venerdì 25 novembre 2011
R.I.P.
Pubblicato da Cristina alle 11:50
martedì 15 novembre 2011
Corri e impara
Pubblicato da Cristina alle 22:04
venerdì 11 novembre 2011
Pubblicato da Cristina alle 11:06
venerdì 4 novembre 2011
Prossimi impegni...non sarà il parco naturale del Conero, ma è sempre un parco!
Pubblicato da Cristina alle 15:38
mercoledì 2 novembre 2011
Sul Monte Conero come Cappuccetto rosso, ma senza il lupo cattivo.
Pubblicato da Cristina alle 17:36
mercoledì 26 ottobre 2011
Filottrano. Trofero Extra
Pubblicato da Cristina alle 17:54
venerdì 21 ottobre 2011
Aspetto il I Conero Trail e sto al caldo
Pubblicato da Cristina alle 15:42
martedì 18 ottobre 2011
Abbiamo provato anche la CorriGubbio..
Pubblicato da Cristina alle 18:00
martedì 11 ottobre 2011
Il sig. G.B.
Pubblicato da Cristina alle 17:49
giovedì 6 ottobre 2011
Pubblicato da Cristina alle 20:48
La corsa è sempre lei: due giri intorno alle mura restaurate di fresco, per poi perdersi tra le colline, tra i terreni coltivati con ordine, sfiorando le cascine con le aie che rumoreggiano di galline e tacchini.
Anche la barista, la Signora del liscio, come ogni anno fa centinaia di caffè e ancora chiede quanti km è lunga la gara.
Le gambe vanno piano ma stanno bene, lo spirito è sollevato dal trovare al ristoro finale pizza alla cipolla e vino bianco...
Ora vediamo come ce la caviamo io e le mie vecchie scarpe domenica prossima alla Vallesinamarathon.
sabato 1 ottobre 2011
mercoledì 28 settembre 2011
Pixel e sudore
Pubblicato da Cristina alle 23:18
Nella foto Giovanni di spalle che mi precede mentre scendiamo dal Guasco. Dopo la salita al duomo, si butta un occhio al porto e al mare al tramonto. Sotto la città ronza e strombazza. A noi ci aspetta il parco del Cardeto, siamo al limite della visibilità e ogni tanto tentenno appoggiando i piedi.
Poi decidiamo di darci un taglio e saranno più o meno 15 km. Discesa leggera per il viale, un tentativo di allungare sotto gli Archi, io non raccolgo la sfida.
Ho sete.
Non ho smaltito il sacchetto di semi di zucca salati che ho divorato ieri notte: credo che la sensibilità alla lingua sia ormai compromessa e che avrò la bocca salata per gli anni a venire.
Domenica cercherò di soprevvivere alla mezza maratona di Serra de Conti.
venerdì 23 settembre 2011
Pubblicato da Cristina alle 11:09
venerdì 16 settembre 2011
mercoledì 14 settembre 2011
metamorfosi
Pubblicato da fabiodelpia' alle 22:00
La parola nuoto è un eufemismo, diciamo che riesco a spostare il mio corpo nell'elemento liquido.
Stili adottati:
cane libero in acqua..
mezzarana..
farfalla ancora nel bozzolo..
tartaruga sul dorso..
Da grandi miglioreremo.
L'importante è che il tempo passato a correre stà gradualmente aumentando e a mezzora ci sono arrivato.
Per la fine del mese mi piacerebbe avvicinarmi all'ora, tremendo mal di gambe permettendo..
mercoledì 7 settembre 2011
Ritorno a Frasassi
Pubblicato da Cristina alle 11:48
- c’era la visita periodica alla Santa Casa di Loreto, spesso in autobus, scortati dalla nonna devota. Dopo un breve tour della basilica, l’accensione di una candela ed il passaggio in mezzo alle mura nere della casetta proveniente dalla Palestina, che, per la verità, non sembravano tanto diverse da quelle di una casa di comuni mortali, si sperava di dare un senso alla giornata con un passaggio alle bancarelle che circondavano il tempio. E mentre la nonna voleva comprarci il solito rosario, noi volevamo tutt’altro…
- gita a Monte San Vicino, meglio se nelle canoniche ricorrenze del primo maggio o ferragosto: arrivo, breve passeggiata per trovare un posto dove mangiare al sacco e qui parcheggiare i genitori, ricerca di altri bambini per “fare qualcosa” sperando che qualcuno avesse almeno un pallone. Pranzo al sacco e seconda passeggiata, per digerire e raccogliere i ciclamini (che ormai credo si siano estinti). Se si voleva variare un po’ al posto del San Vicino, ci toccava il monte Cucco: una capocchia brulla e ventosa che piace solo a quelli che si buttano con il deltaplano e simili.
- visita alle grotte di Frasassi: stalattiti e stalagmiti, grotte, cunicoli, un grande freddo e un continuo gocciolare. Delle gite alle grotte ricordo una cavità gigantesca che ti dicevano avrebbe potuto contenere l’intero duomo di Milano (“Oohohooo!! Che meraviglia…” si diceva tutti in coro) e poi che era severissimamente vietato toccare le sculture calcaree naturali altrimenti, testuali parole, “Diventano nere e non crescono più”. Quindi appena si entrava tutti lì a toccare quel piccolo mozzicone di stalattite che era a portata di mano, annerito dalla curiosità umana.
venerdì 2 settembre 2011
il risveglio
Pubblicato da fabiodelpia' alle 22:42
Dopo tanto e tanto pedalato ciò mi creava un certo disturbo, sarà che ancora il termo segna oltre i 30°,
sarà il dolore proveniente dal sistema muscolscheletrico avezzo solo al gesto pedalato, sarà che con la biruota si và in senso di marcia o per sentieri, ma l'esercizio è durato poco, dopo 20 interminabili minuti mi son rimesso al passo.
