martedì 26 ottobre 2010

Marcialonga d'autunno a Castelferretti


Ho fatto la maratona!

Quale miglior scusa per cazzeggiare, per andare come mi pare, per non andare se piove, per osare 21 km in collina a soli sette giorni di distanza, come va va o per una simpatica non competitiva a Castelferretti di 12,450 km?

Tu dici: perché svegliarsi di domenica per farsi questi 12 km che potevi anche farteli sotto casa? Senza stare a preparare la borsa la sera prima, cambiarsi in mezzo al parcheggio, correre e arrivare senza avere la minima idea di quanta gente è arrivata prima di te, perché tanto contano solo i primi tre arrivati?

Innanzi tutto perché quelli dell’Atletica Falconara mi stanno simpatici e sono tra i pochi che nel raggio di 20 km ancora si sbattono ancora per organizzare una gara, sennò ogni maledetta domenica tocca stare in autostrada più tempo di quello che ci metto a finire io la gara.

Ma soprattutto perché io sono pigra, pigrissima, devo aver un buon motivo per svegliarmi, se non fosse stato per quei 12 km, sarei stata a rigirarmi a letto aspettando il momento per tirarmi su e decidermi a farne forse 10 km, avrei aspettato così tanto il momento propizio, che alla fine si sarebbero fatte le sette di sera e sarei direttamente passata alla solita birra media rossa con cui si chiude ogni domenica sera..

La gara?

Molta gente, la maggior parte credo sia arrivata prima di me, aiutati dal percorso pianeggiante e dalla giornata fresca e con un accenno di sole.

Io, con diligenza ho controllato i passaggi ogni volta che passavo, cercando di mantenerli costanti e i numeri del cronometro mi davano conforto, tanto che alla fine mi segno sul foglio excel degli allenamenti un bel 1h 02’26’’…quindi un 5’/km che non mi dispiace.

Bellissimo, caloroso e rumoroso il boato di tifo al ristoro a metà del percorso, neanche fossi in testa alla gara, da parte di Giuliano B., Concetta e Roberto L. (quest’ultimo mi ha anche gentilmente mandato la foto dell’arrivo).

Non c’è scusa migliore, dicevamo, dell’aver fatto una maratona per non aver obblighi e cazzeggiare…peccato che sia quasi passato un mese.

Devo cercarmi un’altra scusa..

giovedì 21 ottobre 2010

Domenica che fai di bello??


Io ci vado.....
Se vuoi pensarci, hai tempo fino a 15 minuti prima della partenza...

lunedì 18 ottobre 2010

Corri tu che puoi...

Io lo sapevo che era così, io lo sapevo che ero ancora stanca, che la maratona mi pesava ancora addosso, che poi c'era tutta quella salita alla fine..

Però pensavo anche che, dopo 42 km, 21 mi sarebbero volati, cioè che partivo e che arrivavo senza nemmeno renderme conto.
Inceve no.

Parto ottimista dalla piazza del comune di Serra de' Conti, mi faccio sciolti i primi 2 km e cerco un passo.
Le gambe spavalde affrontano la prima discesa e tengono bene la pianura; tutto mi è molto familiare, riconosco il percorso.
Poi arriva la prima salita, un chilometro circa, le gambe si adeguano allo strappo, le sento bruciare solo alla fine, ma non le assecondo perchè so che dopo la curva la strada spiana.
Riprendo il ritmo e affonto la seconda parte, ma inizio a sentire il vuoto.

Al 15esimo una bella discesa, giusto in tempo per farmi capire quanto sono stanca: molto. Le gambe non si fanno trasportare nemmeno dalla forza di gravità, intanto la testa si figura la fatica dell'ultima salita.

Eccola l'ultima salita, l'ultimo sforzo, tre chilometri per risalire in cima al paese...finalmente ci sono e le gambe si fermano: 1h56'49''.


Corri tu che puoi...

Si va bè, ma non esageriamo che le gambe sono stanche e poi all'altruismo podistico io nemmeno ci credo tanto.

venerdì 15 ottobre 2010

PostCarpi

Carpi non era un obbiettivo, né un traguardo.

Le gambe hanno riposato fino a mercoledì e correre ieri sera sembra che non gli sia dispiaciuto.

Sfrutto l’onda dei 42 km per non perdere il ritmo.

Lo so che pioverà come tutti gli anni...ma anche quest'anno ci torno, anche se da sola.

Percorso collinare e panoramico, non troppo lontano da casa (finalmente!!).

