martedì 26 giugno 2012

Solo 18


Ci siamo contati ed eravamo solo 18.
Una serie di circostanze sfavorevoli tra cui un’altra corsa già svoltasi al mattino, una temperatura che non ce l’hanno neanche nella Death Valley il 15 d’agosto, l’imminente scontro epico in Polonia per salvare l’onore della patria ed ecco che a questa prima edizione del “Trofeo Massimo Galeazzi” siamo 18 gatti.

C’erano le premesse per prendersi tutti a schiaffi e sputarci in faccia per non essere rimasti a rosolarci in spiaggia, invece che venire a correre.

Tre pattuglie dei vigili a fare agli straordinari per vigilare sugli incroci, un apri-strada con la punto bianca dotata d’impianto d’amplificazione che urlava a tutti “di scansarsi che passa la corsa” quando noi tutti avremmo preferito correre nel più completo anonimato, un percorso accorciato a 6 km ma tutto salita e discesa, due ristori con acqua e the che forse potevo anche saltare, ma il bicchiere me lo hanno offerto con tale gentilezza che non si poteva dire di no, solo le anziane signore uscite a braccetto dalla messa delle 18 a fare il tifo, specialmente per le donne.

Potenzialmente sembrava un disastro.

Eppure è stato un disastro divertente, a cominciare dal solito esibizionista che è partito a palla davanti a tutti e che poi è evaporato facendo un bel botto molto prima del secondo chilometro.
Nemmeno l’apri-strada, riciclatosi poi come servizio scopa, è riuscito a trovarlo…

E’ stata una gran sudata per beneficenza, un’ottima scusa per andarsi poi a scolare due birre gelate nell’unico posto che non faceva vedere la partita.

venerdì 22 giugno 2012


Non corro.
Nuoto.
Anzi galleggio che è meno faticoso.

Di corsa se ne riparla domenica sera, ad un non competitiva di beneficenza e sotto casa.

Benvenuta estate...è tanto che ti aspettavo!!!

martedì 19 giugno 2012

La regina delle mosche


Sentivo un brusio. Forte. Continuo.
Insistente. Fastidioso.
Ho pensato che si sarebbero stancate.
Ho sperato che si perdessero e che il vento le spazzasse via.
Ero convinta che a forza di girare in circolo si sarebbero disorientate e mi avrebbero lasciato andare.

Ma non c’è stato niente da fare, nemmeno a prenderle a schiaffi, nemmeno ad infilarsi nel bosco sotto i rami più bassi, nemmeno ad appiccicarsi a qualche altro sventurato lungo il sentiero affinché cambiassero obiettivo.

Tanti passi facevo io, tanto si spostavano loro, sempre sopra da sentirle fino in fondo al cervello, senza vederle, solo ombre rumorose che intravedevo con la coda dell’occhio.

Alla fine mi rassegno all’evidenza: sono una merda!
Altrimenti come si spiegherebbe quella nuvola di mosche che ha deciso di sciropparsi 19,700 km tra un rifugio e l’altro di Forca di Presta, proprio sopra la mia testa?

Appena partiti, fatto nemmeno un km il tipo dietro a me mi fa: “Perché hai quasi 100 mosche sopra la testa?”
Da lì in poi io ed il mio codazzo siamo stati inseparabili: quando camminavo in discesa sulla cresta di montagna che si affaccia sulla piana di Castelluccio quasi in fiore, sulla sassaia che porta al primo rifugio, sul sentiero stretto che sale verso il rifugio dell’Enel, nella penombra del sottobosco mentre incrociavo gli escursionisti che facevano il nostro sentiero al contrario, sull’ultimo prato in salita dove ero riuscita a riprendere almeno 4 “stambecche” che m’avevano sorpassate in discesa…

Ho riportato tutto il battaglione sano e salvo all’arrivo, esattamente dopo 2h09’ e un po’ di secondi, non ho perso nemmeno un elemento per strada.
Compatto il nuvolone nero ha concluso soddisfatto la trentanovesima edizione “Da rifugio a rifugio”, per poi trovare ristoro e rifocillarsi nella spazzatura alla ricerca dei piatti sporchi di riso alla panissa cucinato dagli alpini di Vercelli.