Ma prima di riaddormentarmi non mi son fatto mancare 3 giretti nella pista di atletica, il giusto per capire, dopo un attenta e profonda autoanalisi che il prossimo risveglio avverrà lungo sentieri verdi o altri colori, di campagna di mare o di montagna..
Buonanotteeee..!
mercoledì 31 agosto 2011
Un problema risolto
Pubblicato da Cristina alle 11:57
Al campo d’atletica di Ancona (l’unico che abbiamo) ci sono le crepe sulla pista, in ogni crepa abita una lucertola, negli spogliatoi ci sono le zanzare, tante zanzare, talmente tante che alcune si sono trasferite nella piccola e malconcia palestra che sta sotto gli spogliatoi.
Ora, se si aggiustasse la pista e si chiudessero le crepe, magari quelle pigre lucertole che fanno capolino da sotto il tartan e non si spostano neanche se in arrivo c’è un piede da 46 lanciato a tutta, potrebbero trovarsi costrette a cercare rifugio altrove…
Ovvero negli spogliatoi e nella palestra e per le zanzare non ci sarebbe più scampo, così io non starei a grattarmi come un gatto rognoso mentre, con estremo sforzo, cerco di mettere in fila quattro addominali.
Sterminate le zanzare, avremo i suddetti locali invasi da rettili, ma a questo punto, finito il cibo, non credo che si tratterrebbero a lungo.
Le lucertole, con la pancia piena, emigreranno altrove, le meno intenzionate potremmo convincerle ospitando qualche gatto, forse ne basterebbe anche uno solo se sadico al punto giusto (tipo la mia gatta bianca andrebbe benissimo).
E questo problema sarebbe risolto…
Ora devo pensare a come eliminare i calciatori abusivi che ci hanno invaso con i loro calzoncini sopra al ginocchio e le scarpettine…

martedì 23 agosto 2011
Agosto
Pubblicato da Cristina alle 10:45
Ferie finite (non l’estate per fortuna).
Agosto è volato (purtroppo).
Niente gare (anche se ce ne sarebbero state).
Un agosto di Langhe e mare Adriatico.
Le Langhe hanno portato il loro vino rosso, le grigliate, il riposo nel silenzio dei noccioleti e dei vigneti, fuori dalla portata di qualunque operatore telefonico, la lettura, i discorsi filosofici sulla vita e i banali ricordi di noi giovani della fine degli anni 80.
A sorpresa sulle colline astigiane è arrivata la prima corsa della mia vita alle 5 di mattina.
Poi, dopo 500 km di moto e autostrada, ecco l’Adriatico, quello solito, a 20 minuti da casa (parcheggio, discesa in spiaggia e stesura dell’asciugamano compresi) che non sarà la costa Smeralda, ma che ho rimpianto ogni volta che sono andata al mare da un’altra parte.
Ora sono tornata nel solito flusso delle cose: testarda non ne voglio sapere di svegliarmi prima per correre con un clima più gentile, quindi boccheggio alle 18 al campo di atletica, schivando squadre di calcetto in fervente preparazione, così come la flotta nera degli arbitri, i giovanissimi e velocissimi atleti che ancora sono nel pieno delle vacanze scolastiche, il custode che con la motozappa frulla la sabbia del salto in lungo…
Insomma sono ancora qui, a vedere se il test del moribondo lo passo oppure no…
lunedì 1 agosto 2011
Il peso degli 8 minuti
Pubblicato da Cristina alle 16:03
Ah…bei tempi…quando si tornava da Sarnano con in braccio il prosciutto.
Bei tempi quando all’arrivo si trovava la sorpresa di un piazzamento.
Bei tempi quando si faticava ma almeno si sentiva la strada scorrere sotto le suole.
Ora corrono altri tempi: quelli bui.
Tempi in cui le gambe fanno fatica e la strada sotto non scorre.
Tempi in cui si suda e non si portano a casa prosciutti.
Tempi da 8 MINUTI in più rispetto al tempo dell’anno scorso, sugli stessi 10 km.
Sarnano è un bel paesino, un bar ogni due abitanti, un chiosco mobile di porchetta che è la boutique del salume, una piazza con il traffico dell’ora di punta di una megalopoli e un paio di gare podistiche: una invernale ed una estiva, su due percorsi diversi, ma sempre molto ondulati.
Per entrambe le gare la stessa organizzazione paesana, da sagra, fatta con tanto amore, ma anche tanto caos..
Partenza alle 10 abbondanti e sotto un gran sole. Perdo subito la capacità di respirare ed il controllo del mio corpo.
Saranno i colpi della corsa scomposta in discesa, saranno i bagordi estivi, sarà che la settimana è stata molto faticosa, sarà quel che sarà…ma da subito mi sento piegata da una fitta al torace che non mi molla.
Sia che rallenti, sia che acceleri, sia che respiri profondamente o velocemente, il risultato è lo stesso: uno spillone conficcato nel torace e la totale incapacità di spingere con le gambe.
Riacquisto una parvenza di controllo di me stessa non prima del quinto chilometro, ma ormai non posso fare altro che arrivare al traguardo, con un epico passaggio all’ultimo ristoro dove non c’era più nemmeno un goccio d’acqua.
8minuti8minuti8minuti8minuti8minuti….questo sarà il mantra delle prossime corse!!