Mi riposerò quando arriverà il freddo, quello vero..


martedì 12 ottobre 2010

Carpi 10/10/10

Ore 9:20 di domenica: parte la maratona d’Italia ed io sto lì in mezzo; anzi no…sto praticamente davanti.
Sì, perché tutti i pettorali rosa (me compresa) partono dalla prima griglia: quindi davanti ho una mandria di ETILOPI, magri ed infreddoliti all’inverosimile, hanno la faccia di non sapere assolutamente dove si trovano, dietro invece orde di bufali che ingrossano le transenne e che scalpitano, pronti a calpestarmi.

Giovanni l’ho dovuto lasciare in fondo, tra i pettorali neri, ci siamo dati un elenco di almeno 5/6 posti e orari diversi per ritrovarci alla fine: se dovessimo mancarli tutti, ci vedremo (speriamo) sull’ultimo autobus utile per tornare in albergo.

La mia strategia è semplice: fino alla mezza si fa tutta una tirata, avanti senza pensarci, per poi puntare ai trenta con un po’ di parsimonia, affrontare quello che rimane a blocchi di 5 km.
Trovo un passo, mi sembra che potrei correrci per sempre e per ora mi viene spontaneo, tanto da parlare con quelli che ho intorno, lo tengo, anche se lo so che è troppo veloce e che non potrà durare fino alla fine.

Chiacchierando si è formato un gruppetto: una simpatica e coriacea signora bergamasca, un indigeno che conosce ogni incrocio, ma devono avergli cambiato il percorso perché ogni tanto non sa dov’è, uno che sta sempre in seconda fila, non l’ho mai visto in faccia, sento solo la sua voce che a ogni chilometro vuole sapere la velocità, più altri compagni più o meno occasionali.

Verso il decimo chilometro mi confessano che mi stanno seguendo, che stanno dietro al mio passo che fino a qui è stato sempre di poco sopra i 5’/km…
Ora capisco perché la voce in seconda fila vuole essere aggiornato continuamente sulla velocità, perché la signora dice che se arriva fino alla fine così mi da un bacio… chi glielo dice che sono saliti sul Titanic? Spero che si siano portati il salvagente…

Arriviamo compatti alla mezza: 1h 48’…uno dei miei migliori risultati per una ventuno chilometri, ma questa è una maratona, quindi sono ufficialmente un’incosciente.

Km 25: primo rifornimento lungo, bevo e mangio con calma un po’ di frutta (un gel per la verità l’avevo provato poco prima della mezza, ma proprio non mi piacciono), il gruppo s’è diviso, passata la metà della gara ognuno ha deciso di prendere la sua strada.
Purtoppo poco prima del trentesimo riaggancio la signora: ha male ad una coscia, corre ma a fatica.

Km 30: un po’ invidio la grinta con cui affrettano il passo quelli che si fermeranno a questo traguardo, anche se non ne hanno più, a loro sono rimasti pochi metri. Io invece mi dedico meticolosamente al ristoro: uno spicchio d’arancia, due di mela e una bottiglia d’acqua, cammino e mando giù con calma.

Riparto per la prossima cinquina: sono molti quelli che ormai camminano.

Al ristoro dei 35, mentre sono indecisa se prendere una bottiglia di te o di acqua, scegliendo alla fine di non privarmi di nessuna delle due, il mio compagno di corsa di quella frazione se ne esce con una grande esclamazione: mancano 7 km.
Non avendo altro da fare oltre a correre, cosa a cui pensano le gambe, impegno i neuroni in qualche operazione: sono 3 h 10’ che corro, poi se 7 per 6 fa 42 e se mi impegno un po’ magari ci metto meno di Salsomaggiore.
Se poi faccio 35 più 5 arrivo a 40…e mica mi fermerò a due chilometri dall’arrivo.
Km 38: riaggancio uno dei ciucciasuole che aveva preso il volo dopo la mezza, ovviamente si riappiccica.
Km 40: ultimo ristoro, banchetto anche qui, riparto e guardo l’orologio. Ho quasi 15 minuti per fare due chilometri e stare sotto le quattro ore.

Ultima curva e sprint finale per affrontare una piazza piena di gente: 3h 55’ 30’’

Purtoppo incontro Giovanni dove non volevo: già docciato da un pezzo perché un ginocchio traditore l’ha bloccato a metà gara….

martedì 5 ottobre 2010

...e facciamoci (forse) questa maratona di Carpi..

Iscritti d’impulso alla Maratona di Carpi!

