martedì 8 marzo 2011

...e c'era un muro alto, brutto e cattivo..

E così scopro che esiste il muro del quindicesimo chilometro.

Sta lì preciso tra il quattordicesimo e il sedicesimo e io l’ho preso in pieno.

Cosa sarà successo?

Forse la rigorosa dieta sportiva fatta di carboidrati luppolati e nobili proteine insaccate dei giorni precedenti?

Forse che, se Giove pluvio non c’annegava, una corsa un po’ più lunga di 10 km ce la dovevo mettere in settimana?

Forse il mal di testa e la nausea del sabato (postumi del venerdi sera)?



Peccato, perché la gara di domenica era proprio perfetta, ero io quella sbagliata, quella che “non è che una mattina ti svegli e ti vai a fare 21 km, tanto che sarà mai…ne hai già fatte tante”.

Non mi sembrava vero che, dopo sette giorni di pioggia, si vedessero il sole ed il cielo.

Guanti e pettorale ben allacciato sono partita cauta e concentrata, passo tranquillo.

Già dopo 10 minuti avevo una sete da turista disperso nel Sahara, il primo ristoro mi è sembrato un’oasi di felicità: acqua, the, persino le arance..

Infatti, ripartendo, mi ero anche convinta di sentire una nuova energia che alla partenza mancava del tutto.

Poi siamo entrati nella pineta, dove ovviamente è stato piacevolissimo correre: sono passati i primi 10 km in 55 minuti.

Ad un certo punto, da dentro la pineta, ho iniziato a sentire un olezzo familiare, un qualcosa che sapevo di aver già sentito, ma che ora mi sembrava del tutto fuori luogo.

Girata la curva ecco che compare il mare, la brezza marina ci arriva diritta sul fianco destro e allora capisco: quello che sentivo era il solito odore di gasolio salmastro che c’è nei porti.

Ritornata sulla strada, noto che le gambe fanno ancora il loro dovere e quasi quasi mi stupisco.

Chilometro 15: fine della benzina, scoramento e pessimismo totale, perché mancano ancora 6 chilometri e non so davvero dove andare a prendere un po’ di forza per farli.

Com’è come non è alla fine ce la faccio, ma in 2 ore 4 minuti e tanti secondi.

Dovrei controllare ma credo che questa prestazione vada subito in testa alla hit parade delle “mezze maratone peggio riuscite”.

Ora propio perchè questa è andata così, ho appena chiesto di essere iscritta alla mezza maratona di Civitanova Marche di domenica prossima...

mercoledì 2 marzo 2011

Domenica è stato come ai bei vecchi tempi, quando ci si vedeva alle 7 al bar, eravamo in due senza nessuna fretta di tornare a casa per pranzo, perché non ci aspetta nessuno.

Così, dopo tanto tempo Giovanni ed io siamo partiti per Monte San Giusto, abbastanza vicino a casa, una corsa da 10 chilometri e mezzo, una noncompetitiva, ma molto ben frequentata.

Tutta pianeggiante, una distanza ragionevole, per cui può valere la pena alzarsi presto anche di domenica, non troppo lunga perché venga anche Giovanni, che per ora si allena, senza correre ma che poi quando corre va a 4’30’’.

Qui a Monte San Giusto c’eravamo stati all’alba della mia breve carriera podistica. Mi ricordo alcuni particolari: come ero vestita (maglia verde e pantaloni neri), una grande risata davanti ad un vecchissimo Volkswagen marchiato “Trans del Piceno” che è diventata una costante di tutte le gare che ho fatto a sud del fiume Musone, il barattolo di marmellata da mezzo chilo per tutti i partecipanti.

Non mi ricordo assolutamente come era andata la gara, mi ricordo solo un simpatico signore che, verso la fine, mentre di sicuro mi lamentavo per la stanchezza, con Giovanni che invece non voleva che rallentassi troppo, mi dice che me la stavo cavando bene. Era il solito galante podista bugiardo e un po’ marpione.

Quest’anno c’erano di nuovo la marmellata per tutti ed i Trans del Piceno, c’ero anche io e forse stavo meglio di un paio di anni fa, perché alla fine, rischiando l’infarto, un paio di posizioni le ho scalate e posso vantarmi di aver difeso una dodicesima posizione.

Certo, non so quante donne ci fossero, di certo almeno 15, perché 3 ne ho sorpassate io; magari eravamo pochissime e un dodicesimo posto è un piazzamento ridicolo….però siccome “tutto è relativo, visto che così è e se MI pare” io me ne compiaccio.