Solo a questo punto ho potuto godere del silenzio della montagna e dell’azzurro del cielo appoggiato sopra il verde dei Sibillini..

Ed ecco la regina delle mosche:

martedì 12 giugno 2012



A malincuore e con il mal di pancia quest’anno rinuncio alle “RANE”.
Forze oscure hanno rimescolato tutto il calendario podistico regionale e quasi niente è al suo posto.
Tante corse sono finite una addosso all’altra.
Di andare a dormire a l’una di sabato notte, perché tanto lo so che alla birra e alla piada non rinuncerei, per poi svegliarsi alle 5 non se ne parla.
Quindi tornerò solo dalla SIBILLA, alle sue montagne e ai suoi sentieri.

Andrò a sentire se ha qualcosa da dirmi…

lunedì 28 maggio 2012

Vecchia come una corsa..


Metto in ordine chili di volantini di corse collezionati qua e là e m’accorgo per la prima volta che molte delle gare a cui vado sono “vecchie” come me, anche se i nostri trentotto anni, o giù di lì, li portiamo a spasso benissimo.

Per esempio, due domeniche fa ero alla quarantesima edizione della maratonina elpidiense, in un posto che si chiama Sant’Elpidio a mare, ma che sta in collina e che per vederci il mare ti devi portare il binocolo.

Sono stati 15 km e mezzo di salite e discese, soprattutto alla fine, dove c’è stata una discreta selezione naturale: 2km di tornanti abbastanza ripidi da fare qualche vittima e così, scavalcando chi in discesa m’aveva sorpassato un po’ troppo allegramente, scalando qualche posizione, mi sono portata a casa il quarto posto della mia categoria e ho appeso un altro salame in cantina.

Quelli della gara di Sant’Elpidio sono 40 anni portati bene; quando io ancora non esistevo, qui già si correva.

Ieri invece ho scelto una gara più “giovane”, una 28 edizioni, ma abbastanza vintage: tutto rigorosamente non competitivo, un bel cartoncino da attaccare sulla maglia “valido solo per il ritiro del premio”, da scriverci sopra il nome “perché non si sa mai”, nessuna classifica, nessuno che si segna l’ordine di arrivo dopo che è arrivata la prima donna.
Infatti quando arrivo io, dopo 51 minuti, si fa ormai fatica a centrare l’arrivo in mezzo al formicaio di podisti-camminatori che stanno divorando il ristoro finale.
Fermo in tempo, guardo dietro per vedere di quanto ho lasciato indietro alcuni personaggi superati in salita, poi mi cambio e torno a casa come se niente fosse successo.

Tra un paio di settimane si ritorna in montagna, alla 37esima edizione che mi piace molto…più vicina alla mia età..

venerdì 18 maggio 2012


Ieri sera una prova all'ultimo minuto, per vedere se le gambe di Giovanni se la possono permettere una gara da 15,5 km.
Io vado al traino dopo la partenza trafelata dalla pista di atletica restaurata, che sta finalmente prendendo forma.
Hanno ridipinto i numeri e le corsie, da un paio di giorni sono comparse anche le recinzioni, alte, con il cancello.
Quelle recinzioni dovrebbero impedire all'umile "volgo", che corre solo per la prova costume, di invadere la riserva, dove invece corrono quelli seri, quelli con le chiodate, quelli, per citare quello che ho sentito ieri sera, "che fanno davvero atletica".

In attesa di sapere se sono degna del badge che mi aprirebbe i cancelli del paradiso della corsa, faccio il mio dovere: 10 km cittadini, con salita al duomo, per godere del panorama del porto e riprendere fiato dopo aver sputato un polmone sullo scalone Nappi.

Adesso se ne riparla domenica alla 40° Maratonina Elpidiense
Speriamo solo che non piova...


martedì 15 maggio 2012

Primavera fabrianese



A Fabriano, per quel che mi riguarda, alla fine ha vinto il panino al salame con un netto 3 a 1 ai danni del panino con la lonza, buono pure lui, però meno sfizioso, a mio parere.
Onesta la lattina di birra pseudoSpaten, quasi fresca. Il panino con la frittata non ho avuto modo di assaggiarlo.

