mercoledì 26 gennaio 2011

E così sono sopravvissuta anche alla Maratonina di Natale fuori stagione a San Marino, nonostante l’autista abbia mancato alla grande l’uscita dell’autostrada e che, grazie a questo, ci siamo subito persi, nonostante il freddo, nonostante il gonfiabile si sia ingloriosamente sgonfiato alla partenza, nonostante soprattutto avessi nelle gambe un’autonomia di 10 km circa.

Infatti, pur avendo seguito il consiglio dei compagni di corsa per una cauta partenza, questo non è servito per impedire che più o meno al dodicesimo chilometro le gambe decidessero per lo sciopero generale.

Fin lì non era stato poi tanto male, mi sembrava che le salite più dure e lunghe fossero passate, ero convinta che da tanta salita sarebbe dovuta per forza venire fuori una discesa proporzionata.

All’ottavo chilometro mi sembrava di stare sul tetto del mondo: davanti c’era il monte Titano, molto natalizio, tutto spruzzato di bianco, con le sue torri ed il suo profilo “medioevale”, era uno spettacolo per gli occhi, anche se difficile da godere mentre sfiatavo come un trenino transandino.

Poi una bella discesa, lunga, a metà facevo fatica a disciplinare le gambe, poi di nuovo una salita, ma a metà di questa un sant’uomo con la bandierina in mano e un gilet giallo fosforescente (credo un angelo della provvidenza), con grande sollievo di tutti, ci aveva fatto deviare per un parco, con grande sollievo delle gambe.

Eccomi al decimo chilometro: procedevo a velocità smodata!! Avevo quasi ripreso una tipa che mi aveva superato un chilometro prima…erano chiaramente gli ultimi attimi di vitalità prima del tracollo.

Dodicesimo chilometro: morta, finita…anche la pianura sembra salita. Per fortuna mancano solo tre chilometri.

1 ora e 29 minuti di fatica...


venerdì 21 gennaio 2011

Non corro perché è freddo..

Non corro perché piove, no forse nevicherà addirittura..

Poi meno corro e meno riesco a correre…

Ma cosa fondamentale: stasera non corro perché, finalmente, dopo ben 5 mesi dove li ho lasciati fare quello che volevano, stasera vado a tagliare i capelli..

Non posso mandare subito dopo ad escort quei due misurini di shampoo, quelle tre sforbiciate sulle punte biforcute, quelle quattro passate di phon e di piastra, quella spruzzata finale di lacca.

Domenica invece, quando ormai l’umidità di questi giorni avrà di nuovo arruffato tutta la chioma, potrò, senza sensi di colpa, andare a soffrire alla Maratonina di Natale a San Marino, sempre che non nevichi e che debbano rimandarla di nuovo.

Avrò dei capelli fantastici…e delle gambe molto doloranti!!

Seguirà resoconto.

lunedì 17 gennaio 2011

Chi corre il primo dell'anno..

Chi corre il primo dell'anno....fa come quello che a mezzanotte del 31 dicembre mangia le lenticchie: la versione ufficiale è che non ci crede a queste cose, ma siccome non si sa mai, una chance gliela da.
Così anche io il primo dell'anno, con scarpe nuove, un Giovanni recuperato e i soliti buoni propositi, ho fatto la prima corsa del 2011.
Un pomeriggio grigio, una corsa cittadina, qualche zombi in giro.

Poi più niente.

Al posto della Maratonina dei magi del 6 gennaio, ho avuto una giornata per combattere con la febbre ed il mal di testa, consumando metri quadrati di fazzoletti di carta.
Con la febbre avevo vinto la battaglia dopo un paio di giorni scarsi, con il raffreddore è iniziata una lunga guerra di posizione: lui attaccava con una copiosa produzione di sostanze verdastre, io tentavo di mantenere libere le vie aeree.

Di correre ovviamente non se n'è assolutamente parlato.

Poi oggi, dopo che il nemico non si fa sentire da un paio di giorni, la seconda corsa dell'anno: 10 km, in mezzo alla nebbia, dopo il lavoro, come al solito nel buio della zona industriale, con l'aria che mi sembrava bruciasse mentre entrava nei polmoni e le gambe che, alla fine, erano veramente pesanti.