Ora sto qui che guardo piovere da tre giorni, non si vede la fine e penso...

Penso che domenica andrò per Valli e Pinete a Ravenna per fare 21,097 km e ci andrò da sola...

martedì 22 febbraio 2011

Domenica mattina

Per quanto abbia cercato e abbia raschiato il fondo del web, per domenica scorsa non sembrava che ci fosse un’alternativa alla Mezzamaratona di Centobuchi nel raggio di cento chilometri…

Tutte le mie fonti, anche quelle inaffidabili, mi riportavano solo a Centobuchi.

A Centobuchi ci sono già stata un paio di anni fa: due giri identici, pianeggianti (a parte un sottopasso), c’è anche tanta gente e pure agguerrita, c’è il chip (cosa molto rara nelle gare che si fanno qui), si corre tra la Salaria e una specie di zona industriale deserta..in mezzo al niente, persi nella pianura infinita senza nulla da guardare, a parte la linea bianca di mezzeria.

Depressione. Non ci vado.

Ricorro al piano di riserva: corsa collinare in solitaria, con il miraggio del pranzo che si rosola in forno e musica a palla.

Abbigliamento curato: pantaloni e maglia a maniche lunghe nere, spiccano i calzini rossi e la maglia bianca della Maratona di Carpi.

Parto con l’affanno in salita, i muscoli sembrano che vadano a fuoco, la faccia in fiamme: non devo aver un bell’aspetto.

Però…come si sente forte l’aria che entra nei polmoni, ha l’odore dell’erba e dell’umido della terra, niente a che vedere con quello che respiro quando corro dopo il lavoro.

Sono di nuovo in cerca di cose da fare per domenica prossima….

mercoledì 16 febbraio 2011

Gente che va...gente che viene...

La buona notizia dalla corsa ad Igea Marina è che ho recuperato un compagno di corsa: Giovanni, che dopo Carpi non è che avesse smesso di correre del tutto, solo che mi aveva abbandonato al mio destino.

Così, nelle ultime settimane per le trasferte podistiche in Romagna, sono finita in macchina con un podista con la sindrome da acquisto compulsivo e un altro che è un fine gourmet, estimatore del Big Mac e convinto sostenitore del cibo fatto in serie, replicato identico in tutte le parti del mondo.

Gente simpatica, ma iniziavo a sentire un po’ di nostalgia per i vecchi compagni di corsa.

Domenica invece Giovanni ha preso il posto del palato sopraffino e con il maniaco dello shoopping siamo ripartiti per la Romagna.

Ed il bello della giornata è stato tutto qui: recuperare un compagno di corsa e sperare che continui così.

E poi la corsa…

Che dire…

Sarò breve e chiara…

È sempre la solita storia: pigra e fuori forma, attendo con ansia la primavera.

venerdì 11 febbraio 2011

Per domenica....Igea Marina!

lunedì 7 febbraio 2011

Scrivo perché sennò mi dimentico..
…perché sono indietro con le registrazioni…
…perché ho un foglio excel per il 2011 fatto a metà, una specie di bozza molto primitiva, con le caselle da sistemare, le colonne da nominare, i giorni e i mesi da inserire…e siamo già a febbraio.

In questo periodo bazzico la Romagna: dopo San Marino una simpatica signora riminese ci aveva detto di non farci scappare il Trofeo delle 5 ville a Bertinoro e così domenica scorsa sveglia alle 6, gambe in spalla imbocco di nuovo l’A14, con due compagni di viaggio di cui potrei narrare le gesta, ma mi trattengo (caso mai leggessero).

Bertinoro è un bel posto, una collina che domina la pianura: solo per arrivare dal parcheggio alla piazza per ritirare il numero m’era venuto il fiatone.
Alla partenza mi ritrovo pericolosamente quasi in prima fila, perché, per sbaglio durante il riscaldamento, siamo capitati davanti alla linea di partenza: impossibile risalire il blocco di gente, non resta che sperare di non morire spiaccicati.

La partenza è molto veloce, tutti vanno giù come i fulmini, ma siccome qua e là avevo sentito favoleggiare di salite leggendarie dalla metà in poi, decido di non farmi prendere da facili entusiasmi.

Prima villa: un po’ d’intasamento in mezzo al bosco.