Ma la Primavera fabrianese di domenica scorsa è stato anche tanto altro.

Innanzitutto sono stati 22 km con un dislivello di un migliaio di metri, per tutti, sia per chi l’ha presa da podista, chi l’ha fatta da escursionista, chi con i figli nello zaino, chi con le Converse ai piedi, chi con gli scarponi e le racchette, chi con il cane….

Nei miei 22 km ho avuto le mie fasi.
C’è stata la solita fase di sconforto davanti al muro verde che porta in vetta, dove tante formichine colorate si stavano già arrampicando, poi c’è stata l’estasi della corsa sul prato in quota, pieno di profumatissime orchidee selvatiche e di narcisi, immersa nel silenzio di una nebbia un po’ inopportuna.
Poi è stato il momento del terrore puro nei km in discesa a strapiombo verso l’eremo, dove le gambe mi tremavano per lo sforzo di frenare e perché tutto, sotto la suola delle scarpe, mi sembrava che franasse. Passata la paura, nella seconda metà del percorso, è stato il momento di ritrovare il coraggio, rimettere in riga le gambe e, grazie all’ennesima salita, recuperare buona parte degli spavaldi che in discesa mi avevano superato saltellando come stambecchi.

Arrivo in tre ore, mezz’ora meglio dell’anno scorso.
Non è questione d’allenamento, basta non perdersi…


mercoledì 9 maggio 2012

Una decisione da prendere, che forse ho già preso


Il fatto è che, dopo l’ecotrail di Colle San Marco, mentre la testa si crogiolava per il piazzamento, le gambe erano insofferenti a qualunque tipo di movimento, fiaccate da quasi 20 km di corsa in montagna e con un dislivello che pare fosse di quasi 1000 mt.

Con un po’ di testardaggine, due giorni dopo avevo portato le stesse gambe, sempre doloranti e stanche, a fare i soliti 10 km della gara dell’Avis di Chiaravalle, nota come “la gara del salame” del 1 maggio. Qui le gambe non ne volevano proprio sapere, tanto che a metà mi ero anche fatta un bel riposino al punto di ristoro per poi ricominciare a correre e sudarmi il famoso salame, dopo quasi 53 minuti di corsa.

Riaffrontavo le mie gambe un paio di giorni dopo: una mezz’ora sul prato intorno alla pista di atletica ancora chiusa. Una mezz’ora senza grande slancio, con altrettanto tempo passato al sole, in mezzo alle margherite, ad inventare nuove posizioni di stretching, il tutto per giustificare la doccia negli spogliatoi e poi scappare a fare una birra.

 Il mattino successivo le gambe non se li ricordavano più quei 20 km di montagna e la testa a cominciato a cercare qualcosa da fargli fare. Ma per la domenica seguente non aveva trovato niente: unica gara disponibile in regione era la Colle-marathon, per di più il tempo s’era messo decisamente al brutto, quindi le gambe si sono prese un altro giorno di riposo.

Ma adesso??
Per questa domenica di cose da fare ce ne sarebbero pure troppe ad iniziare da una 12 km molto carina, su strade periferiche, con un po’ di colline da guardare intorno a Castelraimondo, ben organizzata e frequentatissima.
Poi ci sarebbe un’altra corsa, di nuovo in montagna, una 22 km mooolto in salita, con dei deliziosi micropanini al ciauscolo offerti alla fine dal CAI di Fabriano.
Per i “guardoni” che non corrono si può sempre andare a vedere olimpico a Numana.

Mentre ci penso sbircio il meteo del week end…ma io credo di aver deciso cosa voglio fare..

lunedì 30 aprile 2012

Eco trail di Colle San Marco

Se prendi le cose come vengono a volte potresti anche ritrovarti ad arrivare seconda ad una gara.
E io che non credevo nemmeno di finirlo questo Eco trail di Colle San Marco....

