martedì 9 febbraio 2010

...e tre!

E con oggi sono tre giorni che corro, sempre alla stessa ora e nello stesso posto.
Da segnalare un costante peggioramento del crono, ma non c'è niente di nuovo per me: almeno un giorno di riposo devo mettercelo tra una corsa e l'altra; è una delle prime cose che ho capito da quando ho iniziato a correre.
Allora se lo sapevo perchè sono andata?

Pochi ma semplici motivi:

  1. pare che incomba di nuovo una tormenta di neve con temperature sotto lo zero, quindi mi adeguo al vecchio adagio "Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi"
  2. voglio iniziare ad usare le scarpe nuove, ma devo mettere più km in quelle vecchie, che non hanno niente di sbagliato. Quindi non ci sarebbe motivo di cambiarle, se non mi avessero regalato quelle nuove.
  3. circolava una mezza idea di una mezzamaratona il 21 febbraio, ma memore della fatica patita l'anno scorso a Centobuchi, sarebbe meglio fare un po' di fondo (per la velocità aspetto che a Giovanni gli ritorni la fissa delle ripetute).
  4. la giornata aveva preso una brutta piega sotto vari aspetti. Non che la corsa aggiusti tutto, ma almeno fare la doccia dopo è più gratificante.

Ora me ne sto al caldo dopo il tris...

lunedì 8 febbraio 2010

Due giorni consecutivi

Due giorni consecutivi di corsa, temo i controlli dell'antidoping.
Fiuto nell'aria l'impresa..

mercoledì 3 febbraio 2010

Le solite cose



Trovo rassicuranti quei monotoni 10 km della zona industriale, quelli che faccio sempre dopo il lavoro, quelli dove il tempo finale dipende anche da quanto ci metto ad attraversare le strisce pedonali.
L’abitudine a fare un percorso che conosco centimetro per centimetro, mi aiuta a trovare lo spunto per uscire, anche quando, dopo tre giorni di sole, la neve ancora deve sgiogliersi.
Alla fine vedo quasi sempre gli stessi numeri sul crono e questo a volte mi conforta, come stasera dopo un po’ di giorni senza corsa, altre volte mi infastidisce.

La solita odiata, ma inevitabile, visita medica per rifare il certificato agonistico è cosa fatta e si è anche chiusa con parole sibilline e profetiche: “Fa la brava…e vinci”.
Io, che di solito ho la risposta pronta, stavolta sono rimasta senza parole e ho lasciato lì un circostanziale “Arrivederci”.

Insomma niente di nuovo da queste parti, ma “L’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale”

lunedì 1 febbraio 2010

Campionato regionale di corsa campestre....un po' di foto



Faceva freddo ieri mattina quando sono passata a caricare in macchina Giovanni: oggi non si corre, ma si va a vedere gli altri che corrono: all'Italo Conti ci sono i campionati di corsa campestre.
Il percorso è lucido come uno stagno nei tratti pianeggianti per l'acqua che ristagna da un po' di giorni, il resto è fango e ghiaia.
Lo so perchè in questi giorni c'ho corso spesso e per questo le scarpe sono un diventate un disastro.

Arriviamo che parte la prima batteria, quella a cui faccio più foto e mi si congela la prima mano.
Sbatto i piedi e saltello per non congelare, parte il secondo gruppo e con l'altra mano faccio altre foto.

Fa sempre più freddo.

Il terzo gruppo si becca solo quattro foto, perchè, mentre loro stanno iniziando il secondo giro, io e Giovanni stiamo già ordinando due caffè al bar.

Ore 11: nevica su Ancona ed è un evento che capita ad intervalli più che decennali...

mercoledì 27 gennaio 2010

L'anno della tigre...

“Secondo il calendario cinese, il 2010 è l'anno della Tigre.

La Tigre rappresenta essenzialmente il coraggio.
Chi nasce sotto il segno della Tigre è una persona che affascina grazie alla sua personalità; attiva, coraggiosa e sicura di sé. Questo segno rappresenta infatti la potenza, l'audacia e la passione. Solo i fallimenti di tipo professionale, o una critica da parte della persona amata, potrebbero generare nella persona della Tigre una reazione di profonda depressione.
Questa reazione sarà però momentanea e durerà solo un tempo limitato; chi nasce sotto questo segno ha infatti un'ottima capacità di reazione ed in tempi brevi si riprende da qualsiasi dispiacere.

La Tigre ama le competizioni e difficilmente accetta di perdere una sfida; é leader per natura, ha una grande autostima e consapevolezza del suo valore. La Tigre è intelligente, lungimirante e quasi sempre ha già attentamente calcolato la sua mossa prima di compierla... è un segno da non sottovalutare mai!”