Insomma un 2011 che per ora mi puzza molto di 2010...



mercoledì 29 dicembre 2010

Sono in Franciacorta per pochissimi giorni, cucino arrosti alla Ceres con patate, mi riposo e corro poco, solo un’ora e quando lo faccio mi perdo lungo una ciclabile che finisce addosso ad un muretto, sto finendo le suole delle mie Mizuno, quelle che quest’anno hanno fatto la maratona, quelle che mi hanno portato fino a qui, quelle azzurre, quelle che verrano sostituite il primo gennaio con un paio della stessa famiglia che mi sono regalata a Natale.

Il mio caro e saggio ospite mi dice spesso che quando non si ha voglia “di andare a fare” (non importa cosa), bisogna ricordarsi di come ci si sente bene dopo, dopo la fatica, sotto la doccia. Aggiungo io che più si aspetta a tornare fuori (a correre, nel mio caso) e più si maledice ogni volta che si è rimandato al domani.

Non so se sento la fine di un anno lungo e quindi sarebbe meglio riposare, oppure mi sono riposata troppo ed è ora di muovere le chiappe più spesso, con regolarità.

Intanto domani, con calma, si torna al sud, nel frattempo stasera inizio i festeggiamenti per la fine del 2010…avanti il prossimo!

giovedì 23 dicembre 2010

lunedì 20 dicembre 2010

Cosa ci facciamo ad Ancona con tutta questa neve?


Con un po' di fantasia anche la neve serve a qualcosa e qualcuno in piazza s'è inventato qualcosa.
Io so solo che ho freddo, che si scivola, che siamo solo all'inizio e già non ne posso più.
Sarà perchè martedi per fare sei miseri km in macchina c'ho messo tre ore? Che se andavo a piedi facevo prima e non mi veniva l'ulcera?
Sarà che poi tutta la settimana è stata uno schifo e che si è conclusa con un degno venerdi 17?
Si...deve essere per questo che sto facendo l'orso ingrugnito e rabbioso.

La corsa ormai è "cosa" solo domenicale, sia che si tratti di gare o di una corsetta tra compagni per farsi gli auguri e brindare: baci abbracci e di corsa sotto la doccia perchè, anche se c'è un sole splendente e la neve riflette la luce, anche se il colpo d'occhio di una decina di runners colorati che lasciano impronte sulla coltre bianca è straordinario, siamo sempre sotto lo zero.

Devo avere pazienza, la neve prima o poi si scioglie..

lunedì 13 dicembre 2010

Non c'è scampo: anche quest'anno arriva il Natale e quindi non vuoi farti una gara qualunque di Babbi Natale? Certo che si..
Eccomi quindi a Sarnano domenica scorsa per 1o km, munita di cappellino rosso, senza aver mai corso una volta dopo la gara di Colmurano, zavorrata da un sabato sera un po' lungo, ma almeno di un umore non troppo antinatalizio.

Partenza comoda alle 10, quando l'aria si è un po' scaldata: l'acrilico 110% del cappello fa il suo dovere e tiene un gran caldo, ma purtroppo tra la coda per legare i capelli ed il mio testone, il cappello non mi sta in testa e non lo sopporto più che non sono nemmeno al secondo chilometro.

I primi 5 km sono quasi tutti in salita e mi sento un po' pesante, accorcio il passo e affronto i tornanti un po' "alla larga", ma penso che sono solo 10 km e che soprattutto sono già a metà.
Dopo un ultimo ennesimo strappetto, arrivano un paio di discesa: tiro un po' il fiato, cerco di non frenare troppo e recupero anche qualche posizione.

Alla fine della discesa, prima che si ricominci la risalita al paese, mi aspetta un Babbo Natale: ci facciamo quest'ultima parte insieme e arriviamo alla fine.

A conclusione di tutto, con un'insolita furba faccia fotogenica salgo sul palco per ritirare un inaspettato premio di categoria.

Fino ad anno nuovo si va avanti così: a caso!

mercoledì 8 dicembre 2010

Non so perchè li chiamano monti azzurri, a me sembravano solo tanto bianchi.
Domenica mattina il cielo era limpido e si riuscivano a vedere sia le cime dei monti che il mare da Colmurano, un minuscolo paesino ordinato e raccolto intorno ad una piazza molto luminosa, la chiesa con il suo bel campanile, il municipio con l'orologio e un bar dove deve aver fatto in tempo a prendere un cappuccino anche Garibaldi, preparato dalla stessa signora che mi ha fatto il caffè.
Temperatura frizzante..

Si parte dalla piazza, in branco, non siamo in tanti, forse un centinaio: si consiglia una partenza prudente visto il percorso.