Oggi le gambe sono un po' indolenzite, ma domani alla garetta dell'AVIS a Chiaravalle ce le porto lo stesso..

venerdì 27 aprile 2012

CorriLucrezia 2012... bella anche senza....


Dalla gara di Lucrezia porto a casa una grande soddisfazione ed un piccolo dispiacere.
Mi compiaccio e mi congratulo con le mie gambe perché, anche se solo per una decina di secondi, mi portano al traguardo in meno di 50 minuti, che per me è un avvenimento.
E non stiamo a fare osservazioni se nella classifica ufficiale vicino al mio nome c’è un 50’02’’, il mio orologio lo sa che c’ho messo 49’53’’.
Va bene che, a parte un cavalcavia, la gara tende al pianeggiante, che era una giornata perfetta, con il sole, solo un po’ ventosa…però io così veloce per 10 km non ci vado nemmeno in discesa di solito.
Alla partenza siamo così tanti che non si riesce quasi a stare dietro alla linea di partenza, pigiati come sardine, non mi accorgo nemmeno che c’era Fabio.

Partenza veloce, più che altro per evitare di essere calpestata e di fare fine del riccio sulla linea di mezzeria. Mantengo per i primi tre km, poi inizio ad andare in apnea e tiro il freno.
Faccio i miei soliti calcoli complicatissimi ad ogni cartello dei km che passo e mi stimo molto: anche se per un pelo viaggio sotto i 5’/km.

In prossimità del traguardo spremo le ultime energie dalle gambe, sputo un polmone negli ultimi 100 metri ma almeno sono riesco a fermare il cronometro e a risparmiare 7 preziosissimi secondi.
Sono soddisfazioni…

Unica nota spiacevole: quest’anno niente panino con la porchetta offerto a tutti i partecipanti.
Ed è un vero peccato, perché dopo tanta fatica, ci stava proprio bene, ma me ne farò una ragione.

In preda all’entusiasmo e con un piglio di superbia, nel pomeriggio ho anche perfezionato l’iscrizione al trail di Colle San Marco: speriamo bene.

lunedì 23 aprile 2012

Conero Runnig...fatta!


Hey voi...dico a voi!!

A te ragazza che ti prepari per la prova costume, concentrata come prima di entrare a fare l’esame di maturità. Ragazza che corri con il maglione legato in vita per coprire le chiappe.

A te ragazzo che invece sfoggi i soliti pantaloncini della Umbro, da ex calciatore, con il calzettone lungo e che quando corri sembra sempre che stai cercando un pallone da prendere a calci.

Mi fa piacere che siete venuti a correre la Conero Running, non m’importa nemmeno se volete suicidarvi correndo la 21 km anche se vi siete iscritti alla 10.

Ma quello che non capisco è perché quel maledetto Ipod lo dovete far partire solo appena passate la linea di partenza, non un millimetro prima?
E’ inutile che scattate come molle appena lo starter spara, emozionati e carichi, per impallarvi subito dopo, fatti nemmeno 2 metri, per far partire la play list, tanto più che dietro magari ci sono io che non riesco a passarvi né a destra né a sinistra, ma sto lì a saltellare sperando che vi si accenda la musica e che vi rimettiate a correre.
E magari state pure ascoltando Tiziano Ferro…

Ma veniamo alla corsa.
E’ la mia terza mezza da quando ho ricominciato a correre a fine febbraio.

Mi organizzo da subito per trovare un passo comodo, conosco bene il percorso, so che tende al pianeggiante, anche se gli ultimi 4 km a tornare indietro sul lungomare di Marcelli sembrano sempre un po’ in salita.

Corro insieme a Giovanni o forse è lui che corre con me? Visto che in pratica è privo di qualunque tipo di allenamento per la corsa, figurarsi a fare 21 km…

La prima metà della gara scorre veloce, partiti da dietro facciamo anche qualche sorpasso.
Tra un cavalcavia e l’altro, tra una bevuta comoda ai ristori si mantiene una velocità di crociera sui 5’18’’/km
Si chiacchiera e si corre con la gente intorno, gli argomenti sono vari: si parla di pallavolo (Macerata che si gioca lo scudetto), della partita della Juve (in autostrada sfrecciano i pulman degli Juventus-club), c’è chi invoca la Madonna appena vede la cupola del santuario di Loreto.