Sii, proprio così, sia Cristina che Giovanni..

D’impulso, ma non del tutto impreparati…

Iscritti da pochi giorni, con un tetto sulla testa rimediato come al solito online, con il patema di arrivare lì e dormire in macchina.

L’estate ha portato un po’ di chilometri e l’autunno la decisione di non perdere l’opportunità di provarci, perché io lo so come sono fatta: non ho la pazienza di stare dietro ad un programma per più di un paio di mesi.

E’ gia successo con Salsomaggiore nel 2008: a fine dicembre mi spingono a farci un pensierino e a febbraio la faccio.

Stavolta tutto è iniziato con Giovanni che, per la prima volta in quattro anni, l’ho sentito parlare di maratona e io che faccio?

Ovviamente vado a fargli compagnia, ma di farmi un’altra mezzamaratona non mi andava, ci sarebbe il traguardo a 30 km, ma ne ho fatti più di 33 domenica scorsa, cosa faccio? Come i gamberi?

…allora mi rimane solo una possibilità: maratona.

Tanto ho da difendere un PB di 4h06’…

Dubbi? Tanti ma non ci penso, anche perché non ho tempo di pensare; quindi mi farò trascinare dagli eventi: mi metto lì alla partenza al Mugello e vedrò di riportarmi a Carpi.

Aspettatemi che arrivo…prima o poi.

lunedì 27 settembre 2010

E grazie per le olive all'ascolana..

Allora quest'Ascoli-San Benedetto com'è?
E' esattamente come me la ricordavo: lunga, in discesa e veloce all'inizio, terribile alla fine sul lungomare.

Alle 5 del mattino suona la sveglia, alle 6: 20 siamo a San Benedetto, poi alle 7 siamo pronti sull'autobus e arriviamo ad Ascoli verso le 8 per ritirare il pettorale...ecco io sarei già stanca..
Invece alle 9 si parte per tornare a San Benedetto di corsa: 33 km abbondanti.

I primi 3 km li corro con Giovanni: 5'/km, non va assolutamente bene per me, ma, anche quando lui accellera, mi resta addosso questo ritmo nelle gambe e così arrivo al decimo km in 50' spaccati.

Seconda decina di km: vanno via un po' più lentamente e al cartello dei 20 l'orologio segna 1h44'.
Ci sono ancora e mi esibisco anche in qualche calcolo matematico a favore del mio vicino di corsa che vuole sapere la velocità. Poi lui esagera e vorrebbe anche sapere il tempo stimato d'arrivo: mi spiace non faccio oroscopi nè prevedo il futuro, mi godo il presente.

Si rallenta ancora, inizio a sentire la stanchezza, la pendenza favorevole se n'è andata da un pezzo, i chilometri scorrono più lenti, ogni tanto mi sfiora qualche treno, ma non salgo su nessuno, meglio che me la sbrigo da sola.

Arrivo alla parte più dura: il maledetto lungomare palmato, lo affronto indugiando un po' di più al ristoro, cercando le energie e la pazienza per questi ultimi 4 km, ma non ne trovo abbastanza per riuscire a stare sotto le 3 ore come due anni fa.

3 h 01'50'' il tempo finale.

Il pezzo peggiore? Al cartello dei 32 km: avessi avuto la forza lo avrei preso a calci, solo perchè sopra non c'era scritto 33!!

Tanta fatica ha però avuto la sua ricompensa: non potete immaginare la gioia mistica e carnale con cui ho gustato le tre olive all'ascolana offerte, al ristoro finale, da un angelo biondo.
Giornata stupenda...
Grazie grazie grazie...e non solo delle olive..

martedì 21 settembre 2010

..e per regalo l'Ascoli-San Benedetto!

Io sono il mio peggior nemico.

Io mi combatto con pazienza, ma alla fine perdo quasi sempre.

Io a volte non mi capisco..non so come funziono.

Poi ci sono le volte che mi vinco e allora sono soddisfazioni.

Domenica a Porto Recanati niente di eccezionale, nessun prosciutto né salame da esibire a casa, ma la bella sensazione di una corsa portata a casa con calma, si, ma almeno in modo costante.

Ha piovuto molto e c’è un ponte inagibile, quindi il percorso viene riadattato: prima ci godiamo due bei giri del corso e del lungomare da 6,5 km e ringrazio il cielo che sono solo due, i circuiti e i lungomare mi deprimono, ma almeno oggi sembrano passare veloci.

