivere alla giornata è meglio che mi organizzi a modo mio.
L’organizzazione prevede di bere ad ogni ristoro un bicchiere se non due e di bagnarsi la testa con altrettanta acqua, prendendomi tutto il tempo che mi serve, tanto qui l’importante è arrivare.
Al primo spugnaggio come al solito prendo una spugna per usarla in quelli successivi, la infilo sotto la canotta, in mezzo al reggiseno, ogni tanto ci premo le mani sopra per rinfrescarle.
Arrotolo la canotta più che posso e a pancia all’aria vado per la mia strada, sfruttando ogni più piccola ed insignificante macchia d’ombra.

Nonostante la temperatura non sto poi così male, saranno stati i 26 km di giovedì, ma mi sento tranquilla.

Verso il dodicesimo km sfodero l’arma segreta, finora usata solo nella maratona, ma oggi serve qualcosa per tirarsi su: una caramella alla liquirizia che mi fa compagnia fino al sedicesimo chilometro.

I chilometri più duri credo che siano stati il diciottesimo/diciassettesimo: per motivi di viabilità dovevamo stare a destra e, mentre una lunga coda di macchine infuocate attendeva non troppo pazientemente il nostro passaggio, tutti guardavamo sconsolati ed accaldati l’ombra che stava esattamente dall’altro lato.

All’arrivo, dopo 1h58’, la sorpresa: quinto posto della mia categoria….ci deve essere stata una grossa moria di podiste categoria “G”, io, sopravvissuta, prendo e porto a casa!!

E' arrivata l'estate!! Rassegnatevi!

venerdì 22 maggio 2009

mamma mia che fatica!

Ieri sera c'erano due matti che giravano correndo, per i cosiddetti "quartieri nuovi".

Eravamo io e Cristina che, non contenti della preparazione, stavamo facendo un ultimo "lungo" prima di concederci il giusto recupero.

Correvamo come non facevamo da tanto tempo: senza guardare i tempi, in orari inusuali, più a lungo possibile, con tutte le pause "acqua" che desideravamo.

Ho scoperto anche che Cristina, fino al 20° km, lamenta piccoli dolori, problemi di origine "ignota", e si contiene in un silenzio solo a volte interrotto da lamenti. Dopo il 20° km, forse per la mancanza di zuccheri, le endorfine ormai sovrabbondanti, ecc inizia a sparare cazzate a tutta!

In ogni caso, dopo 2 ore e 31 minuti, abbiamo totalizzato 26km.