Ecco io dovrei essere nata nel segno della tigre…

Ma la mia tigre ha freddo e si sta deprimendo sotto la pioggia della vita.
La tigre sarà anche un animale solitario, però non disdegna la compagnia di certi altri tigrotti compagni di avventure e di vacanze, ma non riesce più a trovarli.
La tigre guarda fuori dalla finestra e sbuffa.
Alla tigre non è piaciuto come è iniziato quest’anno, passerebbe volentieri la mano a qualche altro animale, che so al drago.
La tigre s’è stufata di avere un paio di scarpe nuove e non poterle usare, perché quelle vecchie hanno ancora pochi km per essere cambiate.
Alla tigre scade il certificato agonistico e deve tornare dall’odiato veterinario.

Per come la vedo io la tigre è prossima all’estinzione!

sabato 23 gennaio 2010

Si corre e si mangia

La giornata girava lenta: colazione, spesa e riposo sotto le coperte, perchè ho freddo e non mi importa che ci siano posti più freddi di qui, con la neve, con la nebbia, a meno 5, io sto qui e ho freddo qui.
Unico obiettivo pensare a come dare una degna fine a tre etti scarsi di tagliata di manzo e mi stavano venendo delle belle idee.
Mentre elaboravo e facevo fatica a non appisolarmi, suona in telefono e a sorpresa si parte per una corsa.

Tiro via i pantaloni congelati dallo stendino sul balcone e li metto cinque minuti sul termosifone per non svenire mentre me li infilo, poi si va per una corsa breve, senza pretese, ma è quello che serve per affrontare in maniera opportuna la tagliata.

Dopo la corsa e una doccia bollente so esattamente cosa voglio: la vittima è fuori dal frigo in attesa, cerco la piastra di ghisa che come al solito è finita dietro il resto del padellame, poi la metto sul fornello al massimo.
Nel frattempo in un pentolino cerco di generare una glassa all'aceto balsamico, poi, quando la piastra emana un calore infernale, la cospargo con una manciata di sale grosso, prendo la vittima e con cura la metto al centro e ascolto lo sfrigolio.
Aspetto circa cinque minuti e poi la rivolto dall'altra parte con attenzione, senza infilzarla perchè resti più morbida, la cospargo di rosmarino profumoso e aspetto altri cinque minuti.
La metto sul piatto, la bagno con l'aceto balsamico ristretto e armata di un bel coltello affilato la affronto con gusto.....

domenica 17 gennaio 2010

Cose da domenica mattina

Una domenica mattina indecisa tra l'andare ed il poltrire, fuori non invita, ma ti giri e ti rigiri, poi ti fai un caffè e ti metti addosso qualcosa ed infili le scarpe.
Poi ti butti fuori e dai lo start al crono, perchè il foglio excel reclama dati.
Avevi capito che oggi c'era il sole, invece a metà inizia anche a piovere finemente, non è grave, ma poteva essere meglio.

Si incontrano molte persone sui marciapiedi: qualcuno corre, qualcuno porta il cane, altri buttano la spazzatura, molti vagano in bici, ma c'è un'aria silenziosa.

Ad un certo punto sorge un problema, urge trovare un angolino dove risolverlo, ma nel mezzo di un quartiere sonnacchioso, che prende vita piano piano, è un bel problema.
E poi come si fa a passare inosservati e a nascondersi dietro qualcosa se indossi una canottiera arancione fosforescente per essere visibile e non farti asfaltare dalle macchine?

Alla fine speri solo che i cespugli che hai scelto di fianco alla strada non siano troppo spelacchiati...

martedì 12 gennaio 2010

Brividi

E’ tutto un brivido che corre dalla schiena fino alla base del collo…..
E’ uno shock che fa rizzare i peli…
E’ uno sconvolgimento che fa tremare le mani…
E’ una botta che toglie il fiato…
E’ una sorpresa che fa strizzare gli occhi…

Tutto questo è dimenticare durante la giornata la borsa in macchina, nel parcheggio, al freddo, con le Mizuno che si congelano insieme ai calzini e alla maglia di lana.
Tutto questo è spogliarsi e infilarsi dentro indumenti gelati per correre dopo il lavoro al campo d’atletica.
Tutto questo è trovare l’accapatoio ancora surgelato dopo la doccia bollente.