Si riprende l’asfalto: sta iniziando a fare caldo, siamo quasi al quinto km, avrei una certa sete, vedo il ristoro ma purtroppo è a base di cioccolata calda…tiro dritto sconsolata e assetata.
Rimedio un bicchiere di tè solo dopo un salitone verticale che ci porta dentro alla seconda villa e tra le botti di una cantina con le pareti tappezzate di bottiglie, tanto da farmi sperare in un buon bicchiere di sangiovese al ristoro…

Comincio a sentire la fatica e mi preoccupo perché mancano ancora tre ville al traguardo: passo corto e sguardo basso.

La vista, da lontano, della torre del paese non è molto confortante, ma passo dopo passo tutto si fa (dice il saggio), quindi prendo la rincorsa per gli ultimi 200 metri di salita, tentando un arrivo trionfale…che però viene bruscamente stoppato da un addetto alla corsa: c’è da fare la coda per tagliare il traguardo (tempo d’attesa circa 10 minuti circa!!).
Per me la gara è finita in 1 ora e 13 minuti, per il cronometro ufficiale 1 ora e 22 minuti…

mercoledì 26 gennaio 2011

E così sono sopravvissuta anche alla Maratonina di Natale fuori stagione a San Marino, nonostante l’autista abbia mancato alla grande l’uscita dell’autostrada e che, grazie a questo, ci siamo subito persi, nonostante il freddo, nonostante il gonfiabile si sia ingloriosamente sgonfiato alla partenza, nonostante soprattutto avessi nelle gambe un’autonomia di 10 km circa.

Infatti, pur avendo seguito il consiglio dei compagni di corsa per una cauta partenza, questo non è servito per impedire che più o meno al dodicesimo chilometro le gambe decidessero per lo sciopero generale.

Fin lì non era stato poi tanto male, mi sembrava che le salite più dure e lunghe fossero passate, ero convinta che da tanta salita sarebbe dovuta per forza venire fuori una discesa proporzionata.

All’ottavo chilometro mi sembrava di stare sul tetto del mondo: davanti c’era il monte Titano, molto natalizio, tutto spruzzato di bianco, con le sue torri ed il suo profilo “medioevale”, era uno spettacolo per gli occhi, anche se difficile da godere mentre sfiatavo come un trenino transandino.

Poi una bella discesa, lunga, a metà facevo fatica a disciplinare le gambe, poi di nuovo una salita, ma a metà di questa un sant’uomo con la bandierina in mano e un gilet giallo fosforescente (credo un angelo della provvidenza), con grande sollievo di tutti, ci aveva fatto deviare per un parco, con grande sollievo delle gambe.

Eccomi al decimo chilometro: procedevo a velocità smodata!! Avevo quasi ripreso una tipa che mi aveva superato un chilometro prima…erano chiaramente gli ultimi attimi di vitalità prima del tracollo.

Dodicesimo chilometro: morta, finita…anche la pianura sembra salita. Per fortuna mancano solo tre chilometri.

1 ora e 29 minuti di fatica...


venerdì 21 gennaio 2011

Non corro perché è freddo..

Non corro perché piove, no forse nevicherà addirittura..

Poi meno corro e meno riesco a correre…

Ma cosa fondamentale: stasera non corro perché, finalmente, dopo ben 5 mesi dove li ho lasciati fare quello che volevano, stasera vado a tagliare i capelli..

Non posso mandare subito dopo ad escort quei due misurini di shampoo, quelle tre sforbiciate sulle punte biforcute, quelle quattro passate di phon e di piastra, quella spruzzata finale di lacca.

Domenica invece, quando ormai l’umidità di questi giorni avrà di nuovo arruffato tutta la chioma, potrò, senza sensi di colpa, andare a soffrire alla Maratonina di Natale a San Marino, sempre che non nevichi e che debbano rimandarla di nuovo.

Avrò dei capelli fantastici…e delle gambe molto doloranti!!

Seguirà resoconto.

lunedì 17 gennaio 2011

Chi corre il primo dell'anno..

Chi corre il primo dell'anno....fa come quello che a mezzanotte del 31 dicembre mangia le lenticchie: la versione ufficiale è che non ci crede a queste cose, ma siccome non si sa mai, una chance gliela da.
Così anche io il primo dell'anno, con scarpe nuove, un Giovanni recuperato e i soliti buoni propositi, ho fatto la prima corsa del 2011.
Un pomeriggio grigio, una corsa cittadina, qualche zombi in giro.

Poi più niente.