Io invece ho voglia di rivedere il Conero e di puntare all’arrivo, perché, sarà che siamo oltre il sedicesimo chilometro, sarà l’infelice immagine del ciclista che ci ha pedalato davanti per un po’, ma soprattutto del suo culone che traspariva da un paio di pantaloni bianchi, portati, ovviamente, senza mutande, sarà che, anche se minacciata dall’inizio alla fine da un nuvolone, la giornata s’è fatta calda…insomma inizio ad essere un po’ stanca.

Perdo il contatto visivo con Giovanni sulla curva sopra la foce del Musone ed inizia la parte faticosa: gli ultimi quattro km.
La testa sa dov’è l’arrivo, ma gli occhi non lo vedono, le orecchie sentono la voce dello speaker, ma quel traguardo non arriva mai.

Alla fine 1h 53’33’’..in pratica come San Benedetto.

Ora, per completare il mio programma di aprile, mi mancano solo la CorriLucrezia ed il trail di Colle San Marco…

mercoledì 18 aprile 2012

Vivicittà 2012


Si narra di epici scontri nell’edizione 2012 della Vivicittà ad Ancona.
Si dice che un presunto corridore privo di pettorale, quindi un abusivo o un jogger agganciatosi al serpentone dei regolari, abbia avuto un intenso e fisico scambio di opinioni con uno qualunque dei vigili urbani che disciplinavano l’attraversamento della corsa ed il flusso delle macchine davanti al comune.
Le cronache anconetane riferiscono che il jogger, forse inconsapevole del fatto che “se non hai il pettorale ben in vista, non sei uno che corre la gara, ma solo un pedone arrogante che vuole passare con il rosso” non abbia mai provato la gioia di tagliare il traguardo, ma i testimoni dicono che abbia finito la sua corsa diritto dentro alla camionetta dei vigili.

Si narra poi della battaglia di Cristina contro la cena della sera prima: un piccolo plotone di almeno quattro bicchieri di bianco, per la precisione due di Tocai e due di un altro bianco friulano non identificatosi (per la cronaca il Tocai non m’è sembrato eccezionale), un piccolo reggimento di crostini alle noci e formaggio puzzone, comandati da una pinta di birra rossa doppio malto.
Una piccola scaramuccia mattutina con la nausea, un vago sentore di puzzone che si riaffaccia, spinto su dalla birra…condizioni ideali prima di una gara, in una domenica mattina minacciata dalla pioggia.

Ricacciavo giù il puzzone con un caffè, colazione saltata, per non mandare rinforzi al nemico, ma per tutta la metà del primo giro, lungo la discesa affrontata un po’ alla garibaldina, lo sentivo che scalpitava e attendeva il momento buono per colpire.
Al giro di boa pensavo di aver risolto a mio favore lo scontro e ci bevevo sopra anche un po’ d’acqua, per affogarlo per sempre.
Invece il bastardo cercherà di colpirmi alla fine, sotto il traguardo, quando, con il cuore in gola, finivo questi 12 km molto scarsi, dopo una volata sulla malconcia pista di atletica del vecchio stadio Dorico.

Per un attimo c’è stata l’imbarazzante possibilità che il puzzone tagliasse il traguardo prima di me.

Puzzone a parte questi 12 km li ho portati a casa in 55’48’’, insieme ad un ignobile piazzamento nella mia categoria, ottenuto, non grazie alle gambe, ma per la bassa affluenza di donne categoria I.