Un terzo della corsa se ne va così, girando in tondo a 5’/km, Giovanni l’ho perso di vista da subito, ma in compenso ho acciuffato e messo dietro tre donne.

Usciamo da Porto Recanati e iniziamo a vagare per la campagna e la zona industriale; al decimo chilometro arrivo precisa in 50’, mi compiaccio e mi stimo molto…poi la macchina dell’organizzazione invita a smetterla di pavoneggiarsi, mi ridimensiona e ci butta tutti da una parte della strada, che già passano i primi.

12 km: incrocio Giovanni in senso contrario, lo vedo bene, s’è appiccicato ad un gruppetto che sembra che se la stia cavando alla grande ed in scioltezza…ciao ciao ci rivediamo all’arrivo.

Incredibile qui si viaggia ancora intorno ai 5’/km e siamo quasi alla fine: terzo ed ultimo passaggio sul lungomare, resisto alla tentazione di tirare un po’ il fiato perché ormai si vede la fine e con soddisfazione fermo il tempo a 1h 46’ 06’’.

Giovanni è già arrivato e mi mette sotto il naso il quadrante del Garmin: 1 h 26’ e poco di più…BRAVO!!

Per ricompensa ora lo sto iscrivendo all'Ascoli-San benedetto di domenica prossima, 33 km...speriamo bene, soprattutto per me, perchè mica resto a casa io...

venerdì 17 settembre 2010

Ah bei tempi andati…l’estate, il caldo, le birre e le grigliate, l’acqua salata, i sandali e l’abbronzatura…ogni giorno perdo un tono di colore.

E poi era bello correre con il sole, senza doversi portare dietro una valigia, perché ora non si sa mai se sarà freddo, se pioverà, a che ora si potrà iniziare a correre…

Martedì, nonostante tutta la buona volontà di uscire dal lavoro veloci come lepri, già cambiati, il sole era già appoggiato sull’orizzonte quando le gambe hanno iniziato a muoversi, quando siamo ritornati alla macchina c’era solo la luna ed un concerto di grilli.

Rispettivamente dopo 26 e 30 km, io e Giovanni dovevamo essere veramente carini, mezzi nudi e sudati nel parcheggio del porto di Numana!

Incuranti di tutti e lasciando una scia di sudaticcio nell’aria abbiamo reintegrato le nostre fatiche con una birra, che è subito entrata in circolo..poi a casa, senza nemmeno avere tanta fame e a cercare di dormire, anche se a fatica.

La tabella di Giovanni procede, io eseguo secondo le mie possibilità, stasera ripetute al campo e domenica Mezzamaratona a Porto Recanati.

lunedì 13 settembre 2010

Finchè si può si va al mare


Bologna è andata..

C'è un bel tramonto, sopra il mare grigio e sul marciapiedi che da Numana va a Porto Recanati eccoti passare e ripassare due in calzoncini e maglietta.
Lui è avanti e ogni volta che, sulla strada del ritorno incrocia lei, che, come sempre, viaggia più lenta di un minuto al chilometro, si toglie le cuffiette dalle orecchie e le urla quanti chilometri sono.

Lei se la cava senza musica e, a vedere come scorrono le mattonelle sotto i piedi, non le sembra neanche troppo male.
La prima volta cercano di arrivare più lontano possibile, poi tornano indietro, lei passa il curvone sopra il Musone giusto in tempo, prima che sia completamente buio e prima di fare la fine del riccio asfaltato.

Ora si tratta di vedere quanto si riesce a resistere: Cristina 25 km, Giovanni 28 km.
Sono le 21:30 e sono ancora nel parcheggio del porto a cambiarsi, mentre la municipale passa e ripassa a controllare ed i turisti di fine stagione vagano.

mercoledì 8 settembre 2010

Bologna: Rune Tune Up 2010...fatta ma a fatica...


In passato ho avuto mezzemaratone a Bologna a 1h51'..., a 1h47'..., a 1h53''... con l'afa, con il sole, con 37°..
Domenica ho avuto una mezzamaratona e tanta sete!
2 ore 3 minuti e 21 secondi di arsura e fatica.

Lingua di moquette, papille gustative deviate, per cui quell'acqua innocente dei ristori sembrava acqua di scolo di grondaie arrugginite, generale senso di paralisi e gonfiore agli arti inferiori, ghiandole sudoripare prive di pudore e pori zampillanti...fastidio per la maggior parte delle cose intorno a me.
Forte di tutto ciò, me ne sto nella calca dei partenti alla Run Tune Up 2010 e cerco di respirare (non mi ricordavo di essere così bassa!!).