C’è voluta molta forza di volontà per prepararsi per correre stasera, molta di più di qualla che serviva per correre…

domenica 10 gennaio 2010

Sole e colline



Volendo fare 10 km ho due possibilità: trastullarmi tra la zona industriale e la statale o arrampicarmi sulle colline dietro casa.
Se corro tardi, dopo il lavoro e se lo faccio per togliermi il pensiero, vado nella zona industriale.
Se è domenica, se è una bella giornata di sole e se sono di buon umore, vado in collina, anche se ci vuole buona volontà per partire subito con tanta salita.
Oggi c’era il sole ed ero di buon umore, quindi collina!
Mi arrampico per il primo km abbondante con il fiato ed il passo corti, appena arrivo in cima seguo la strada che diventa più dolce: c’è uno dei panorami che preferisco, si vede il mare e tutta la maggior parte della città.
Il respiro diventa normale.
Il passo non è veloce.
Un’altra piccola salita e sono su un altro rettilineo panoramico da dove inizia la strada del ritorno.
Non incontro nessuno e c’è un bel silenzio, poche macchine.
Affronto con prudenza il discesone finale, saltello tra una pozzanghera e l’altra e mi ritrovo a casa, guardo per la prima volta l’orologio e quello che dice non mi dispiace.
Per i prossimi giorni temo che mi toccherà visitare la zona industriale.

venerdì 8 gennaio 2010

Voleva degli obiettivi

Dice che ci servono degli obiettivi.
Allora stampiamoglieli: una trantina di colorate pagine excel, prese al volo dal sito della Fidal, più una piccola appendice per il calendario invernale solo delle Marche.
Poi glieli portiamo e lui ha un’agenda, una penna e fa sul serio: vuole addirittura segarseli questi obiettivi.
Gennaio: in pratica è finito (dice), avanti con il prossimo mese.
Febbraio: non vuole fare niente…vuole qualcosa per marzo.
Allora giriamo la pagina su marzo: già c’è qualcosa che gli aggrada, ma di contorno ci vuole delle 10 km, che però non ci sono, o meglio non sono nell’elenco, ma avendo tempo di consultare altre fonti te ne trovo quante ne vuoi, però in così poco tempo non ho avuto modo di prepararmi..
Aprile: guarda questa, l’abbiamo fatta l’anno scorso, ma vale la pena rifarla…segno.
Maggio: ce ne sono troppe….(non ho capito se, nel dubbio, l’ha segnate tutte o nessuna).
Giugno: già lo so cosa vuole fare (dice che ci va anche se io non ci vengo).
Poi luglio: vuole regalarsi una gara per il suo compleanno…pare che non ci sia (ma dammi tempo un paio di giorni e te ne trovo così tante che arrivi a festeggiare i novant’anni correndo)…
Ma i Trail??? Per quelli faremo un’altra riunione, tranquillo!
Gli faccio segnare una data a settembre e poi mi arrendo: non ce la faccio.
Così finisce la riunione runnerprogrammatica fra il pianificatore-motivazionale (Giovanni) e la scettica (Cristina).

Il 2010 è iniziato da così poco che non riesco a pensare di programmarlo, se lo decido prima finisce subito.

E poi i programmi per me portano un po’ di sfiga: per esempio inizi l’anno con 10 km per sentire come va, ti figuri che, dopo un giorno di riposo, corri di nuovo….e invece ti aggradisce un virus intestinale fulminate, che per 24 ore non mangi e non bevi niente perché tutto quello che entra ritorna subito su, senza nemmeno toccare il fondo dello stomaco, un virus intestinale che ti lascia con gli addominali a pezzi, la bocca che non riconosce nessun sapore e la faccia verde.

RAGE AGAINST THE MACHINE - Know your enemy

domenica 3 gennaio 2010

Benvenuto 2010

Caro anno nuovo è arrivato il momento della prima corsa, dopo 10 giorni di vacanza, dove le scarpe hanno girato solo in lavatrice.
Che cosa meravigliosa correre di domenica mattina, con il vento che ti prende a schiaffi gelidi, con le macchine che ti schizzano l’acqua melmosa delle pozzanghere sulle scarpe lavate, in mezzo ai cocci e ai resti mollicci dei festeggiamenti del 31.
Che idillio sentire le fitte al fegato ingrossato dalle bollicine, che estasi nel ripercorrere quei marciapiedi sempre uguali, mandando la testa altrove a pensare di correre meglio, più veloce, al caldo, senza la maglia di lana, senza guanti e cappello.
Che palle faticare...perchè io in fondo sono una pigrona.