Ora giuro che sabato sera farò la brava, perché, se per 12 km ce l’ho fatta, per tutti i 21 della Conerorunning di domenica, dubito che riuscirei ad avere la meglio sul formaggio puzzone.

venerdì 13 aprile 2012


Porto avanti il mio progetto podistico suicida.
Sopravvissuta alla mezza di San Benedetto, i 10 km di Pasquetta a Senigallia sono scorsi abbastanza bene.
I primi tre km a palla, cercando di stare attaccata alle suole di Giovanni.
Altri cinque a velocità più ragionevole per recuperare il fiato ma con un occhio alla soglia dei 5’/km.
Tracollo dignitoso negli ultimi due km, con la voce dello speaker portata dal vento che ti fa credere che sei arrivata, mentre del traguardo nemmeno l’ombra e, quando alla fine ci arrivo, subisco pure l’onta del sorpasso infame a meno di 5 metri dalla fine.
Un 50’21’’ per una gara senza dislivelli significativi, giusto un paio di curve secche.

Baci e abbracci con Fabio che è tornato a gareggiare dopo un sacco di tempo.

Ora attendo i 12 km della Vivicittà in pieno centro ad Ancona: se ne vedranno delle belle e soprattutto se ne sentiranno tante da parte degli automobilisti, ma io a correre nella giungla metropolitana dorica ci sono abituata.

In preda ai fumi delle endorfine da post-corsa serale mi sono pure iscritta alla ConeroRunning di Numana e visto che c’ero ci ho infilato in mezzo anche l’iscrizione di Giovanni, poi chi sopravvivrà vedrà…

Mi manca ancora il coraggio per procedere con l’iscrizione del trail di fine mese, ma temo che lo troverò…

lunedì 9 aprile 2012

tutto ebbe inizio..

Era la primavera del "lontano" 2007. 
Avevo cominciato da poco a corricchiare, dopo tanti anni di ciclismo, e alla domenica andavo a farlo in mezzo al mucchio, nelle varie garette podistiche (max 10km) locali. 
Questa volta il ritrovo era al campo di atletica "le saline" di Senigallia. 
Qui ebbi il piacere di conoscere due ragazzi simpaticissimi di cui leggevo da tempo le loro gesta su un blog che avevo trovato per caso, un giorno che curiosavo in web, sul variegato  mondo del running. 
I due ragazzi erano Cristina e Giovanni e il blog, codesto. 
Da lì di acqua sotto il ponte ne è passata..i km sotto le suole in eva pure.. dalle 10 ero salito alle distanze superiori; 12/15km, poi alle mezze maratone, alle 30, per poi "precipitare" nelle maratone..ed un ultra..
I blog pure erano cresciuti a dismisura.. Poi lo stop durato oltre 2 anni con l‘unica attività quella pedalata fino a che, oggi....:  
Ore 8 ritrovo al campo “le saline“ di Senigallia per la 10km, corsa per i primi 4 km a 4'50"/km per poi aumentare di 10" al km nei successivi. Tempo tot. 44'35
Contento di aver ri-corso e star bene.. contento di aver ri-incontrato i due ragazzi....

giovedì 5 aprile 2012

Riassunto delle ultime due settimane della mia vita.


Ovvero quelle dal 23 marzo al 6 aprile.

Intanto, con tutto il bel da fare che avevo sbandierato ai quattro venti, per la prima delle due settimane ho preso un treno e mi sono regalata una vacanza di relax totale.
Una vacanza di mangiate, lunghe passeggiate a passo spedito (57 km in 4 giorni)
Risultati ottenuti: l’abbronzatura del muratore, più due polpacci indolenziti e duri come il marmo.

Prima di salire sul treno avevo fatto appena in tempo a mandare l’iscrizione per la mezza maratona di San Benedetto.
Piccola parentesi polemica: “Cari organizzatori della sopraccitata mezzamaratona, siete bravissimi, è tutto perfetto come ogni anno, ho molto apprezzato i calzini, il percorso, i ristori, specialmente quello finale, la doccia calda…ecc. Ma non si potrebbe trovare una formula alternativa al pagamento anticipato tramite bonifico bancario? Mi sta bene pagare all’atto dell’iscrizione, un po’ meno regalare tre euro e mezzo alla banca…”

Non faccio in tempo a disfare lo zaino della vacanza che devo già preparare la borsa per la gara ed eccomi alla rotonda Giorgini, assolutamente impreparata per questi ennesimi 21 km.