Io in due settimane sono uscita a correre solo una volta: svegliarsi stamattina per fare 21 km in collina è proprio una grande idea..soprattutto se il percorso prevede esclusivamente salite e discese, in particolare una discesa ogni due salite.

Per fortuna il sole e che, per quanto la gara sia sperduta e piccola, qualcuno dell'Atletica Falconara lo incontri sempre per avere un po' di compagnia..

Subito dopo la partenza faccio già fatica a respirare, neanche le gambe sembrano avere molta voglia.
Penso che sarà dura arrivare alla fine, meglio non pensare troppo e godersi il panorama: colline ammassate l'una sull'altra su cui si attorcigliano le strade, vigne arrossate e spoglie, campi lavorati e preparati per l'inverno, boschetti di querce, cani che abitano cascine più o meno ordinate a guardia di capannelli di galline, alberi pieni di cachi succosi ma senza nemmeno una foglia...

Intanto i chilometri passano e si arriva al punto critico: gli ultimi tre chilometri di tornanti in salita per tornare nella piazzetta del paese....dove finalmente arrivo e nessuno se ne accorge.

Hey sono qui...mi vedete? Nessuno mi dice: brava ce l'hai fatta?!? Non non importa niente a nessuno, fermo il cronometro a 1h 47' 40'' (mi sa che erano 21 km molto scarsi)..
Dove sono tutti? Eccoli lì: a riempirsi la pancia di pizza alla cipolla appena sfornata dalle signore del paese, a bere cioccolata calda e te..insomma un'ospitalità di poche parole ma come al solito abbondante, tipica di questi paesini dell'interno.

La stessa abbondante ospitalità per cui torno a casa con un fagottino pieno di pezzi di pizza "per il viaggio", come ha detto la signora che ha voluto a tutti i costi che accettassi..e queste sono offerte che non si devono rifiutare, certe donne non accettano mai un no come risposta.

Stamattina avrei dovuto mettere la sveglia e andare a fare la Rimini-MonteScudo, non ce l'ho fatta ad alzarmi..

venerdì 3 dicembre 2010


Combatto una dura battaglia, ma la pigrizia è forte e la pioggia tanta.
Dovrei trovare il coraggio di uscire con la pioggia, il freddo ed il buio...
Dovrei, ma ancora non l'ho trovato.

Nel frattempo mi sono messa a godere dei piaceri della gola e del bere (molto) in compagnia..

Per espiare le mie colpe, domenica 21 km Marciando per i colli a Colmurano: temperatura prevista di poco sopra lo zero..se nevica mi metto a piangere (giuro!).

venerdì 19 novembre 2010

Marcialonga dell'industria appignanese...


...secondo tentativo di reagire alla pigrizia.
Ieri sera 10 km contro i sensi di colpa...
Domenica proviamo di nuovo a sentire la sveglia...

martedì 16 novembre 2010

L'abbuffata di San Martino

Dopo la prima riflessione fantantropologica ispirata dalla corsa, ecco la seconda grande scoperta di fisica dinamica: l’appetito ai ristori alla fine della gara si sviluppa in maniera inversamente proporzionale ai km percorsi. E’ una versione aerobica del principio di Archimede.

Se i 15 km della corsa di San Martino a Controguerra li fai in meno di un’ora, sei un mostro e appena arrivi probabilmente ti fai dare la tua borraccia di brodaglia piena di vitamine, sali minerali, amminoacidi ramificati, proteine cuneiformi e protoni fluorescenti.

Se ci metti poco più di un’ora, sei già più normale e forse ti va bene il gatorade che ti danno appena tagli il traguardo, sei contento perché alle docce non c’è la fila e vai a vedere se magari ti sei piazzato in qualche categoria.

Dopo l’ora e mezza (ma con qualche fenomeno che ci mette anche un po’ di meno), la prima cosa che fai, tutto bello sudato, vai baldanzoso a riempire lo stomaco, a reintegrare le tue fatiche nemmeno avessi corso una 50 km nel deserto del Gobi in autosufficienza.

E le mandibole macinano metri quadrati di pane e marmellata, pane e mortadella, infilano una dietro l’altra castagne calde, rigatoni al sugo di pesce, più velocemente di quanto le gambe abbiano macinato i km.

Unico ostacolo da superare: i non competitivi della 4 km, che hanno già da un pezzo formato un muro compatto spesso almeno tre unità, che non si schioda dalla prima.

Questo è quello che accade alla fine della corsa di San Martino a Controguerra: un finale ricco, così come merita una gara partecipatissima.