Che strano vedere il cronometro che, nonostante tutto, si ferma a 53’46” più o meno come al solito….a parte la nausea e una gran voglia di vomitare.
Poi che bello arrivare a casa e scoprire una e-mail di qualcuno che t’ha regalato un bel foglio excel nuovo per il 2010, con tutte le caselle da riempire: oggi ho scarabocchiato la prima.

DEF LEPPARD "Two steps behind"

mercoledì 23 dicembre 2009

Questo blog è Xmas free

Avevo iniziato uno scritto elaborato e ben strutturato per spiegare perché non mi piace il Natale, ma poi si stava facendo troppo lungo e noioso, quindi ho deciso di lasciar stare.
Ma sappiate solo che a Natale sono sempre un po’ triste, non mi piacciono i dolci, il rosso non mi dona, non faccio regali né li cerco, non mando sms seriali a tutta la rubrica, né email con animazioni in power point o piene di angioletti e fregi natalizi.
Ogni volta che uno sconosciuto mi dice auguri mi chiedo cosa voglia augurarmi, visto che non mi conosce.

Tempo fa, durante una cena, una persona (ma non ricordo chi fosse) mi ha detto “Mi inquieti”……si a volte mi trovo inquietante…
Ma poi mi pento e quindi Buon Natale a tutti!
A chi corre…
A chi vorrebbe correre…ma non trova il momento giusto…
A chi corre solo per mangiare….
A chi corre ma non è mai contento….
A chi corre piano e poco ma è contento lo stesso…
A chi corre solo se ha il Garmin collegato ai satelliti della NASA che gli indicano la strada…
A chi s’è già iscritto a tutte le gare del 2010….
A chi la finisce a qualunque costo e a chi la lascia a metà se non la finisce come dice lui..

Da qui alla fine dell’anno sono in modalità jogging: corro poco e con il primo che mi capita e che mi invita….per stasera ho già un impegno….

domenica 20 dicembre 2009

Letterina di Natale

Caro Babbo Natale,
sono tanti anni che non ti scrivo ma quest'anno ho bisogno di un grosso regalo.
Sò che stiamo attraversando un periodo di crisi economica e non puoi sprecare il tuo budget per i più grandicelli.. ma quello che ti chiedo io non costa niente in termini di denaro; basterebbe che ci mettessi una parolina con qualcuno che stà più in alto.. ;-)
Sono più di tre mesi che non riesco a correre a causa di una fatidiosissima pubalgia. E' vero che nel tempo libero riesco a divertirmi pedalando ma mi mancano quelle sensazioni che ti regala corsa.
Mettere le scarpe e correre fuori più forte o più a lungo possibile. Sentire l'aria che ti accarezza la pelle (..o schiaffeggia se freddo come questi giorni). Sentire il tuo corpo che si alza in volo ad ogni spinta da terra. Come dice Marco Olmo correre è come volare. E quando impari non puoi più farne a meno.
E' un movimento che ti stanca da morire ma ti regala quella sensazione di euforia invincibile ineguagliabile.
Magari se riceverò questo regalo, il prossimo anno,cercherò di non approfittarne come ho fatto quest'anno, sciupandolo..

Ringraziandoti anticipatamente.

fabio

E TANTI AUGURI A TUTTI!!!!

martedì 15 dicembre 2009

Wishlist

Stavo solo facendo delle prove con Blogger...ma il video lo lascio. In questi giorni non riesco a non ascoltarla

domenica 13 dicembre 2009

"I'm easy like a sunday morning.."

Scusate ma non ce l’ho fatta, stamattina mi sono lasciata al caldo sotto le coperte.
Ieri è stato un sabato tranquillo, poi davanti ad un buon bicchiere di vino rosso e mentre fuori pioveva ho deciso che non mi andava di mettere la sveglia, di stare al freddo, di guidare fino a Sarnano (fonti informate mi dicevano che aveva pure nevicato).

Stamattina mi sono striracchiata al caldo, ho aperto la finestra e guardato il cielo grigio e mi sono assolta: oggi va bene così.
Poi con calma ho messo in fila sul letto i calzini, i pantaloni, la maglia, i guanti e le mie Mizuno, mi sono fatta un caffè, ho mangiato un’arancia e mi sono vestita.
Fuori per solo 10 km, il minimo per presentarsi poi al pranzo della domenica.

Questi 10 km non sono stati niente di speciale, ma li ho fatti: ora me ne ritorno al caldo….

venerdì 11 dicembre 2009

Arriva il weekend

Se domani sera mi va di mettere la sveglia,

se non mi faccio spaventare dal freddo,

se non mi faccio prendere dalla pigrizia,

se qualcuno non mi sorprende con una proposta alternativa eccezionale,

se mi prende bene…..

domenica Corsa di Babbo Natale a Sarnano.