Mentre perdo tempo in attesa di cambiarmi, tra la solita flora&fauna podistica locale, vedo un volto che mi sembra di riconoscere…maglia arancione, scartabello nell’archivio della mia memoria e arrivo al maggio 2008, a Firenze, alla partenza del Passatore: è Giampy.
Toh va chi si vede…un po’ di gossip e rapidissimo aggiornamento degli ultimi 4 anni, baci&abbracci ed è già ora di mettersi a correre.

Gara da manuale: parto forte (come al solito) e arrivo piano (come al solito), ma il tempo finale di 1h 53’ 17’’ mi trova molto contenta, perché sono pur sempre 4 minuti abbondanti sotto alla mezza di tre settimane fa.

Lunedi e martedì dopo la gara: campo di rendita e mi riposo, anche perché sembra che sia tornato l’inverno.

Ieri sera ritorno a correre in vista dei futuri e pressanti impegni, ma penso bene di dimenticarmi i calzini a casa…
Eccomi quindi calzare, dentro le fide Mizuno, un bel paio di calzettoni di lana viola, arrotolati a pedalino fino alla caviglia.


Risultati ottenuti: una bella vescica ed il balzo in testa alla classifica “una vestita così male all’Italo Conti non la vedevamo dal 1983”, stracciando anche le casalinghe che vengono a passeggiare alla pista in pantofole e golf sulle spalle…

venerdì 23 marzo 2012

Una serie di idee...una peggio dell'altra



Ecco una serie di cose da fare ad aprile, forse tutte, se non salto per aria prima:


lunedì 19 marzo 2012


Corsa a Trodica di Morrovalle: parti dalla piazza, esci sulla statale, ti butti con un po’ di slancio sull’unica vera salita, poi un momento di respiro in mezzo ai campi, infine un tratto un po’ antipatico perché sei di nuovo sulla statale.
Si conclude tutto con un giro molto largo della piazza, un paio di curve ed il rettilineo finale di 100 metri da correre a tutta perché c’è sempre qualcuno che da dietro ci prova ad arrivare prima di te e, se non stai sveglio, in un secondo, per uno sputo, ti giochi l’ambitissima trecentocinquantasettesima posizione.

I pettorali sembrano un po’ riciclati perché presentano dei buchi sospetti agli angoli, ma sono puliti, alla fine per tutti c’è l’uovo di Pasqua…

Insomma ero pronta alla solita gara, alla solita domenica di corsa, non esaltante, ma almeno un’onesta sudata sotto il sole, buona per smaltire le birre del sabato sera.

E così è stato, almeno fino a metà del nono chilometro.
Sono lì che faccio la prima curva a destra e rientro nel quartiere, il ragazzo davanti a me grippa e s’inchioda, io lo schivo e vado avanti.
Sento ciabattare da dietro e lascio strada ad un simpatico signore che ringrazia, insieme a lui faccio l’ultima curva e alziamo la testa per vedere lì davanti l’arrivo, in cerca di un po’ di energia per arrivare con slancio.

Mentre sta per partire l’irreversibile cavalcata finale ed il cervello spinge un “play” immaginario per tagliare il traguardo urlandomi in testa “Let there be rock, mi si parano dinanzi una transenna ed un nastro bianco e rosso: l’appuntamento con il traguardo è rimandato dietro altre due curve inattese ed inopportune, forse per aggiustare un po’ il chilometraggio.

Il cervello riavvolge il mastro e attacca con La locomotiva di Guccini, taglio il traguardo ripetendomi “che gli eroi son tutti giovani e belli… che gli eroi son tutti giovani e belli”.