E io?? Io sto a metà classifica generale, a metà classifica di categoria…ma almeno quest’anno non avevo i postumi di nessuna sbornia e me la sono cavata con sette minuti in meno dell’anno scorso (1h 18’ …).

Mi sono goduta il sole e il panorama…

giovedì 11 novembre 2010


Corro osservo e mi faccio delle idee di fantantropologia.

La vedi la gente che ti guarda con la faccia da punto di domanda, mentre gli passi di fianco correndo: loro si fanno delle idee su di me.

Io mi faccio delle idee su di loro.

In particolare, dopo tre anni passati a correre dopo le sette, in quartieri silenziosi e poco frequentati, stasera ho tratto la grande conclusione: tutti quelli che portano fuori il cane a fare pipì quando è buio e stanno al telefono per tutto il tempo, mentre il quadrupede si svuota per bene ad ogni palo della luce, ebbene costoro, ne sono certa, sono al telefono con l'amante o con qualcosa di simile.

Ne sono convinta e basta, sono troppo felici e con la faccia beata. L'ho deciso oggi nel solito giro da 1o km, passando di fianco a telefonate fatte di poche parole, per lo più risatine sommesse e improvvisi silenzi non appena qualcuno è nelle vicinanze, tutto questo mentre il povero quadrupede, che ormai ha mappato con la pipì tutto l'isolato, volta il muso all'insù e chiede quando si ritorna a dormire sul divano a casa.

Elaborando l'assurda teoria ritorno alla base e sperando, visto il periodo di grande pigrizia, di aver reso, con questi 10 km, più sopportabili i 15 di domenica alla Corsa di San Martino, a cui mi sono pelo pelo iscritta...una specie di terapia d'urto contro l'accidia...

lunedì 8 novembre 2010

Io pantofolo


La sveglia ha suonato alle 5:40, ma io ero andata a letto molto dopo mezzanotte.
Quindi l'ho spenta e mi sono girata dall'altra parte..

Non ce l'ho fatta ad alzarmi ieri mattina, quindi niente trasferta in solitaria a Cesena al Giro dei gessi.
Nè c'è stato verso di rimediare in seguito con una corsa.

Ieri solo un'onesta giornata da pantofola: una passeggiata prima di pranzo per prendere un caffè e un'altra nel tardo pomeriggio per la solita birra rossa media della buona notte.

Oggi piove..non vedo l'ora di rimettermi in pantofole!

mercoledì 3 novembre 2010

Autunno


Ore 17..."Cristina, non ti vedo in forma oggi."

"Grazie. Avevo giusto bisogno di una parola di conforto..."

Novembre piovoso e buio, sento aria di tristezza e pantofole.
Ogni tanto ho dei guizzi, tipo approfittare di una mezza giornata libera dal lavoro per correre quando c'è ancora il sole..
Oppure pensare seriamente di ritornare domenica a Cesena per il Giro dei Gessi, anche se non è proprio sotto casa.

Sarà dura resistere fino al ritorno della primavera.

Nel frattempo ieri ho fallito alla grande il tentativo di rimisurare il solito, squallido giro da 10 km: ritenterò...in cuor mio spero di scoprire che sia più lungo di quello che ho pensato fin'ora (mi bastano anche solo 100 mt).

martedì 26 ottobre 2010

Marcialonga d'autunno a Castelferretti


Ho fatto la maratona!

Quale miglior scusa per cazzeggiare, per andare come mi pare, per non andare se piove, per osare 21 km in collina a soli sette giorni di distanza, come va va o per una simpatica non competitiva a Castelferretti di 12,450 km?

Tu dici: perché svegliarsi di domenica per farsi questi 12 km che potevi anche farteli sotto casa? Senza stare a preparare la borsa la sera prima, cambiarsi in mezzo al parcheggio, correre e arrivare senza avere la minima idea di quanta gente è arrivata prima di te, perché tanto contano solo i primi tre arrivati?

Innanzi tutto perché quelli dell’Atletica Falconara mi stanno simpatici e sono tra i pochi che nel raggio di 20 km ancora si sbattono ancora per organizzare una gara, sennò ogni maledetta domenica tocca stare in autostrada più tempo di quello che ci metto a finire io la gara.

Ma soprattutto perché io sono pigra, pigrissima, devo aver un buon motivo per svegliarmi, se non fosse stato per quei 12 km, sarei stata a rigirarmi a letto aspettando il momento per tirarmi su e decidermi a farne forse 10 km, avrei aspettato così tanto il momento propizio, che alla fine si sarebbero fatte le sette di sera e sarei direttamente passata alla solita birra media rossa con cui si chiude ogni domenica sera..