C'è il buon proposito di guardar passare i cartelli dei chilometri e fissare sul crono i tempi, giusto per avere un'idea di come si mettevano le cose...ma smetto già al terzo chilometro: i numeri e i conti mi stancano.
Bado all'essenziale e tento con l'autoipnosi: il percorso è sempre quello, corri senza pensarci che arrivi e nemmeno te ne accorgi.
Insomma, le solite stronzate.

A forza di cercare di distrarmi e di non pensarci, alla fine smetto di pensare, ma l'estasi di fatica che ho creato va a sbattere contro il cartello dei 12 chilometri: speravo di essere almeno al quindicesimo ed il mio mondo fantastico di inerzia podistica crolla.

E la sete non passa: in via Irnerio siamo io ed un cane, uno vero, piccolino, pelo medio bianco e nero, lui è regolarmente iscritto alla noncompetitiva, segue il suo padrone ed elemosina acqua alle signore delle spugne...sento un moto di empatia o mi sento anche io un cane...non so...

Ma siccome tutto passa, entrerò anche io ai giardini Margherita, passo costante e lento sotto l'arco di mortadella, lo speaker sottolinea il mio arrivo dopo le 2 ore: grazie! Sentivo proprio il bisogno di rendere la pubblica piazza partecipe delle mie gesta.

E PER FORTUNA CHE C'E' GIOVANNI: 1h33'42''!!

martedì 31 agosto 2010

Bologna: Run Tune Up 2010




Per il quarto anno di seguito…

Perché siamo gente che si affeziona

Perché ci siamo sempre divertiti

Perché non è troppo lontana da dover dormire fuori

Perché fa freschino e, dopo quattro mesi di mare, una domenica la possiamo anche saltare

Perché….


Perchè questi 21,97 km CI SERVONO!!

mercoledì 25 agosto 2010

Che se oggi le Mizuno e i pantaloncini chiusi dentro la solita borsa appoggiata sul sedile posteriore della macchina si fossero trasformate in ciabatte e bikini; se lo shampoo fosse diventato olio solare; se l’accappatoio avesse preso la forma di un telo da mare; se una fatina buona avesse voluto….l’avrei fatto volentieri un tuffo in mare.
Così…solo per stemperare il secondo giorno di lavoro dopo le ferie.

Ma quella strega della fatina deve essere ancora in ferie: niente magia.

Allora sai che c’è? Visto che ieri i miei 90’ li ho fatti, oggi riposo e per domani accanto alla borsa per correre ce ne sarà una più piccola per il mare, perché se le ferie sono finite, per fortuna è ancora estate…

mercoledì 18 agosto 2010

Continuiamo ad ingombrare le corsie della pista, ma la usiamo come una strada.
La tabella di Giovanni procede, io mi sono già persa tante volte, ma ogni tanto mi riallineo.
Non in questa settimana però, l'ultima di ferie, una settimana di incontri, di ritorni e di passaggi...

Tradotto vuol dire che con piacere accetto l'invito per correre al mattino per poi replicare prima di cena, se qualcuno mi chiama.

Tutte microcorse, con il fiato per parlare e filosofeggiare.

Il sole è sempre caldo, l'acqua del mare invitante e l'asciugamano steso sulla spiaggia è molto riposante...la birra scorre ad una media di un paio di litri procapite: il Baffo Moretti è diventato d'oro anche grazie a me!!

venerdì 13 agosto 2010

Secondo venerdi di ferie, tutti dicono che pioverà, ma nel frattempo ci pesa addosso solo una giornata umida e pesante.

Ripetute.

Giovanni sui 3000 mt.
Io mi impongo un 2000 mt (in qualche modo devo pur sopravvivere).

Avanti con la prima, dopo 10' di riscaldamento strascicato: 9'45'', nel mezzo giro di recupero cerco di fare due conti ma la materia grigia è a corto di ossigeno, di sicuro sotto i 5'/km, anche se di poco.

Si riparte per la seconda: la canotta è sudata e pesante, la sollevo per staccarla dalla pancia, mantengo, con una botta di reni sull'ultimo giro, lo stesso tempo della precedente.

Terza partenza: arrotolo la canotta sotto il reggiseno e lascio ballonzolare la panzetta per altri 2 km. Giovanni procede con i suoi 3 km, ci aggiorniamo nel breve recupero.