Al posto della Maratonina dei magi del 6 gennaio, ho avuto una giornata per combattere con la febbre ed il mal di testa, consumando metri quadrati di fazzoletti di carta.
Con la febbre avevo vinto la battaglia dopo un paio di giorni scarsi, con il raffreddore è iniziata una lunga guerra di posizione: lui attaccava con una copiosa produzione di sostanze verdastre, io tentavo di mantenere libere le vie aeree.

Di correre ovviamente non se n'è assolutamente parlato.

Poi oggi, dopo che il nemico non si fa sentire da un paio di giorni, la seconda corsa dell'anno: 10 km, in mezzo alla nebbia, dopo il lavoro, come al solito nel buio della zona industriale, con l'aria che mi sembrava bruciasse mentre entrava nei polmoni e le gambe che, alla fine, erano veramente pesanti.

Insomma un 2011 che per ora mi puzza molto di 2010...



mercoledì 29 dicembre 2010

Sono in Franciacorta per pochissimi giorni, cucino arrosti alla Ceres con patate, mi riposo e corro poco, solo un’ora e quando lo faccio mi perdo lungo una ciclabile che finisce addosso ad un muretto, sto finendo le suole delle mie Mizuno, quelle che quest’anno hanno fatto la maratona, quelle che mi hanno portato fino a qui, quelle azzurre, quelle che verrano sostituite il primo gennaio con un paio della stessa famiglia che mi sono regalata a Natale.

Il mio caro e saggio ospite mi dice spesso che quando non si ha voglia “di andare a fare” (non importa cosa), bisogna ricordarsi di come ci si sente bene dopo, dopo la fatica, sotto la doccia. Aggiungo io che più si aspetta a tornare fuori (a correre, nel mio caso) e più si maledice ogni volta che si è rimandato al domani.

Non so se sento la fine di un anno lungo e quindi sarebbe meglio riposare, oppure mi sono riposata troppo ed è ora di muovere le chiappe più spesso, con regolarità.

Intanto domani, con calma, si torna al sud, nel frattempo stasera inizio i festeggiamenti per la fine del 2010…avanti il prossimo!

giovedì 23 dicembre 2010

lunedì 20 dicembre 2010

Cosa ci facciamo ad Ancona con tutta questa neve?


Con un po' di fantasia anche la neve serve a qualcosa e qualcuno in piazza s'è inventato qualcosa.
Io so solo che ho freddo, che si scivola, che siamo solo all'inizio e già non ne posso più.
Sarà perchè martedi per fare sei miseri km in macchina c'ho messo tre ore? Che se andavo a piedi facevo prima e non mi veniva l'ulcera?
Sarà che poi tutta la settimana è stata uno schifo e che si è conclusa con un degno venerdi 17?
Si...deve essere per questo che sto facendo l'orso ingrugnito e rabbioso.

La corsa ormai è "cosa" solo domenicale, sia che si tratti di gare o di una corsetta tra compagni per farsi gli auguri e brindare: baci abbracci e di corsa sotto la doccia perchè, anche se c'è un sole splendente e la neve riflette la luce, anche se il colpo d'occhio di una decina di runners colorati che lasciano impronte sulla coltre bianca è straordinario, siamo sempre sotto lo zero.

Devo avere pazienza, la neve prima o poi si scioglie..

lunedì 13 dicembre 2010

Non c'è scampo: anche quest'anno arriva il Natale e quindi non vuoi farti una gara qualunque di Babbi Natale? Certo che si..
Eccomi quindi a Sarnano domenica scorsa per 1o km, munita di cappellino rosso, senza aver mai corso una volta dopo la gara di Colmurano, zavorrata da un sabato sera un po' lungo, ma almeno di un umore non troppo antinatalizio.

Partenza comoda alle 10, quando l'aria si è un po' scaldata: l'acrilico 110% del cappello fa il suo dovere e tiene un gran caldo, ma purtroppo tra la coda per legare i capelli ed il mio testone, il cappello non mi sta in testa e non lo sopporto più che non sono nemmeno al secondo chilometro.

I primi 5 km sono quasi tutti in salita e mi sento un po' pesante, accorcio il passo e affronto i tornanti un po' "alla larga", ma penso che sono solo 10 km e che soprattutto sono già a metà.
Dopo un ultimo ennesimo strappetto, arrivano un paio di discesa: tiro un po' il fiato, cerco di non frenare troppo e recupero anche qualche posizione.