La gara?

Molta gente, la maggior parte credo sia arrivata prima di me, aiutati dal percorso pianeggiante e dalla giornata fresca e con un accenno di sole.

Io, con diligenza ho controllato i passaggi ogni volta che passavo, cercando di mantenerli costanti e i numeri del cronometro mi davano conforto, tanto che alla fine mi segno sul foglio excel degli allenamenti un bel 1h 02’26’’…quindi un 5’/km che non mi dispiace.

Bellissimo, caloroso e rumoroso il boato di tifo al ristoro a metà del percorso, neanche fossi in testa alla gara, da parte di Giuliano B., Concetta e Roberto L. (quest’ultimo mi ha anche gentilmente mandato la foto dell’arrivo).

Non c’è scusa migliore, dicevamo, dell’aver fatto una maratona per non aver obblighi e cazzeggiare…peccato che sia quasi passato un mese.

Devo cercarmi un’altra scusa..

giovedì 21 ottobre 2010

Domenica che fai di bello??


Io ci vado.....
Se vuoi pensarci, hai tempo fino a 15 minuti prima della partenza...

lunedì 18 ottobre 2010

Corri tu che puoi...

Io lo sapevo che era così, io lo sapevo che ero ancora stanca, che la maratona mi pesava ancora addosso, che poi c'era tutta quella salita alla fine..

Però pensavo anche che, dopo 42 km, 21 mi sarebbero volati, cioè che partivo e che arrivavo senza nemmeno renderme conto.
Inceve no.

Parto ottimista dalla piazza del comune di Serra de' Conti, mi faccio sciolti i primi 2 km e cerco un passo.
Le gambe spavalde affrontano la prima discesa e tengono bene la pianura; tutto mi è molto familiare, riconosco il percorso.
Poi arriva la prima salita, un chilometro circa, le gambe si adeguano allo strappo, le sento bruciare solo alla fine, ma non le assecondo perchè so che dopo la curva la strada spiana.
Riprendo il ritmo e affonto la seconda parte, ma inizio a sentire il vuoto.

Al 15esimo una bella discesa, giusto in tempo per farmi capire quanto sono stanca: molto. Le gambe non si fanno trasportare nemmeno dalla forza di gravità, intanto la testa si figura la fatica dell'ultima salita.

Eccola l'ultima salita, l'ultimo sforzo, tre chilometri per risalire in cima al paese...finalmente ci sono e le gambe si fermano: 1h56'49''.


Corri tu che puoi...

Si va bè, ma non esageriamo che le gambe sono stanche e poi all'altruismo podistico io nemmeno ci credo tanto.

venerdì 15 ottobre 2010

PostCarpi

Carpi non era un obbiettivo, né un traguardo.

Le gambe hanno riposato fino a mercoledì e correre ieri sera sembra che non gli sia dispiaciuto.

Sfrutto l’onda dei 42 km per non perdere il ritmo.

Lo so che pioverà come tutti gli anni...ma anche quest'anno ci torno, anche se da sola.

Percorso collinare e panoramico, non troppo lontano da casa (finalmente!!).

Mi riposerò quando arriverà il freddo, quello vero..


martedì 12 ottobre 2010

Carpi 10/10/10

Ore 9:20 di domenica: parte la maratona d’Italia ed io sto lì in mezzo; anzi no…sto praticamente davanti.
Sì, perché tutti i pettorali rosa (me compresa) partono dalla prima griglia: quindi davanti ho una mandria di ETILOPI, magri ed infreddoliti all’inverosimile, hanno la faccia di non sapere assolutamente dove si trovano, dietro invece orde di bufali che ingrossano le transenne e che scalpitano, pronti a calpestarmi.

Giovanni l’ho dovuto lasciare in fondo, tra i pettorali neri, ci siamo dati un elenco di almeno 5/6 posti e orari diversi per ritrovarci alla fine: se dovessimo mancarli tutti, ci vedremo (speriamo) sull’ultimo autobus utile per tornare in albergo.

La mia strategia è semplice: fino alla mezza si fa tutta una tirata, avanti senza pensarci, per poi puntare ai trenta con un po’ di parsimonia, affrontare quello che rimane a blocchi di 5 km.
Trovo un passo, mi sembra che potrei correrci per sempre e per ora mi viene spontaneo, tanto da parlare con quelli che ho intorno, lo tengo, anche se lo so che è troppo veloce e che non potrà durare fino alla fine.