E quattro: pantaloni e reggiseno...ogni occasione è buona per rifinire l'abbronzatura, le goccioline di sudore corrono da tutte le parti e sono inseguita da zanzare affamate e fastidiose.

9'43'' e stop.

Posso andare a pranzo.

giovedì 12 agosto 2010

Ci metto un momento di riposo

Se correndo guardo l'orologio sperando di vedere una combinazione di numeri che mi dica che posso smettere...

Se ogni volta l'orologio mi dice che è passato solo un minuto dall'ultima volta che l'ho guardato...

Se sbuffo e corro solo perchè dicono che pioverà e allora è meglio edel bel tempo...

Allora forse è meglio interrompere questa serie ininterrotta di corse iniziata con le ferie..



Oggi riposo e castelli di sabbia, domani si vedrà...

lunedì 9 agosto 2010

Affettiamo il prosciutto...

Una faccia da funerale, angoli della bocca in ribasso, senso di nausea e malumore generale...proprio un bel modo di iniziare una domenica mattina!
E poi questo posto che non si arriva mai, certi microcontrattempi e persone fastidiose intorno....si si...proprio una giornata schifosa.

Niente mi spiana sotto i piedi, per fortuna compare qualche faccia simpatica e amica per fare riscaldamento.

Parte la corsa, sono in fondo come al solito, non s'è capito chi o cosa abbia deciso che era ora di partire, sta di fatto che davanti vedo solo una lunga fila di gente che mi precede.
Già dopo pochi metri le gambe mi ricordano che questa settimana ho corso tutti i giorni e che loro non ci sono abituate: davanti vedo asfalto e sole, la sagoma di Giovanni si allontana....sarà dura.

Poi la svolta, dopo tre chilometri, una strada di campagna, ombreggiata e tutto si fa più divertente, recupero un po' di posizioni e corro e basta, senza pensare solo al fatto che oggi sono di malumore.

I km non sono molto precisi: è impossibile che corra sotto i 5'/km, anche se il cartello dice 6 km e l'orologio segna 29' scarsi.

Il percorso continua ad essere vario e a divertirmi, a parte un ultimo km di nuovo su un asfalto caldo e soffocante, comincio a vedere che la spia della riserva si sta accendendo, raccolgo le forze per l'ultima rampa di 100 metri in verticale per entrare nelle mura del paese, fermare il tempo a 50'42'', infilare il proprio nome sul chiodo della categoria....e tornare a casa con un bel prosciutto per il piazzamento.

Mercoledi do una cena: prosciutto e melone!

domenica 8 agosto 2010

venerdì 6 agosto 2010

Abbiamo preso una piega


Abbiamo preso una piega o un verso..
Facciamo solo tre cose: correre, andare al mare (anche se minaccia pioggia), bere birra, non sempre in questo ordine.

Giovanni ha una tabella, non si sa dove l'abbia presa, io mi presento all'appuntamento e guardo cosa fa.
Se corre a 5'30'' lo seguo volentieri, se fa le ripetute a 4'10'' mi invento un'alternativa.

Così facendo ho corso quasi tutti i giorni di questa prima settimana di ferie.

Domenica ce ne andiamo a Sarnano per una 10 km e poi continueremo così: a campare e correre alla giornata...

domenica 25 luglio 2010

Millepiedi a Cingoli


Sono un po' in arretrato con i racconti, ma, se le chiacciere stanno a zero, almeno si corre e ognuno a suo modo arriva al traguardo.
All' Ecotrail del Sasso Simone e Simoncello siamo andati, ci siamo divertiti, abbiamo corso minacciati da un nuvolone nero che per fortuna il vento ha spazzato via. Mi sono goduta il panorama, i pratoni dove lasciar andare le gambe e ho cercato di affrontare dignitosamente le discese piene di sassi.


Poi è cominciata una settimana fitta, con poco tempo per dormire, figurarsi per correre, ma in qualche maniera sono arrivata in fondo e, nonostante un sabato sera finito alle quattro di mattina, oggi ero a Cingoli, dopo aver dormito poco più di due ore.

Per motivi che devo capire, quest'anno la gara femminile era di soli 5 km, fatto sta che ringraziando il dio corridore per la grazia ricevuta, viste le mie condizioni, parto per correre in apnea e terminare il prima possibile questi 5 km che per la verità assomigliavano più ad un 6 km.

Sopravvissuta, con un salame sotto il braccio e una medaglia al collo, ho atteso e fotografato l'arrivo a mani alzate di Giovanni.