Alla fine della discesa, prima che si ricominci la risalita al paese, mi aspetta un Babbo Natale: ci facciamo quest'ultima parte insieme e arriviamo alla fine.

A conclusione di tutto, con un'insolita furba faccia fotogenica salgo sul palco per ritirare un inaspettato premio di categoria.

Fino ad anno nuovo si va avanti così: a caso!

mercoledì 8 dicembre 2010

Non so perchè li chiamano monti azzurri, a me sembravano solo tanto bianchi.
Domenica mattina il cielo era limpido e si riuscivano a vedere sia le cime dei monti che il mare da Colmurano, un minuscolo paesino ordinato e raccolto intorno ad una piazza molto luminosa, la chiesa con il suo bel campanile, il municipio con l'orologio e un bar dove deve aver fatto in tempo a prendere un cappuccino anche Garibaldi, preparato dalla stessa signora che mi ha fatto il caffè.
Temperatura frizzante..

Si parte dalla piazza, in branco, non siamo in tanti, forse un centinaio: si consiglia una partenza prudente visto il percorso.

Io in due settimane sono uscita a correre solo una volta: svegliarsi stamattina per fare 21 km in collina è proprio una grande idea..soprattutto se il percorso prevede esclusivamente salite e discese, in particolare una discesa ogni due salite.

Per fortuna il sole e che, per quanto la gara sia sperduta e piccola, qualcuno dell'Atletica Falconara lo incontri sempre per avere un po' di compagnia..

Subito dopo la partenza faccio già fatica a respirare, neanche le gambe sembrano avere molta voglia.
Penso che sarà dura arrivare alla fine, meglio non pensare troppo e godersi il panorama: colline ammassate l'una sull'altra su cui si attorcigliano le strade, vigne arrossate e spoglie, campi lavorati e preparati per l'inverno, boschetti di querce, cani che abitano cascine più o meno ordinate a guardia di capannelli di galline, alberi pieni di cachi succosi ma senza nemmeno una foglia...

Intanto i chilometri passano e si arriva al punto critico: gli ultimi tre chilometri di tornanti in salita per tornare nella piazzetta del paese....dove finalmente arrivo e nessuno se ne accorge.

Hey sono qui...mi vedete? Nessuno mi dice: brava ce l'hai fatta?!? Non non importa niente a nessuno, fermo il cronometro a 1h 47' 40'' (mi sa che erano 21 km molto scarsi)..
Dove sono tutti? Eccoli lì: a riempirsi la pancia di pizza alla cipolla appena sfornata dalle signore del paese, a bere cioccolata calda e te..insomma un'ospitalità di poche parole ma come al solito abbondante, tipica di questi paesini dell'interno.

La stessa abbondante ospitalità per cui torno a casa con un fagottino pieno di pezzi di pizza "per il viaggio", come ha detto la signora che ha voluto a tutti i costi che accettassi..e queste sono offerte che non si devono rifiutare, certe donne non accettano mai un no come risposta.

Stamattina avrei dovuto mettere la sveglia e andare a fare la Rimini-MonteScudo, non ce l'ho fatta ad alzarmi..

venerdì 3 dicembre 2010


Combatto una dura battaglia, ma la pigrizia è forte e la pioggia tanta.
Dovrei trovare il coraggio di uscire con la pioggia, il freddo ed il buio...
Dovrei, ma ancora non l'ho trovato.

Nel frattempo mi sono messa a godere dei piaceri della gola e del bere (molto) in compagnia..

Per espiare le mie colpe, domenica 21 km Marciando per i colli a Colmurano: temperatura prevista di poco sopra lo zero..se nevica mi metto a piangere (giuro!).

venerdì 19 novembre 2010

Marcialonga dell'industria appignanese...


...secondo tentativo di reagire alla pigrizia.
Ieri sera 10 km contro i sensi di colpa...
Domenica proviamo di nuovo a sentire la sveglia...

martedì 16 novembre 2010

L'abbuffata di San Martino

Dopo la prima riflessione fantantropologica ispirata dalla corsa, ecco la seconda grande scoperta di fisica dinamica: l’appetito ai ristori alla fine della gara si sviluppa in maniera inversamente proporzionale ai km percorsi. E’ una versione aerobica del principio di Archimede.

Se i 15 km della corsa di San Martino a Controguerra li fai in meno di un’ora, sei un mostro e appena arrivi probabilmente ti fai dare la tua borraccia di brodaglia piena di vitamine, sali minerali, amminoacidi ramificati, proteine cuneiformi e protoni fluorescenti.