La morale di oggi è: sta in campana e risparmia un po’ di fiato, che quando meno te l’aspetti e pensi di essere arrivata, ti tocca fare un giro in più…

lunedì 12 marzo 2012

Ce l'ho fatta...anche se a gattomignò


A riprova che la testa ha il suo peso sulle gambe e che l’importante è avere i giusti stimoli ecco come la minaccia del “ se ci metti più di due ore, ti prendo a zampate” ha dato risultati inattesi.
Così ho tirato un sospiro di sollievo, quando, passando di fianco al cartello del ventesimo km, l’orologio segnava 1h 50’ e mi son detta: “Ce la farò a fare poco più di 1 km in meno di 10 minuti”.
L’occasionale compagno di corsa di quella domenica, mentre spremeva le ultime energie dalle gambe, al suono delle quattro stagioni di Vivaldi aveva esalato un “Speriamo di si” poco incoraggiante, ma ormai le mie gambe, anche se provate, avevano intravisto l’arrivo in fondo al corso e, a meno d’avvenimenti assolutamente nefasti ce l’avrei fatta a salvare le terga dall’aggressione delle suole delle scarpe del crudele motivatore.

La mattina di domenica era arrivata presto, ad una serata di sobrie libagioni (leggasi solo birre e niente ammazzacaffè) e di cibo gustoso (una bella tagliata di manzo) erano seguite varie sveglie notturne per fare pipì. Così mancavano quasi due ore alla partenza ed io ero già a Civitanova, assolutamente impreparata per questi 21 km.

Alla partenza percepivo una certa tensione, un misto di funesta attesa per due ora di fatica e di timore per la minacciosa promessa, così ho deciso che, se volevo salvare le chiappe, dovevo farlo subito, già dall’inizio, senza fare una partenza al risparmio e sperare in un arrivo pimpante ed in progressione, non è stato mai il mio stile.
Ma non potevo nemmeno suicidarmi esplodendo tutte le polveri entro i primi tre km…

Decisione difficile e mentre ci pensavo, ero già nel mezzo del mucchio che scalciava per partire.
E alla fine cosa ho fatto?
Ho fatto quello che faccio sempre: ho messo in moto le gambe, ho lasciato che scegliessero loro, portandosi dietro la testa ed i suoi complicati algoritmi sulla velocità ed i tempi finali conseguenti.

Fino al decimo i neuroni erano addirittura in grado di calcolare la velocità di crociera, mentre intrattenevo una cordiale conversazione con i vicini di corsa.
Dal quindicesimo in poi, sotto un forte vento che spazzava il lungomare portandoci addosso acqua salmastra e salsedine, è calato un faticoso silenzio e nessuno ha aperto bocca, fino alla visione del ventesimo chilometro, quando ho capito che portavo a casa le chiappe sane e salve…anche se solo per 3 minuti…

venerdì 9 marzo 2012



Due sere di corsa con14 km pimpanti e 10 molto scarsi.
Il fisico non sembra dare segni di cedimento, mentre tutti intorno cadono malati d’influenza, ma non mostra nemmeno guizzi significativi di vitalità.

Forte di questo domenica andrò a trascinarmi alla Stracivitanova: l’arrivo è previsto a gattomignò.

martedì 6 marzo 2012

La grande manovra economica


Un volantino corretto all’ultimo minuto, un baffo sopra quel 2 e viene fuori che quest’anno la corsa a Villa San Filippo è costata ben 3.50 euries.
Mi faceva quasi tenerezza quel volantino corretto a mano, pensavo, senza motivo, alla sofferta decisione di varare questa “manovra economica”.
“Gente non si può andare avanti con il sottocosto” aveva sentenziato l’economo.
Confermava il segretario “Un barattolo di marmellata da mezzo kg per ogni iscritto, il ristoro a metà del percorso con te ed acqua che ci si passa sia all’andata che al ritorno, che quindi conta come due ristori, il ristoro finale. Va bene che le vergare che spalmano non le paghiamo, però il pane e la nutella si.
Poi ci sono i premi a sorteggio, i fiori per le donne che arrivano prime..
In fondo se quel fello’ di Linus la sua 10 km la fa pagare 15 euro, noi potremo pure chiedere 3 euro e mezzo per respirare un po’ d’aria buona intorno al corso del Chienti…”

Questa l’unica novità importante della gara di domenica scorsa, per il resto le solite facce simpatiche che corrono, il solito percorso, il solito bar del cinese gentile, ma che fa i caffè a caso perché non capisce tanto l’italiano, la solita Cristina scandalosamente fuori forma, ma abbastanza incosciente da ricominciare con le gare anche se si è allenata pochissimo..