Chiacchierando si è formato un gruppetto: una simpatica e coriacea signora bergamasca, un indigeno che conosce ogni incrocio, ma devono avergli cambiato il percorso perché ogni tanto non sa dov’è, uno che sta sempre in seconda fila, non l’ho mai visto in faccia, sento solo la sua voce che a ogni chilometro vuole sapere la velocità, più altri compagni più o meno occasionali.

Verso il decimo chilometro mi confessano che mi stanno seguendo, che stanno dietro al mio passo che fino a qui è stato sempre di poco sopra i 5’/km…
Ora capisco perché la voce in seconda fila vuole essere aggiornato continuamente sulla velocità, perché la signora dice che se arriva fino alla fine così mi da un bacio… chi glielo dice che sono saliti sul Titanic? Spero che si siano portati il salvagente…

Arriviamo compatti alla mezza: 1h 48’…uno dei miei migliori risultati per una ventuno chilometri, ma questa è una maratona, quindi sono ufficialmente un’incosciente.

Km 25: primo rifornimento lungo, bevo e mangio con calma un po’ di frutta (un gel per la verità l’avevo provato poco prima della mezza, ma proprio non mi piacciono), il gruppo s’è diviso, passata la metà della gara ognuno ha deciso di prendere la sua strada.
Purtoppo poco prima del trentesimo riaggancio la signora: ha male ad una coscia, corre ma a fatica.

Km 30: un po’ invidio la grinta con cui affrettano il passo quelli che si fermeranno a questo traguardo, anche se non ne hanno più, a loro sono rimasti pochi metri. Io invece mi dedico meticolosamente al ristoro: uno spicchio d’arancia, due di mela e una bottiglia d’acqua, cammino e mando giù con calma.

Riparto per la prossima cinquina: sono molti quelli che ormai camminano.

Al ristoro dei 35, mentre sono indecisa se prendere una bottiglia di te o di acqua, scegliendo alla fine di non privarmi di nessuna delle due, il mio compagno di corsa di quella frazione se ne esce con una grande esclamazione: mancano 7 km.
Non avendo altro da fare oltre a correre, cosa a cui pensano le gambe, impegno i neuroni in qualche operazione: sono 3 h 10’ che corro, poi se 7 per 6 fa 42 e se mi impegno un po’ magari ci metto meno di Salsomaggiore.
Se poi faccio 35 più 5 arrivo a 40…e mica mi fermerò a due chilometri dall’arrivo.
Km 38: riaggancio uno dei ciucciasuole che aveva preso il volo dopo la mezza, ovviamente si riappiccica.
Km 40: ultimo ristoro, banchetto anche qui, riparto e guardo l’orologio. Ho quasi 15 minuti per fare due chilometri e stare sotto le quattro ore.

Ultima curva e sprint finale per affrontare una piazza piena di gente: 3h 55’ 30’’

Purtoppo incontro Giovanni dove non volevo: già docciato da un pezzo perché un ginocchio traditore l’ha bloccato a metà gara….

martedì 5 ottobre 2010

...e facciamoci (forse) questa maratona di Carpi..

Iscritti d’impulso alla Maratona di Carpi!

Sii, proprio così, sia Cristina che Giovanni..

D’impulso, ma non del tutto impreparati…

Iscritti da pochi giorni, con un tetto sulla testa rimediato come al solito online, con il patema di arrivare lì e dormire in macchina.

L’estate ha portato un po’ di chilometri e l’autunno la decisione di non perdere l’opportunità di provarci, perché io lo so come sono fatta: non ho la pazienza di stare dietro ad un programma per più di un paio di mesi.

E’ gia successo con Salsomaggiore nel 2008: a fine dicembre mi spingono a farci un pensierino e a febbraio la faccio.

Stavolta tutto è iniziato con Giovanni che, per la prima volta in quattro anni, l’ho sentito parlare di maratona e io che faccio?

Ovviamente vado a fargli compagnia, ma di farmi un’altra mezzamaratona non mi andava, ci sarebbe il traguardo a 30 km, ma ne ho fatti più di 33 domenica scorsa, cosa faccio? Come i gamberi?

…allora mi rimane solo una possibilità: maratona.

Tanto ho da difendere un PB di 4h06’…

Dubbi? Tanti ma non ci penso, anche perché non ho tempo di pensare; quindi mi farò trascinare dagli eventi: mi metto lì alla partenza al Mugello e vedrò di riportarmi a Carpi.

Aspettatemi che arrivo…prima o poi.