Se ci metti poco più di un’ora, sei già più normale e forse ti va bene il gatorade che ti danno appena tagli il traguardo, sei contento perché alle docce non c’è la fila e vai a vedere se magari ti sei piazzato in qualche categoria.

Dopo l’ora e mezza (ma con qualche fenomeno che ci mette anche un po’ di meno), la prima cosa che fai, tutto bello sudato, vai baldanzoso a riempire lo stomaco, a reintegrare le tue fatiche nemmeno avessi corso una 50 km nel deserto del Gobi in autosufficienza.

E le mandibole macinano metri quadrati di pane e marmellata, pane e mortadella, infilano una dietro l’altra castagne calde, rigatoni al sugo di pesce, più velocemente di quanto le gambe abbiano macinato i km.

Unico ostacolo da superare: i non competitivi della 4 km, che hanno già da un pezzo formato un muro compatto spesso almeno tre unità, che non si schioda dalla prima.

Questo è quello che accade alla fine della corsa di San Martino a Controguerra: un finale ricco, così come merita una gara partecipatissima.

E io?? Io sto a metà classifica generale, a metà classifica di categoria…ma almeno quest’anno non avevo i postumi di nessuna sbornia e me la sono cavata con sette minuti in meno dell’anno scorso (1h 18’ …).

Mi sono goduta il sole e il panorama…

giovedì 11 novembre 2010


Corro osservo e mi faccio delle idee di fantantropologia.

La vedi la gente che ti guarda con la faccia da punto di domanda, mentre gli passi di fianco correndo: loro si fanno delle idee su di me.

Io mi faccio delle idee su di loro.

In particolare, dopo tre anni passati a correre dopo le sette, in quartieri silenziosi e poco frequentati, stasera ho tratto la grande conclusione: tutti quelli che portano fuori il cane a fare pipì quando è buio e stanno al telefono per tutto il tempo, mentre il quadrupede si svuota per bene ad ogni palo della luce, ebbene costoro, ne sono certa, sono al telefono con l'amante o con qualcosa di simile.

Ne sono convinta e basta, sono troppo felici e con la faccia beata. L'ho deciso oggi nel solito giro da 1o km, passando di fianco a telefonate fatte di poche parole, per lo più risatine sommesse e improvvisi silenzi non appena qualcuno è nelle vicinanze, tutto questo mentre il povero quadrupede, che ormai ha mappato con la pipì tutto l'isolato, volta il muso all'insù e chiede quando si ritorna a dormire sul divano a casa.

Elaborando l'assurda teoria ritorno alla base e sperando, visto il periodo di grande pigrizia, di aver reso, con questi 10 km, più sopportabili i 15 di domenica alla Corsa di San Martino, a cui mi sono pelo pelo iscritta...una specie di terapia d'urto contro l'accidia...

lunedì 8 novembre 2010

Io pantofolo


La sveglia ha suonato alle 5:40, ma io ero andata a letto molto dopo mezzanotte.
Quindi l'ho spenta e mi sono girata dall'altra parte..

Non ce l'ho fatta ad alzarmi ieri mattina, quindi niente trasferta in solitaria a Cesena al Giro dei gessi.
Nè c'è stato verso di rimediare in seguito con una corsa.

Ieri solo un'onesta giornata da pantofola: una passeggiata prima di pranzo per prendere un caffè e un'altra nel tardo pomeriggio per la solita birra rossa media della buona notte.

Oggi piove..non vedo l'ora di rimettermi in pantofole!

mercoledì 3 novembre 2010

Autunno


Ore 17..."Cristina, non ti vedo in forma oggi."

"Grazie. Avevo giusto bisogno di una parola di conforto..."

Novembre piovoso e buio, sento aria di tristezza e pantofole.
Ogni tanto ho dei guizzi, tipo approfittare di una mezza giornata libera dal lavoro per correre quando c'è ancora il sole..
Oppure pensare seriamente di ritornare domenica a Cesena per il Giro dei Gessi, anche se non è proprio sotto casa.

Sarà dura resistere fino al ritorno della primavera.

Nel frattempo ieri ho fallito alla grande il tentativo di rimisurare il solito, squallido giro da 10 km: ritenterò...in cuor mio spero di scoprire che sia più lungo di quello che ho pensato fin'ora (mi bastano anche solo 100 mt).