Ma come al solito non c’è niente di deciso….

mercoledì 9 dicembre 2009

Autodistrutta

La fase 2 dell’autodistruzione è iniziata ieri mattina alle 6, con la sveglia che suona, io che mi infilo nei jeans e metto il muso della macchina rivolto a nord: destinazione Rimini-Montescudo.
Faccio tutto con calma e in anticipo perché sono da sola: Fabio è ancora infortunato e Giovanni ha deciso di riposarsi un po’.
Arrivo, mi iscrivo e mi organizzo. Incontro quasi subito il Mitico e Ciro, ci facciamo un paio di foto e due chiacchiere.
Non siamo in tanti, il tempo è un po’ incerto e tira un bel vento, ma mi sembra che non faccia troppo freddo: niente guanti, ma il cappello lo prendo nel caso che piova.

Ci raggruppiamo e nel mucchio incontro il mio solito amico del Collemarathon, compagno occasionale di tante gare, partiamo insieme e insieme arriveremo.

Ma quanta fatica…..

I primi 10 km vanno via anche abbastanza bene in 51’, ma lo so che la crisi è in agguato, mi aspetta dietro l’angolo.
Km 12: le gambe sono morte, vuote….e ancora il meglio deve iniziare, fino a qui il percorso è stato molto godibile, a parte il vento forte e contrario.
Dal 13° km inizia la salita: non è una pendenza impossibile, è solo molto lunga, non ci sono punti in cui riprendere fiato, bisogna solo mettere un passo avanti all’altro a testa bassa, senza stare a pensarci troppo, sennò è peggio.
Ma le gambe stanno sempre peggio e pesano ad ogni passo, inizio a pensare che fare una mezzamaratona dopo un cross non sia stata una grande idea.
Mi sorpassano almeno quattro donne e questo un po’ mi urta, perché di solito sono io quella che sorpassa in salita.

Finalmente arrivano gli ultimi due km: i peggiori, i più ripidi, in verticale, non finiscono più.
Il mio compagno di corsa mi dice che è quasi fatta, basta entrare in paese e salire gli ultimi 100 metri…

Finiscono sotto le scarpe anche questi ultimi 100 metri, finisco questa Rimini-Montescudo in 2h16’, infilo al collo la medaglia, mi cambio, ritiro un immeritato premio di categoria e salgo sull’autobus che mi deve riportare a Rimini: ho bisogno di una doccia calda, di mangiare e di dormire e prima di fare tutto questo mi mancano ancora 100 km di autostrada.

Autodistruzione completata con successo....ma l'anno prossimo ci riprovo!

domenica 6 dicembre 2009

Autodistruzione: fase 1

La fase 1 è stata completata, il cross della selva di Gallignano è andato.

Tre giri identici di fango ed erba umida, in mezzo all’orto botanico, per un totale di 7 km abbondanti.
Il primo giro va via abbastanza bene, nonostante non abbia le scarpe adatte, non si scivola troppo (molto meno dell’anno scorso), c’è il sole, ma ha piovuto per un paio di giorni e la terra è piena d’acqua.
Parto dal fondo per non intralciare gli scarpini chiodati che scalpitano, corro sull’erba o sulle foglie, dove si scivola meno, le curve le prendo larghe e guardo bene dove metto i piedi.

Secondo giro: le scarpe iniziano a pattinare, ma si sta ancora in piedi.
Ieri sera, mentre preparavo la borsa, avevo deciso di correre con un paio di scarpe vecchie, un paio che si sono fatte i loro chilometri e che stavano nel dimenticatoio in attesa che trovi il coraggio di buttarle (sono un tipo che si affeziona facilmente).

Terzo giro: sembra che non finisca mai, il fondo è stato impastato e strapazzato per bene dalle scarpe chiodate che mi hanno preceduto, è stato arato per bene, sono molto stanca e, per quanto mi concentri sul fatto che manca poco alla fine, cercando di dare un’accelerata, non ci riesco.
Imbocco l’ultima viscida discesa e arrivo con sollievo.

Ora mi riposo e preparo la borsa per la fase 2: Rimini-Montescudo.

giovedì 3 dicembre 2009

...e allora buttiamoci

...ci provo: domenica cross e martedi Rimini-Montescudo, seguirà un dettagliatissimo post in cui elencherò gli acciacchi e proclamerò la mia infinita stanchezza.

Ieri trail urbano e oggi riposo, perchè correre, scarpinando su tutte le scalinate che ci sono in centro ad Ancona, è veramente veramente faticoso...ma servirà a qualcosa?